Durante la mattinata concessa di riposo alla squadra prima di ritrovarsi al campo questo pomeriggio, il direttore sportivo del Genoa, Marco Ottolini, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa parlando non soltanto di preparazione, ma anche di mercato.

Non si vorrebbe parlare di calciomercato perché la sua opera è difficilissima in un mercato bloccato. Basterebbe leggere le rose delle squadre che giocano in questi giorni che hanno pochi giocatori nuovi. È un mercato difficilissimo. State lavorando da tanto tempo in sintonia con Gilardino?

“Assolutamente sì. Dobbiamo sempre ricordare che siamo una società in ricostruzione, dobbiamo diventare sostenibili e non vogliamo più avere 60/70 giocatori da gestire. Stiamo lavorando in quella direzione. L’anno scorso avevamo 57 calciatori, adesso ad inizio stagione ne avevamo 45, ma abbiamo già fatto delle uscite. Chiaro che questo pregiudica i tuoi piccoli o medi investimenti a livello numerico e di gestione. Diventa una cosa complicata, assieme a tutti gli stipendi che si portano dietro”. 

Persone di esperienza come lei e Spors hanno lavorato da tempo, assieme allo scouting, sul calciomercato. Avrete fatto una lista, esaminata ancora di più, e adesso la avete per le mani. Peraltro tenendo in considerazione l’aspetto degli extracomunitari…

“Quest’anno abbiamo uno slot per un extracomunitario, ma stiamo seguendo le liste che abbiamo preparato e stiamo preparando le possibili operazioni. Vedremo di finalizzare qualcosa nel prossimo periodo”.

Ci sono anche problemi finanziari in tutte le squadre e prima bisogna vendere che acquistare. In pochi a volte ne tengono conto…

“Sì, questo penso sia palese. È uno dei motivi per cui il mercato è un po’ bloccato. Bisogna comunque fare i conti col numero dei giocatori in rosa, con gli stipendi, con gli ammortamenti. Fortunatamente si va verso un calcio più sostenibile. Magari a livello di calciomercato può essere un po’ più noioso e meno spumeggiante, però è necessario perché i costi sono alti ed è meglio valorizzare ciò che si ha andando a migliorare in maniera mirata ciò che si ha a disposizione”. 

Siccome il Genoa ha un problema atavico, quello di avere un centrocampista di fisicità – e così un attaccante di fisico, la vostra ricerca in questo momento è orientata verso un profilo che entri in area di rigore, che carichi quest’area di rigore?

“Sono d’accordo. Tenete presente che centrocampisti fisici, alti un metro e novanta, che corrano velocemente e facciano gol, non costano due milioni di euro. Ho già fatto una premessa. Bisogna quindi trovare un buon compromesso, un calciatore che vada a completare quello che tu hai e che non sia perfetto, altrimenti se lo fosse non sarebbe possibile tesserarlo. Per l’attaccante è la stessa storia? Più o meno. Ci stiamo guardando attorno, abbiamo fatto vari sondaggi e preso varie informazioni con contatti quotidiani per valutare quale possa essere il migliore innesto”. 

Da qui al 19 agosto, allora, l’obiettivo è quello di trovare due giocatori che possano colorare questa rosa dal punto di vista tattico?

“Sì, in modo da darle un maggiore spessore, più alternative e più qualità”.

Ieri il mister si è espresso su Accornero facendo intendere che possa fare un’avventura esterna. Si parla del Pescara. Che importanza potrebbe avere fare un’esperienza con Zeman come allenatore?

Su Federico (Accornero, ndr) non vogliamo sbagliare la scelta perché pensiamo che sia un giocatore che possa fare parte del Genoa. Se fate caso, è l’unico giocatore della nostra Primavera assieme a Simone Calvani ad essere in ritiro ed è stata una scelta precisa. C’è questa possibilità di mandarlo a Pescara e la stiamo valutando attentamente. Questa opzione ha una valenza tecnica diversa rispetto ad altre soluzioni visto il profilo del giocatore, le sue caratteristiche e l’allenatore del Pescara. Magari alla fine si farà?

Vasquez sta facendo molto bene alla Gold Cup, è un centrale difensivo mancino che, assieme a Matturro, potrebbe andare a completare il reparto? Che valutazioni state facendo?

“Ne abbiamo parlato anche questa mattina col mister. È un giocatore che non abbiamo mai avuto, né io ne lui, e comunque c’è la volontà di vederlo quando avrà finito la Gold Cup. Dovrà riposare un po’, credo arrivi qui intorno al 25 luglio. Poi faremo delle valutazioni. Ha una certa esperienza in Serie A e in Nazionale, quindi sarà una situazione da valutare”. 

Zanoli?

“Lo seguiamo da mesi, anche per il modo in cui giochiamo può essere una scelta valida. Ad oggi non c’è nulla di finalizzato”. 

Retegui?

“Stessa cosa. Lo seguono tante squadre, ma per il momento direi che non è il caso di illudere nessuno”. 

Nel mondo dei direttori sportivi cosa ne pensate di questo mercato che dura così tanto e quali conseguenze negative può portare visto che ormai tutti seguono i saldi dell’ultima settimana?

“Riguardo ai saldi di fine mercato, è assolutamente vero. E sul fatto che il mercato sia troppo lungo, lo sostengo da anni: secondo me credo dovremmo chiudere al 30 luglio. I movimenti di mercato verso l’Arabia? Non entro in discorsi socio-politici, ma è ovvio che l’Arabia stia cercando altre vie a livello economico e vuole puntare anche sul calcio oltre che su altri fattori. Inutile che facciamo tanto i santarelli: la carriera di un calciatore è breve, quando si hanno certe offerte ovviamente si valutano. Se ci sono opportunità anche in piena carriera, anche se chiaramente si esce un po’ dai radar del calcio europeo, un calciatore la valuta questa cosa. Se questa fenomeno durerà, lo dirà il tempo”.

Questo depauperamento del calcio italiano, ad alto livello ma anche a basso livello, potrebbe far sì che ci sia un nuovo campionato di Serie A senza quelle grandi divisioni tra parte destra e sinistra?

“Si parte poi dalla parte economica e finanziaria e di sicuro non ci sono le disponibilità che ci sono in altri campionati. Servono quindi idee, serve progettare un calcio più sostenibile. Poi se cambieranno i campionati, non glielo so dire”. 


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