Pochi, pochissimi i punti racimolati dal Genoa nel girone d’andata. Un mix di errori e orrori in campo e fuori e la conseguenza dei troppi gol subiti (38) e dei pochissimi segnati, viaggiando alla media di poco più di un gol fatto a partita. Complice un centravanti vero che latita da inizio estate e una fase offensiva a singhiozzo e con troppe lacune nell’ultimo passaggio che non aiutano certo gli attaccanti.

Analizzando il dato in tutte le sue sfaccettature, il Genoa sceso in campo nei primi 45′ conquisterebbe 23 punti, mentre coi soli 45′ del secondo tempo si ritroverebbe con 11 punti. Un chiaro e pericoloso segnale che parla di un dimezzamento dei punti fatti con l’incedere del cronometro. Genoa che, inoltre, precipita all’ultimo posto nella classifica punti fatti coi soli calci da fermo (13). Una classifica che l’accurato Football.it stila togliendo tutte le reti segnate in altre situazioni di gioco lasciando solo quelle su rigore, punizioni e corner.

Nella classifica del Grifone ci sono essenzialmente i 4 calci di rigore calciati da Criscito, la punizione di Schöne contro il Milan e quell’unica rete segnata su sviluppo di calcio d’angolo con Zapata, in Genoa-Fiorentina (2-1) Poco altro. Non deve sorprendere che la percentuale di punti maturati – o che sarebbero potuti maturare – su calcio da fermo sia vicinissima alla totalità dei punti fatti ad oggi dal Genoa: 13 su 14, ovvero sia il 93%. La medesima percentuale di punti fatti dal Genoa contro le ultime dieci squadre della classifica (13), dal Napoli in giù. Un solo punto conquistato con le prime della graduatoria, esattamente un girone fa contro la Roma (3-3 all’esordio).

GOL FATTI: UN EQUILIBRIO PRECARIO DA CONSOLIDARE

In perfetto equilibrio tra primo e secondo tempo c’è il computo delle reti segnate dal Genoa: 10 per tempo. Non sono sufficienti, ovviamente, se ne subisci però 38 in tutto il girone d’andata, diventando così la peggiore difesa della Serie A in società col Lecce. In Europa si trovano soltanto sette formazioni a fare peggio del GrifoneSouthampton (39), Aston Villa (43) e Norwich (45) in Premier League inglese; Mainz (39) e Werder Brema (42) in Bundesliga; Amiens (39) e Tolosa (44) nel campionato francese.

Il 30% delle reti fatte sono su calcio da fermo e sono quelle elencate poco sopra. I calci piazzati calciati nel girone d’andata sono stati 68, dei quali 5 rigori (l’unico fallito è quello di Schöne in Genoa-Milan). Ne consegue che il 70% delle reti fatte sia in contropiede (2) e su azione (12). Da evidenziare come il Genoa sia ultimo in Serie A assieme a Spal e Sassuolo per gol fatti su angolo (1) o punizione (1). Importante poi evidenziare come la striscia realizzativa più lunga del girone d’andata rossoblu sia stata a cavallo tra 7° e 11° giornata con 7 gol fatti in cinque partite. Doveroso concludere dicendo che, con l’infortunato Kouamè ancora capocannoniere della squadra (5 gol) seguito da Criscito e Pandev (4 gol), il Genoa è anche la quarta peggiore squadra in campionato per numero di calci d’angolo battuti (87) dopo Brescia, Parma e Cagliari.

C’è chi segna meno del Genoa in Europa nei cinque maggiori campionati? Non si può negare che il Genoa – non c’è da vantarsene però – sia in “buona compagnia”. Lo eguagliano Crystal Palace, Watford e Bournemouth (20) in Inghilterra, ma nessuno fa peggio Oltremanica. In Liga spagnola peggiorano questo dato Eibar (18), Mallorca (18), Valladolid (17), Celta Vigo (16), Leganes (16) ed Espanyol (14). In Germania, dove le gare sin qui disputate sono diciassette, non si coprono di gloria in fase realizzativa Union Berlino (20), Paderborn (20), Colonia (19), Wolfsburg (18) e Fortuna Dusseldorf (18). Quadro che si completa coi francesi di Nantes (19), Metz (18), Reims (17), Digione (15) e Nimes (15).

GOL SUBITI: L’IMPERATIVO È CONCEDERE MENO

Partiamo subito con un dato non di poco conto: il Grifone, in Europa, è 12° per tiri concessi a partita (16), ottavo in Serie A. Nasce anche da qui – e non solo da qui – il perché di una media attestatasi fin da inizio stagione su due gol subiti a gara. Non è mai mutata, né sotto la guida Andreazzoli, né con Thiago Motta. Sarebbe prematuro e ingeneroso inserire in questa statistica mister Nicola dopo sole due gare e una variegata eredità di problemi non di sua competenza, e quindi non lo faremo.

Segnaliamo solamente che, nel girone d’andata, la formazione rossoblu ha chiuso due sole partite a porta inviolata (Genoa-Bologna e Napoli-Genoa), davvero troppo poco per stare tranquilli, e che da ben sette turni (già striscia massima negativa di questo campionato dopo diciannove giornate) non riesce a chiudere senza aver subito almeno un gol. Il massimo minutaggio di imbattibilità stagionale è stato di 145′ a cavallo tra Spal-Genoa (gol di Petagna su rigore) e Genoa-Udinese (rete del pareggio firmata De Paul). Si tratta, in assoluto, del peggior dato della Serie A assieme a quello del Lecce, di analoga durata.

VARIE ED EVENTUALI: GRIFO FALLOSO E ANARCHIA TECNICO-TATTICA

All’ordine del giorno ci sono ancora una serie di dati da non sottovalutare. Intanto il Genoa è quinto in Europa per falli commessi (304) e secondo in Serie A dopo il Torino (318). I rossoblu gravitano poi al decimo posto su scala europea per cartellini gialli (55), quarti in campionato dopo Bologna, Milan e Spal, e sono addirittura secondi per espulsioni (6). Quest’ultimo dato deve fare riflettere, visto che in Serie A il Genoa non solo è primo in questa statistica, ma paga dazio in termini di punti in diverse gare per espulsioni o un po’ troppo ingenue e da evitare (Agudelo e Pandev a Lecce) o parecchio generose da parte degli arbitri (Cassata contro la Juventus o Biraschi in Genoa-Milan).

Viste le tre parentesi in chiave allenatore nei primi sei mesi, il Genoa è passato dal metodo Andreazzoli al possesso palla quasi isterico di Thiago Motta, finendo per arrivare al pragmatismo alla ricerca di spazi e verticalizzazioni di mister Nicola. In termini statistici cosa ci dicono i numeri? Ci dicono che il Genoa è 53° in Europa per passaggi fatti (8378) e nono nel campionato italiano. La percentuale di accuratezza nei passaggi non è poi così bassa: supera il 76% con 6408 passaggi corti riusciti. Il 12% dei passaggi sono invece su distanze maggiori e da considerarsi quindi “lunghi”. Una buona metà di questi passaggi lunghi non va a buon fine (491), mentre se ne realizza la restante (484). Per possesso pallone, poi, il Grifone è 24° su scala europea con la media esatta del 51% a partita (9° nel campionato italiano).

Chiudiamo col capitolo formazione titolare. Innanzitutto il Genoa non ha alcun giocatore che abbia giocato tutte e diciannove le partite: evento statistico che invece è comune e diffuso in larga parte delle altre formazioni. Si tratta di un dato che la dice lunga sui frequenti e improduttivi rimescolamenti della formazione alla ricerca di un equilibrio tattico e tecnico più duraturo. Neppure tra i pali, dove solitamente è più facile trovare una titolarità continua, si è riusciti ad assicurarsi un en plein di presenze. Addirittura dalla quinta giornata – sempre e solo sotto la guida Andreazzoli – non si registra la stessa formazione ripetuta in campo da una settimana all’altra: era accaduto tra la prima e la quinta giornata, con la sola eccezione della trasferta di Cagliari dove partì Favilli titolare. Da quel 25 settembre sono passati quasi quattro mesi di campionato e il toto formazione tiene banco di giorno in giorno.

Ma è urgente metterci una pezza e subito, partendo con un calciomercato degno di questo nome da parte del presidente Preziosi.


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