I Gruppi della Gradinata Nord, dopo la carovana di scooter e macchine che ha attraversato la Val Fontanabuona per raggiungere Chiavari in occasione del primo impegno ufficiale del Genoa (clicca QUI per il video), tornano a farsi sentire con un comunicato ufficiale.

Un comunicato che innanzitutto precisa che “la contestazione non si ferma” e come “il rinnovato entusiasmo, figlio di una Genoanità mai sopita, crediamo non possa e non debba frenare la contestazione alla presidenza“. Da qui parte l’annuncio di una prossima assemblea alla Sala Chiamata del Porto, indetta per il prossimo martedì 27 agosto (ore 21), per lanciare ufficialmente il nuovo sito web, voce ufficiale della Gradinata Nord, e affrontare i problemi legati al decreto sicurezza bis, che oggi è stato al centro di alcuni post diffusi sui social, anche dai Figgi dö Zena.

Sta facendo discutere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, noto con il nome di decreto Sicurezza Bis. Approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 11 giugno su proposta del vicepremier Matteo Salvini, il decreto contiene infatti diverse e rilevanti novità in materia di lotta alla violenza in occasione delle manifestazioni sportive.

La conseguenza che si sta verificando in questi giorni è che un soggetto che ha avuto un Daspo anche 30 anni fa non riesce più a fare un abbonamento, pur potendo comprare i biglietti per una singola partita.

Il rilascio è negato dalla Questura proprio a causa dell’inasprimento legato al discusso decreto Sicurezza Bis.
Siccome l’articolo 8 partorito dall’ex Ministro Amato e con i correttivi posti dal Ministro Salvini, si proibisce a chi abbia avuto un Daspo, in qualunque epoca, anche chi a 20 anni ha ricevuto un Daspo, oggi a 50 anni non può fare un abbonamento.

Nonostante il fallimento del progetto Tessera del Tifoso, oltre al Protocollo di Intesa che avrebbe dovuto riavvicinare il pubblico sugli spalti, la situazione attuale comporta quindi una ulteriore punizione nei confronti di chi, dopo aver scontato una diffida e aver saldato il suo personale “debito” con la legge, non potrà godere della riabilitazione.

Il tutto a pochi giorni dall’inizio del campionato senza dare le dovute spiegazioni ai tifosi interessati che hanno già pagato l’abbonamento per seguire la propria squadra e alle società di calcio che dovranno bloccare le tessere dei tifosi che nel tempo sono stati soggetti al daspo.

Una vera schifezza all’italiana, che conferma il detto forti con i deboli e deboli con i forti, il tutto probabilmente fatto dall’ex ministro per fare qualche post su Facebook con proclami di riaver ristabilito una “sicurezza”in Italia“.


IL COMUNICATO INTEGRALE DIFFUSO DAI GRUPPI DELLA NORD


Genoa-Imolese, i tifosi rossoblu arrivano in scooter al Comunale – VIDEO