Claudio Ranieri ha festeggiato la vittoria nel suo primo derby della Lanterna, il quarto derby italiano che affrontava da allenatore dopo Milano, Roma e Torino. Vittoria propiziata da un errore di Ghiglione e da un sinistro a fil di palo di Gabbiadini a ridosso del novantesimo. Per Ranieri le prime parole sono state però dirette all’avversario. “Bisogna riconoscere che Thiago Motta sta facendo un grande lavoro e va altresì riconosciuto che stasera gli mancavano due giocatori molto incisivi là davanti. Sia Genoa che Sampdoria meritano altro tipo di classifica”. Poi è partita la girandola di domande.

Avete avuto la malizia fino alla fine di battere il Genoa

“È stata una partita molto tosta, soprattutto all’inizio. Era dura, per fortuna siamo rimasti molto calmi e lucidi nel voler cercare la vittoria così come l’ha cercata il Genoa. Abbiamo avuto la serenità e la determinazione di voler essere incisivi fino in fondo, fino a quando Linetty ha rubato il pallone. Abbiamo avuto la determinazione di essere positivi sino alla fine, quando Gabbiadini ha fatto un grande gol”.

Sulla vittoria finale ha pesato l’esperienza dell’allenatore?

“Ma non so se ha inciso. La partita nei primi cinque minuti ha visto cinque falli. Poi c’è stato Vieira a fare fallo, poi Quagliarella che ha preso quella manata in faccia. Ringraziando il cielo, pur nell’anima pugnandi della partita, i ragazzi sono rimasti in quell’animo senza andare oltre. Mi sono giocato il cambio dei due attaccanti perché avevo visto Ramirez molto stanco, l’altro perché Quagliarella mi aveva chiesto il cambio. Sono stati in qualche modo forzati”.

Quanto può valere una vittoria così, anche a livello morale?

“A livello morale tantissimo. Vale per la classifica, perché entrambe siamo invischiate nella lotta retrocessione e vincere un derby per il morale è una cosa molto importante. Mercoledì abbiamo la Juventus e dobbiamo essere felici di aver fatto tre punti, essendo consapevoli che adesso ci aspetta un’altra grande partita”.

Lei continua la sua tradizione di derby vinti. Ed è il quarto in Italia che gioca da allenatore

“Non me la tirate, ma sono contento. Sono contento per i tifosi, perché so quanto ci tengano sia da una parte che dall’altra. La partita è stata bellissima anche per le coreografie: bellissime da una parte e dall’altra. Davvero complimenti a entrambe. Tre punti in questo stato di classifica sono vitali: sono contento per avere vinto un derby. Faccio questo lavoro per l’emozione che mi dà: figuriamoci un derby che emozioni mi dà. Figuriamoci un derby vinto. Quando sentirò di non emozionarmi più, mi ritirerò. Ma ne dovrà passare ancora di tempo…”

Lei non pensa che, visto lo spettacolo sugli spalti, questo pubblico da entrambe le parti meriti altra classifica?

“Tatticamente è stato un derby molto bello, poi chiaramente il pubblico si diverte quando ci sono azioni in velocità e gol da una parte e dall’altra. Il Genoa tentava di attirarti nella sua ragnatela per poi cambiare gioco e infilarti. Per questo dico che gli sono mancati giocatori stasera che potevano metterci in difficoltà nell’uno contro uno. Ai miei ragazzi avevo detto che bisognava andare a pressare tutti quanti assieme, altrimenti avremmo girato a vuoto. Quando si va a pressare dobbiamo farlo tutti insieme: menomale che siamo riusciti a fine partita a rubare palla, con la difesa del Genoa ormai aperta, e andare in porta. Naturalmente Genoa e Sampdoria meritano altro tipo di classifica: mi auguro che entrambe le squadre possano salvarsi e stare più in alto, magari un anno giocare un derby per lottare per l’Europa o qualcosa di diverso”.


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