LA FORMAZIONE DEL GENOA – Drago, Piccardo (69′ Gasco), Raggio, Da Cunha, Tiago Gonçalves; Rovella (69′ Zennaro), Masini, Eboa Ebongue (Besaggio 90′); Kallon, Moro (61′ Cleonise), Bianchi (69′ Klimavicius). Allenatore: Chiappino

LA FORMAZIONE DEL CHIEVO – Caprile, Pavlev, Enyan, Zuelli, Munaretti (45′ Martines Farrim), Leggero, Asllani (45′ Sperti), Karamoko (88′ Zanassi), Rovaglia, Demirovic (77′ Manconi), Nabil. Allenatore: Mandelli

LA PARTITA – Il primo tempo è dominato dai ragazzi di Chiappino, per l’occasione in tenuta bianca con croce rossa. La Primavera genoana gioca con ordine, la difesa del Chievo si taglia come il burro e la rete del vantaggio arriva dopo soli 3′ di gioco: Vasco cerca la porta sugli sviluppi di un traversone, il suo tiro si trasforma in un pallonetto recapitato e ribadito in rete da Moro, partito sul filo del fuorigioco. I padroni di casa, complice un errore dello stesso difensore Vasco nella propria metà campo, hanno l’occasione per pareggiare, occasione gettata al vento da Demirovic con un colpo di piatto troppo lento. Gol sbagliato, rigore fallito. Nel giro di un minuto la palla passa dall’altro lato del campo, Bianchi viene steso in area di rigore e fa tremare il palo fallendo un’occasione capitale dal dischetto. Per sua fortuna tutto il Genoa non demorde, Kallon è un martello pneumatico e crea scompiglio fra le maglie della difesa avversaria. Il Chievo si fa sorprendere pochi minuti dopo, al 24′, quando Masini trova l’imbucata perfetta proprio per il numero 10 nato in Sierra Leone, abile a beffare il portiere per poi esultare con la specialità della casa: una corsa sfrenata. Sarà ancora Kallon, dopo aver saltato con un gioco di magia tre giocatori impegnati in marcatura, a servire sul secondo palo Masini per la quarta nitida occasione a favore dei ragazzi di Chiappino, sparata dal centrocampista di poco sopra la traversa. Sul finire di primo tempo arriva la beffa, il pareggio segnato in ripartenza da Rovaglia, piatto amaro tipico di chi non concretizza al momento più opportuno. Negli spogliatoi mister Mandelli inserisce Martines Farrim e Sperti al posto di Asllani e Munaretti.

Secondo tempo, solito copione. Il Genoa domina, copia ed incolla l’azione del gol segnato dal Chievo e mette in ghiaccio la partita dopo soli 3′, come già capitato nel primo tempo. Eboa Ebongue si fa largo con eleganza al limite dell’area di rigore, appoggia a Bianchi e il capitano non fallisce. Il gol dell’1-3 è una sentenza ma non placa le spinte dei gialloblu, capaci di creare pericoli con i soliti Rovaglia (gol annullato) e Demirovic (tiro respinto). Ammoniti Rovella, Kallon e Leggero, Chiappino butta dentro quattro forze fresche: Gasco, Zennaro, Cleonise e Klimavicius. Al 68′ viene annullato un gol di testa messo a segno da Raggio, al 76′ Caprile è super su Kallon ma il poker è solamente rimandato. Superato un quarto d’ora di sofferenza, sarà Klimavicius a siglare il definitivo 1-4 con un bolide di sinistro su appoggio di Cleonise.

LA SINTESI – Moro apre, Kallon segna e spacca la difesa avversaria, Bianchi sbaglia dal dischetto ma si fa perdonare, Klimavicius entra e non perdona: a Verona finisce 1-4, è poker rossoblu. Il Genoa Primavera colpisce, vince e convince in trasferta; il team Chiappino è partito in quarta, oggi miglior difesa del campionato e a quota 10 punti in classifica. Alzando la testa, la vetta è condivisa da Inter, Atalanta e distante solamente due punti dai Grifoncini. Il 19 Ottobre arriva l’Inter, con un motto ben preciso: testa bassa e pedalare. 


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