Sull’ottovolante VAR è salita la 14esima giornata e ha destabilizzato nuovamente gli animi, specialmente dopo le dichiarazioni polemiche di Totti all’indirizzo degli arbitri di Roma-Inter per il fallo subito da Zaniolo in area di rigore non ravvisato né da Rocchi né da Fabbri. Sono molti i titoloni che questa mattina costellano le prime pagine dei quotidiani sportivi al grido di “si cambia la VAR”, moltissime le fotografie del chiarimento a 24 ore di distanza fra Totti e l’arbitro Rocchi al Galà del Calcio. All’Ifab è stata chiesta maggiore flessibilità perché la dicitura di “chiaro ed evidente errore” sta mettendo in difficoltà i direttori di gara e chi sta dietro la televisione.

Al punto che Tiziano Pieri, dalle pagine del Corriere dello Sport, è chiarissimo su ciò che dovrebbe cambiare: “Bisogna creare un ruolo di “varista”: si vedono due partite diverse. Ci vogliono anni per creare un assistente, non si può improvvisare un ruolo“. Intanto la Gazzetta propone una lunga serie di precedenti scottanti da inizio stagione, pur dimenticandosi di alcuni episodi che hanno avuto pure il Genoa di mezzo, come il rigore non concesso al Ferraris per fallo di Bastoni su Mazzitelli. Altro esempio di come la dicitura “obvious” inserita quest’anno nel protocollo VAR rischi di essere più penalizzante che producente.

Il Bastoni sopra citato è al centro dell’altra polemica relativa all’ultima giornata. Non è stato infatti solamente l’episodio dell’Olimpico ad inasprire gli animi: anche il tocco di mano di Bastoni contro il Milan ha fatto discutere per la sua interpretabile dinamica e la successiva concessione del rigore. Mentre l’arbitro Calvarese ha già in mano un cartellino giallo per ammonire Borini dopo che la difesa del Parma ha allontanato il pericolo, Valeri (VAR) suggerisce al fischietto teramano una on field review per un fallo di mano di Bastoni su cross di Cahlanoglu. L’interpretazione la farà da padrona ed ecco che da un fallo a favore del Parma si passa presto al calcio di rigore che determinerà poi il successo del Milan. Bastoni, già graziato al Ferraris e nel turno precedente contro il Sassuolo, si produce in una posa tanto maldestra quanto non intenzionale. Non gli basterà ad evitare il calcio di rigore. Calvarese aveva lungo la propria visuale be due giocatori del Parma che potrebbero non avergli permesso di avvedersi al meglio della dinamica. Resta la solita questione, ormai atavica, dell’interpretazione arbitrale.

C’è anche la gara di Torino, quella che ha riguardato il Genoa, nel mirino del VAR. Oltre al rigore fuori tempo concesso da Mariani (rigore che c’è, anche se Falque cerca intelligentemente il contatto), c’è anche un’entrata di Zaza su Romero alla mezz’ora del secondo tempo che sembra tutt’altro che da giallo, se non altro perché il giocatore non cerca mai il pallone e va dritto sul giocatore. Condotta negligente e pericolosa. Il VAR ha però confermato la scelta di campo, quella dell’ammonizione, di fatto estromettendosi dal poter suggerire una on field review. Non si dimentichi infatti che la video-assistenza può decidere solamente su eventuali rossi diretti non assegnati o erroneamente comminati a qualche giocatore, non su doppie ammonizioni o secondi gialli. Quindi, per interpellare il VAR, sarebbe stato necessario un rosso diretto. Se eventualmente lo si fosse ritenuto eccessivo, La Penna avrebbe potuto suggerire a Mariani una differente sanzione disciplinare. Situazione già vista, ad esempio, per Kurtic in Fiorentina-Spal con l’arbitro Ghersini che passò dal rosso al giallo. Ma col Genoa di mezzo…


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