DI SEGUITO L’AUDIO CON LE PAROLE DI CESARE PRANDELLI IN CONFERENZA 


Parola al tecnico del Genoa Cesare Prandelli, intervenuto in conferenza stampa al termine della gara pareggiata contro il Cagliari nel penultimo turno di campionato. Il Grifone, non più padrone del proprio destino, dovrà attendere con ansia il risultato di Empoli-Torino aggrappandosi alla rete di capitan Criscito.

Di seguito le dichiarazioni di Prandelli: “Non è facile iniziare la partita in un certo modo e prendere un gol un po’ strano, sull’unica palla in area di rigore. Nel secondo tempo abbiamo accorciato meglio, fraseggiato di più e cercato di essere molto più pericolosi. Fortunatamente non abbiamo perso fiducia e abbiamo preso il rigore. Contro la Roma avevamo avuto la stessa possibilità, a volte rivivi quel che hai già passato ma Mimmo questa volta è stato bravissimo. Ha preso la palla, ha fatto capire a tutti di essere tranquillo: è stato un capitano vero. Il suo è stato un gesto da capitano vero, è andato subito sulla palla e l’ha messa sul dischetto: si merita tutti i complimenti. Radu ha fatto una grande parata, è stato molto bravo ma lo ripeto: siamo rientrati nello spogliatoio consapevoli di essere vivi, essere tosti”. 

Sulla tifoseria: “Sono rimasto completamente coinvolto da un pubblico meraviglioso. E’ un pubblico da Europa, poi chiaro che quando le cose vanno male abbia diritto di contestare ma non merita questa posizione di classifica e non merita la retrocessione. Noi ci siamo, questo punto è un punto importante: andremo a lottare a Firenze. Noi siamo vivi. Era molto complicato, per questo non sono ruffiano nell’elogiare questa gente e questo pubblico: è un pubblico da Europa e dobbiamo sfruttarlo”.

Sul gol del Cagliari: “Non devi far girare l’avversario nell’uno contro uno e spalle alla porta. Peccato perché avevamo capito come pressare i difensori, abbiamo avuto qualche opportunità per far gol ma l’importante è averle create”. 

Sugli indisponibili: “Lerager abbiamo cercato di recuperarlo, ma ne abbiamo recuperati solamente due. Biraschi finché ha tenuto l’abbiamo lasciato in campo: ha dato l’anima così come Zukanovic. Non si sono tirati indietro”.

Sulla mancata contemporaneità delle gare: “Penso che nelle ultime tre partite di campionato dovremmo giocare tutti alla stessa ora. Mi sembra giusto, perché vantaggi e svantaggi ci sono sia in zona salvezza che al vertice. Abbiamo 10 squadre in 4 punti, punti che puoi ritrovare per strada”.


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