Ora basta, giochiamo!” (Tuttosport). “Sì giochiamo, ma…” (Gazzetta dello Sport). “Ci stanno tutti” (Corriere dello Sport). Sono questi tre i titoli che questa mattina i quotidiani sportivi nazionali propongono per descrivere la giornata di ieri, vissuta con l’annuncio ufficiale della Lega Serie A, che per arrivare con una linea comune all’incontro odierno col Governo ha voluto ribadire, all’unanimità, che le 20 squadre sono pronte a terminare il campionato (clicca QUI per leggere il comunicato).

Andando a ritroso, i quotidiani sportivi cercano di contestualizzare il perché di questa unanime decisione sbandierata ai quattro venti. Secondo il Corriere dello Sport si è trattato di un “segnale” prima del vertice odierno, intorno all’ora di pranzo (Il Corriere parla già stamane di “mezzogiorno di fuoco“), col Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Oltretutto, da quanto si legge sul quotidiano, sarebbe stato chiesto ai presidenti di mantenere una linea comune senza “dichiarazioni fuori dal coro”, come accaduto le scorse settimane soprattutto con Cellino, Cairo e Ferrero. Oggi il vero oggetto del dibattito sarà il protocollo sanitario intorno al quale si stanno sviluppando alcuni dubbi legati soprattutto a chi si assumerà eventuali responsabilità in caso di nuovi contagiati all’interno del “gruppo squadra“. I club, da quanto si legge sul Corriere, non vorrebbero farsene carico.

Lo stesso dubbio viene rimarcato nel titolo dedicato dalla Gazzetta dello Sport inerente al “sì giochiamo, ma…”. In realtà il quotidiano in rosa dedica la prima pagina alle dichiarazioni di Romelu Lukaku sui presunti 23 giocatori su 25 dell’Inter influenzati all’inizio dello scorso gennaio, con Skriniar che per affanno respiratorio fu costretto anche ad abbandonare la sfida contro il Cagliari dopo 20′. La società nerazzurra si è mostrata “irritata” da queste dichiarazioni parlando di soli 4 influenzati, in linea con un normale inverno.

In merito all’incontro col ministro Spadafora, la rosea anticipa che oggi si dovrebbe andare verso un consulto in merito al protocollo, con la sola decisione di aprire agli allenamenti individuali a partire dal 4 maggio. Per dare l’assenso governativo al ritorno in campo per le partite vere e proprie, invece, l’idea sarebbe quella di prendere ancora tempo. Usando l’immagine sfruttata dalla Gazzetta dello Sport, sarà necessario oggi verificare “il confine della discussione” tra FIGC (rappresentata dal numero uno della commissione medica, Paolo Zeppilli) e Ministero. Molti punti interrogativi tengono banco, come lo scenario a cui si andrebbe incontro in caso di nuovi positivi dopo la ripresa e il rischio di avere fretta nel ripartire ad inizio maggio e farsi trovare impreparati sul fronte dei dispositivi e degli strumenti di verifica della salute degli atleti e degli staff attraverso tamponi e test sierologici.

Non va in archivio neppure la tematica sui diritti televisivi. La linea comune intrapresa dalla Serie A non spegne le discussioni: la Lega non è disposta a sconti o proroghe, mentre Sky e DAZN si attenderebbero questo scenario. Tuttosport parla chiaramente di 260 milioni che ballerebbero nella trattativa e sarebbero la cifra di sconto chiesta dal broadcaster nel caso in cui il campionato non dovesse ripartire. Una cifra che rappresenta esattamente un terzo dei circa 880 milioni della terza tranche che spetterebbe alla Serie A. Lo sconto calerebbe sino a 120 milioni se la stagione dovesse invece riprendere. La Lega Serie A vorrebbe proseguire rispettando gli accordi contrattuali non esistendo clausole di sorta che parlino di penali in caso di stagione che non volga al termine.

Chi mantiene diversi dubbi, essendo ancora presidente del Livorno in attesa di cedere le quote della società labronica, è Aldo Spinelli. “Che ne penso di una ripresa? Che è una follia soltanto parlarne. Ma come si fa? Con tutti i giocatori che sono stati contagiati, ma soprattutto con tutti questi morti ogni giorno? No guardi, non se ne parla nemmeno”. 

Oltre al panorama italiano c’è anche quello europeo. Mentre la Germania è pronta a ripartire il prossimo 9 maggio, la Spagna è sulla strada giusta per trovare un accordo tra governo, televisioni e club. E la UEFA, che domani si riunirà nel suo esecutivo e detterà la linea dei prossimi calendari, continua a ribadire alle diverse federazione che la necessità è quella di terminare la stagione, quantomeno i cinque campionati principali, senza più chiudere definitivamente le porte alle ipotesi di campionati “sospesi” sulla base delle decisioni governative. Ad esempio, si pensi allo scenario del campionato olandese.

Sul fronte dei contratti, che andranno estesi oltre il prossimo 30 giugno, si cercherà un’intesa oggi tra FIFPro, ECA e European Leagues. La Gazzetta dello Sport parla intanto di un’alternativa: chi andasse in scadenza in quella data potrebbe rimanere nel club in cui milita attualmente sino al nuovo termine della stagione. Si attendono ufficialità sulla questione.


GLI APPROFONDIMENTI SUL GENOA

TUTTOSPORT – Un trafiletto del quotidiano sportivo cita questa mattina il Parma – e coi crociati si fa chiara menzione anche di Genoa e Fiorentina – perché inserito “all’ora di cena di lunedì in un indigesto lancio di agenzia-polpetta avvelenata“. Si parla del documento col quale si diceva che otto società firmatarie (fra queste il Genoa) avrebbero provato a sabotare la ripartenza del campionato. Una immediata smentita da parte degli otto club coinvolti, il Parma su tutti, ha scoperchiato quella che Tuttosport chiama una “manovra contro Gravina“.  Una manovra che parrebbe smentita anche dall’ultima nota ufficiale della Lega Serie A e, forse ancor di più, dal comunicato del Brescia diramato ieri sera, che nonostante la posizione mantenuta sino ad oggi, non ha chiuso del tutto le porte ad una ipotesi di ripresa.

REPUBBLICA – L’edizione genovese di Repubblica propone oggi un’intervista a Luca Bizzarri, presidente della Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale, comico di fama internazionale e tifoso rossoblu. La prima metafora sul coronavirus, infatti, è legata anche al mondo del tifo. Mi sembra di stare in gradinata davanti ad un’unica, infinita partita tra squadre in zona retrocessione, una materia che da genoano, fidatevi, conosco molto bene. Tra dieci giorni ci sarebbe stato il derby? Sei il primo a chiedermi del Genoa dopo due mesi, prima succedeva ogni singolo giorno della mia vita. E questo la dice lunga su quanto interessi alle persone, ora, tornare a vedere giocare a calcio”.

Bizzarri, a precisa domanda, si è espresso anche sulla posizione dei tifosi, che sinora appare quella più sensata: prima la salute, poi il campo. “È buon senso, il calcio non può che essere l’ultimo dei pensieri. Penso sia folle ricominciare mettendo a rischio la vita delle persone. Molte persone giovani e sane hanno perso la vita, e il calcio muoverebbe un sacco di gente anche a porte chiuse. Non si può più pensare a questo sport come prima, per ora”.

SECOLO XIX – Il Decimonono questa mattina riporta del rientro degli stranieri rossoblu in Italia e fa menzione di Lasse Schöne, che 48 ore fa ha salutato la famiglia in Olanda e si è rimesso sulla strada di Genova. Si legge che anche gli altri giocatori fuori dal Paese stanno facendo ritorno a Genova, dove saranno costretti a sottoporsi a due settimane di quarantena.

GAZZETTA DELLO SPORT – All’interno della Gazzetta dello Sport non si parla direttamente di Genoa, ma lo si fa all’interno di due interviste esclusive. La prima è quella  fatta a Christian Kouamè, passato alla Fiorentina nel mese di gennaio. “Cosa auguro al Genoa? Prima di tutto di salvarsi. Mi è dispiaciuto molto non dare il mio contributo“. Si passa poi all’ex presidente del Genoa, Aldo Spinelli (intervistato più ad ampio raggio anche da Repubblica), che a precisa domanda sul seguire la sua squadra del cuore, ha risposto che il Genoa “è il club numero uno al mondo. Ora c’è Nicola, era mio giocatore, è un grande allenatore. Allo stadio sono andato una volta sola, non voglio mettere in imbarazzo Preziosi. Rispetto quello che fa, malgrado i sacrifici non vive un bel momento. Invece bisogna tenerselo stretto, perché non so quanti imprenditori sarebbero pronti a investire nel calcio. Ma il Genoa è nel mio cuore, tutti i miei amici sono Genoani”. 


LE PRIME PAGINE


Genoa, ACG e gruppi Gradinata Nord: “Per noi calcio ha dei valori, per voi solo profumo di soldi”