Al termine della sfida tra Genoa e Lecce, il tecnico rossoblu, Alberto Gilardino, è intervenuto in conferenza stampa per commentare la vittoria che proietta il suo Genoa a quota 28 punti. “Dopo un primo tempo sicuramente non buono, perché va dato merito al Lecce per come ha interpretato la partita e lavorato nei singoli giocatori e interpreti, sapevamo potesse essere una partita difficile. Nel primo tempo eravamo lunghi, arrivavamo secondi sulle seconde palle, troppo frettolosi quando avevamo la palla. Poi nella ripresa abbiamo cambiato qualcosa a livello tattico, ma l’evoluzione c’è stata a livello mentale da parte della squadra. Sabelli ed Ekuban hanno fatto la differenza per volontà e gamba e han dato modo alla squadra di risvegliarsi. Nel primo tempo sembrava esserci un torpore, nella ripresa c’è stato un risveglio totale da parte della squadra. Di una squadra che può mettersi a 3, a 4, a 5 cinque in mezzo al campo, ma se ha questo tipo di atteggiamento, spirito, consapevolezza e voglia noi faremo fatica, ma anche chi giocherà contro di noi. Bravi davvero ai ragazzi e continuiamo a pensare partita dopo partita”. 

Ekuban, come avevi predetto, ha ritrovato sé stesso…

“Ekuban è entrato benissimo oggi e oltre all’eurogol fatto, da grande bomber, ha tenuto palla, ci ha fatto salire, ha dato una mano a Retegui, che nel contempo ha fatto una partita di grande sacrificio facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto. Nel secondo tempo, sicuramente, abbiamo fatto e dato qualcosa di più sotto il profilo tecnico, tattico e agonistico. Nel primo tempo sembravano in una sorta di torpore, c’era una calma piatta, ma c’è stato un risveglio totale da parte della squadra”.

La Nord a fine partita ha intonato il suo nome. La sua sensazione?

“Non li avevo sentiti, ma li ringrazio per l’affetto e per quello che danno alla squadra, sia in casa che fuori. Il nostro percorso è lungo, è stato coltivato tanti mesi addietro e c’è possibilità di miglioramento da parte dei singoli e della squadra. C’è la volontà di arricchirsi all’interno delle partite, degli allenamenti, e bisogna dare atto e merito a questa squadra di una crescita esponenziale negli ultimi mesi e settimane. Dobbiamo pensare una partita alla volta, c’è l’ambizione da parte mia e della società, ma dobbiamo semper essere equilibrati e cauti: il campionato è ancora lungo e dobbiamo cercasse di fare più punti possibile”. 

Spence è uscito all’intervallo, ma ci colpiva questa sua attitudine nell’entrare tanto dentro il campo. È una sua caratteristica o una sua richiesta?

“Diciamo intanto che sia Spence sia Thorsby non sono stati cambi perché stavano lavorando male, lo voglio precisare, ma è stata una voglia mia di cambiare a livello tattica e avevo bisogno di giocatori con altre caratteristiche. Lui ha qualità di gamba e quando può attaccare lo spazio, deve attaccarlo con veemenza. Ha grande velocità, ma ricordiamoci che è arrivato da dieci giorni, ha già giocato a Salerno, oggi ha giocato un tempo e ci vogliono pazienza e calma perché ha grandi qualità. Thorsby è un grandissimo professionista e non è stata una scelta perché stessero facendo male, ma per un cambiamento tattico a livello di interpreti. È – e sarà – un giocatore importante per questa squadra”. 

La ricordano tutti molto bene come attaccante d’area di rigore. Oggi quel Gilardino l’ho visto allenatore: l’ha vinta lei sostanzialmente la partita plasmando la squadra tra primo e secondo tempo

“C’è stata la volontà di cambiare, non sai mai se è la cosa giusta o se magari può non andarti bene. Oggi volevo mettere più peso specifico davanti, giocatori per creare superiorità numerica sulle corsie laterale, e così è stato perchè abbiamo infatti portato cross, calci di punizione, creando i presupposti con Retegui ed Ekuban per avere più fisicità dentro l’area di rigore. Nel secondo tempo abbiamo avuto una maggiore intraprendenza con Strootman e Malinovskyi in mezzo al campo. Lì abbiamo ribaltato la partita e la abbiamo vinta. Qualcosa a livello tattico c’è stato e la conversazione che abbiamo avuto a fine primo tempo è servita ai ragazzi. Faccio loro i complimenti perché il Lecce è fastidioso giocarci contro, ha giocatori di qualità e gamba, ha giocatori di qualità, ben messi in campo, e va dato loro atto di come hanno interpretato il primo tempo”.

Retegui al secondo gol (più assist) di fila. Si sta ritrovando, anche in orbita Nazionale?

“Retegui sta bene, è in crescita, e secondo me non è ancora al 110% ma ci arriverà perché ha voglia di migliorarsi e ha margini di miglioramento. Deve pensare di fare bene partita dopo partita. Oggi si è sacrificato tanto, ha lavorato tanto, ha corso e tenuto palla. È giocatore competo e nella sua completezza ha margini di miglioramento”.

Oggi c’è tanto merito suo nell’aver servito un pranzo eccezionale ai 32mila tifosi accorsi al Ferraris. Nel primo tempo siete stati salvati da Martinez, con poco gioco verso le punte, ma nel secondo tempo lei è stato il “Masterchef” di questa gara, perché senza quei cambi probabilmente il Lecce l’avrebbe fatta franca…

“Nel primo tempo mi sa che in tribuna abbiamo fatto prendere un Geffer a tutti quanti (ride, ndr). Nel secondo tempo, invece, è andata meglio. E come ho detto, a livello tattico uno può cambiare, ma importante è l’interpretazione della squadra e dei ragazzi, assieme alla voglia a livello agonistico e dei singoli, di voler andare a riprendere la partita, sradicare palla agli avversari, vincere le seconde palle. Io e staff siamo di supporto, se c’è possibilità di migliorare bisogna farlo, anche a fine primo tempo, purtroppo per chi esce. I cambi fanno la differenza e oggi c’è stata disponibilità da parte di tutti, da Ekuban a Sabelli, da Bohinen a Matturro. Sono entrati bene”. 

Finisce il mercato questa settimana. La società ha risposto al suo grido d’aiuto. Ma finisce così il mercato?

Meno male che finisce (sorride, ndr). Come ho detto nel pre-gara, siamo vigili. Arrivano tre ragazzi molto giovani, Ankeye, Cittadini e Franz, che hanno giocato poco in Serie A, e ci vogliono pazienza e tempo e tanta voglia di miglioramento. Dobbiamo essere bravi noi nel migliorarli e nel velocemente far fare loro un percorso di crescita immediato. Nelle prossime settimane avremo bisogno di questi ragazzi, soprattutto Ankeye e Cittadini. Ankeye lo vedrò in settimana, ci saranno da valutare le sue condizioni fisiche e ci saranno da valutare tante cose. Cittadini è pronto nell’eventualità ad Empoli ve ne sia bisogno”. 

Ekuban ha speso belle parole per lei e il club, sottolineando di essere stato contento di segnare per i compagni, ma anche per lei

“Oltre al gol da grande bomber che ha fatto, ha margini di miglioramento incredibili. Se lui è consapevole di questa qualità è giocatore forte, che strappa, ha tecnica sullo stretto. Per un allenatore avere un giocatore pronto in panchina ad entrare a questo modo è solo gratificante, così come con tutti gli altri che devono avere lo stesso tipo di atteggiamento. Per il gruppo e per la squadra”. 


Genoa, Ekuban: “Contento che questo gol sia arrivato così e ora”