Dal “no comment” alla domanda sulla cessione della Fiorentina a Rocco Commisso e su quanto possa influire sulla testa dei giocatori viola alla totale focalizzazione sulle vicende di casa Genoa, col destino che è ancora nelle mani dei rossoblu. La conferenza della vigilia, per mister Prandelli, è stata caratterizzata dalla ripetuta sottolineatura di non poter fare calcoli a priori, vista l’impossibilità di preparare una gara pensando di difendere un risultato iniziale.

Sulla partita:

“Settimana particolare ovviamente perché sappiamo l’importanza di questa partita. Come ci ripetiamo da diverse settimane, dobbiamo veramente pensare a noi stessi, alla nostra prestazione, pensare che tutto è ancora nelle nostre mani. Sarà una partita unica, dove cercheremo di essere determinati, molto attenti nel non commettere situazioni paradossali. Molta determinazione, ma anche molta testa. La fretta non è mai un buon segnale, la determinazione, l’ordine in campo, l’equilibrio tra i reparti invece lo sono. Avremo sicuramente testa e mentalità per fare qualcosa di importante”.

Sul giocare una sfida decisiva nella sua Firenze:

“Sai, la vita ti riserva sempre sorprese, è attenta ai destini delle persone. Con grande capacità dovremo stare dentro la partita. Poi tutte le emozioni saranno solamente mie e personali, non intaccheranno sulla squadra. Il destino è stato crudele, ma ancora è nelle nostre mani”.

Sul Franchi che sarà tutto esaurito, ma soprattutto sulla presenza di 3mila tifosi rossoblu:

“Abbiamo sempre avuto la necessità di sentire la tifoseria vicina. Il fatto di non sentirsi soli è straordinario e già solo questo ci dà una forte motivazione. Questa non è una partita solo per la squadra, ma per tutti. C’è in palio qualcosa di grande, con loro a fianco avremo più stimoli”

Sul come gestire la gara tenendo l’orecchio a Inter-Empoli:

“Ho fatto fatica a gestire in questi mesi le partite degli altri quindi non entro nel merito. Ognuno deve fare il suo, noi abbiamo sempre trovato squadre agguerrite che non ci hanno concesso nulla. Sono assolutamente concentrato sui miei. Non è il momento opportuno per fare alcun tipo di analisi: la concentrazione e l’adrenalina devono essere solamente per questa partita”.

Sulle insidie che riserva la Fiorentina:

“A livello individuale hanno giocatori straordinari, certe volte devastanti se hanno profondità e possibilità di girarsi e attaccare la nostra porta. Dovremo stare molto compatti e attenti, voglio marcature preventive e giuste coperture dal centrocampo”.

Sulla salvezza all’ultima giornata di cui Prandelli, anche in tempi non sospetti, aveva spesso fatto menzione:

“Ci sono state tante situazioni durante l’anno, ma ora è inutile analizzarle tutte. La mia percezione era quella che una squadra che deve lottare per la salvezza deve farlo sino all’ultima giornata, all’ultimo minuto. Perché purtroppo i dati sono lì da leggere: nelle ultime dieci partite, se ci confrontiamo con le squadre che sono a due o tre punti, abbiamo creato molto di più, senza però segnare. E quando fatichi a chiudere le azioni, è normale che devi pensare di lottare sino all’ultima partita, all’ultimo minuto. Se c’è paura e come si gestisce? Non deve essercene. Siamo consapevoli della difficoltà, ma domani servono solo attenzione e determinazione. Paura non deve essercene”. 

Sul fatto che il Genoa abbia due risultati su tre per salvarsi, non potendo permettersi di perdere:

“È impossibile preparare una partita così, pensando di gestire un risultato all’inizio di una gara. Assolutamente impossibile. Noi dobbiamo arrivare preparati, mentre invece se arriviamo con tutti questi pensieri significa che arriviamo non pronti. Noi vogliamo vincere, loro non vogliono perdere: noi giocheremo per questo”.

Sugli indisponibili: 

“In settimana abbiamo avuto qualche piccolo problema. Lapadula una distorsione, Zukanovic un versamento. Dobbiamo ancora capire se ce la faranno. Lerager e Lazovic? Assolutamente non saranno della partita”.


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