LOOK WHO’S BACK – Questa la frase con cui il Daily Telegraph ha aperto il giornale a poche ore di distanza dall’annuncio ufficiale da parte del Fulham. Chiusasi sanza ‘nfamia e sanza lodo l’esperienza francese sulla panchina del Nantes, partito in quarta ma fermatosi a centro classifica, Claudio Ranieri torna a calcare i campi che lo hanno reso una vera e propria celebrità. Torna in Gran Bretagna, dove molto sul tecnico romano è già stato scritto e si è ritornati a scrivere. Scrivere, disegnare, ricordare: del resto, dopo il capolavoro del “Blackburn 1995”, la prima impresa nel nuovo millennio calcistico non può che essere del suo Leicester.

DILLY DONG – In una conferenza stampa a pochi giorni dalla matematica consegna del titolo, lo stesso Ranieri ammise di aver cominciato da qualche mese a mimare il suono delle campane – appunto “dilly ding, dilly dong” – ogni qual volta vedesse che i suoi giocatori non faticassero a dovere in allenamento. Chissà se nel quartiere borghese di Fulham cambierà gesti, abitudini, vezzi, con l’esperienza al Chelsea forse un po’ sbiadita ma non di certo passata in cavalleria. Di certo non mancheranno le sue solite, ormai romanzate un po’ da tutti, buone maniere. Proprio i Blues, passati da Ancelotti a Di Matteo e da Conte a Maurizio Sarri, saranno il secondo avversario della nuova squadra gestita dal Tinkerman più apprezzato in Inghilterra. Tre giorni dopo il ritorno, da avversario, di fronte al tanto amato Leicester. A meno di tre anni dalla storica conquista della Premier, dopo la visita commossa all’ingresso del King Power Stadium per commemorare il defunto presidente del club Vichai Srivaddhanaprabha.

COTTAGERS – Ranieri si è trovato fra le mani una squadra all’ultimo posto in classifica, punizione forse eccessiva in un campionato che toglie il respiro e non lascia adito a errori di valutazione o tempi di ambientamento, campionato che fa prigionieri e vittime sacrificali di settimana in settimana. Prima ancora di pensare a convincere, il Fulham dovrà cominciare a vincere. A pagare le spese dei soli 5 punti conquistati in 12 partite (fra i peggiori inizi di stagione nella storia della Premier League) è stato il giovane e promettente manager Slavisa Jokanovic, abituato a camminare sul filo del rasoio nei suoi anni al Craven Cottage, stadio che è tornato ad ospitare le grandi d’Inghilterra dopo 4 anni di Purgatorio. In una rosa corta ma riempita di volti nuovi, con due portieri di livello (Sergio Rico e Marcus Bettinelli) e l’esperienza di gregari come Schurrle e il numero 10 Cariney, il Fulham resta la peggior difesa del campionato con 31 reti subite. Ryan Sessègnon resta invece senza dubbio l’astro più luminoso.

ROUND UP – Nel bel mezzo dei giorni di sosta forzata per gli impegni delle nazionali, a godersi giorni d’oro è il Manchester City di Pep Guardiola, che si riconquista la vetta della classifica nientedimeno che con una vittoria nel derby. Colpito e affondato lo United di José Mourinho, che resta fermo a -12 dai rivali cittadini ed è costretto a trascorrere due settimane a braccetto con Watford e Bournemouth. Decisamente meglio le rimonte in Champions League. “Di respirare la stessa aria di un secondino non mi va”, cantava Fabrizio De André.

Se nella nuova capitale del calcio inglese lo scontro cittadino sembra più che mai tendente all’azzurro dei Citizens, Liverpool e Londra si consolano con Jurgen Klopp e Maurizio Sarri. Gli allenatori più divertenti e divertiti di questo inizio di stagione si regalano rispettivamente il secondo posto ed un nuovo record da piazzare nell’ufficio a Cobham. 8 vittorie e 4 pareggi in 12 sfide di Premier League: nessun tecnico, nella storia del campionato inglese e nella sua prima stagione in carica, era mai riuscito a mettere in atto una simile striscia positiva. La qualificazione ai sedicesimi di Europa League conquistata con due giornate di anticipo permetterà a Sarri di poter concentrare uomini fidati ed energie sulle sfide contro Tottenham e Manchester City, due scontri diretti inframmezzati dalle gare contro Fulham e Wolverhampton. Da una parte proprio Ranieri, dall’altra la colonia lusitana alla guida di Nuno Espirito Santo. Che già il nome è una garanzia di pericoli in vista. All’orizzonte, tanto per il Chelsea quanto per altre squadre di Premier League non rivelate, un possibile blocco del mercato per violazioni delle regole sui trasferimenti di calciatori minorenni. Il club londinese, nonostante le prime pagine dei quotidiani, fa trasparire serenità.