L’ultima pausa per le nazionali dell’anno 2019 ha portato più di una sorpresa, più di un sussulto. Molto remescio, poca tranquillità. Se vogliamo, addirittura qualche scossone agli equilibri già labili di un campionato che si è fermato un’ultima volta prima di ripartire in volata fino alle porte di Natale.

La più brutta e spiacevole delle notizie, da condannare, sono i proiettili in busta chiusa recapitati alla sede dell’Inter e destinati ad Antonio Conte. Un gesto che va ben oltre il calcio, ben oltre il gioco del pallone. Ben oltre quello che uno sport dovrebbe offrire di sano. Un gesto andato a sommarsi ad altri picchi negativi, come la sequela di dichiarazioni fuori luogo intorno al pallone scagliato da Balotelli verso la curva dell’Hellas Verona dopo aver avvertito alcuni ululati razzisti.

Un argomento che, durante la pausa, è arrivato anche in Parlamento. Un po’ per l’accostamento con la campagna social aberrante contro Liliana Segre, un po’ per la proposta di introduzione di una legge che condanni al carcere, da sei mesi a tre anni, chi si macchia di “ingiuria per odio razziale“. Tutto in divenire, visto che la politica batte il ferro finché è caldo, ma prime basi di un ravvedimento culturale che in Italia – e nel calcio – è necessario. Fondamentale. E chissà quando potremo certificarlo.

Una tensione alta, ma comunque più leggera, è stata avvertita anche nell’incontro di ieri tra allenatori, dirigenti, arbitri e VAR. Un incontro di cui già abbiamo parlato, con Ancelotti eletto a paladino delle formazioni più penalizzate in queste prime dodici giornate di campionato. Video e clip girano sui social, ognuno si schiera dalla parte che più gli garba: solo un protocollo più chiaro può cambiare l’antifona e rendere il campionato più squillante, ma solo da un punto di vista tecnico.

Non a caso, nell’ottica di rendere il calcio uno spettacolo ancora più bello – e, si presume, spendibile in termini di diritti tv -, nella pausa è arrivato l’annuncio dell’introduzione, dal prossimo gennaio, del Virtual Coach in panchina (clicca QUI per saperne di più). Bisognerà vedere come lo metabolizzeranno allenatori e rispettivi staff, visto che chi arriva con la nomèa di “saper fare tutto lui” di solito non è mai ben visto. Quel che è certo è che sarà un altro passo verso un calcio più tecnologico che passionale. Più numerico che di lettura della partita. Più spicciolo che analizzabile. E non a caso il mondo ultrà, in tempi non sospetti, si era già unito sotto lo striscione “prezzi popolari, stadi popolati“. Ad onor del vero, lo aveva fatto ben prima dell’annuncio dell’allenatore virtuale, tutto statistiche e numeri.

Fra ripicche e contrasti, fra annunci e avanspettacolo, alla Serie A non bastava tutto questo in una pausa così densa di accadimenti: ecco arrivare anche le dimissioni del presidente Micciché.

L’addio al veleno del presidente della Lega dopo alcune dichiarazioni del presidente Preziosi a Business Insider che avevano fatto intervenire la Procura Federale, oltre ad aver innescato nuove tensioni tra CONI, FIGC e Lega Serie A, quest’ultima alla disperata ricerca di un avvicendamento sullo scranno più alto di via Rosellini, non ha fatto altro che rigettare nell’equilibrismo il sistema calcio nazionale, tornato pericolante proprio nel periodo migliore degli ultimi anni, con la Nazionale azzurra trionfante nel girone di qualificazione all’Europeo.

Dodici reti nelle ultime due gare del girone, unica nazionale a punteggio pieno dopo dieci partite. Un girone da molti definito abbordabile, ma affrontato con pochissime sbavature dal ct Mancini, che sa bene di dover sfruttare la parentesi di marzo per due amichevoli di livello che comprovino la maturità del gruppo da portare alla fase finale.

La pausa, comunque, non è ancora finita qui. A spizzichi e bocconi, infatti, ha riacceso i riflettori sul calciomercato. Ibrahimovic il nome più caldo, ma anche quelli di Kean e Tonali e di qualche giovane finito sui taccuini degli osservatori durante il Mondiale Under 17. In qualche caso, come in casa Genoa, addirittura è stato già tempo di visite mediche come per Tankovic, che al gruppo di mister Thiago Motta si unirà però solamente a gennaio (clicca QUI per vedere le prime foto al Baluardo).

Dal calciomercato al campo il passo è breve. Breve e pure insidioso, a dire il vero, perché sono stati molti gli infortuni per i giocatori impegnati con le nazionali. Kouamè il più sfortunato con la rottura del legamento crociato, ma anche Matuidi, Pjanic e Alex Sandro non se la sono passata meglio. Gasperini alla ripresa ritroverà Zapata, ma dalla Colombia lo hanno messo in apprensione le condizioni di Muriel. Il blucerchiato Ranieri ha perso Bereszsynski, infortunatosi con la Polonia. Ancelotti e D’Aversa, poi, hanno fatto gli scongiuri non appena saputo degli infortuni di Mertens e Cornelius, passati in cavalleria alla notizia dell’ennesimo stop di Milik, sempre con la propria nazionale.

In questa sosta, infine, c’è stato spazio anche per una parte dello staff dell’ex allenatore rossoblu Andreazzoli. Una parte di staff che ha ritrovato subito la via della panchina, con Roberto Muzzi e Francesco Chinnici tornati ad Empoli.


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