“Se vuoi fare grandi cose devi essere umile, lavorare con sacrificio: dietro ogni angolo c’è una difficoltà”. Al Genoa di questi tempi si lavora come su una barca di pirati all’arrembaggio, con il campionato 2019/2020 all’orizzonte. La folta ciurma di collaboratori al servizio di Aurelio Andreazzoli trova in Roberto Muzzi un elemento di spicco. Attaccante di vecchia data, uno fra i più riconosciuti (e persino rimpianto da qualche tifoso nostalgico) nel ritiro estivo di Neustift. Il nuovo Genoa prende forma, e con lui anche lo staff che si occupa di gestire il lavoro di una stagione: le basi devono essere buone, tanto i frutti si raccoglieranno soltanto alla fine.

In una lunga intervista ai colleghi del Secolo XIX, Muzzi ha ripercorso il proprio passato agli ordini di Andreazzoli prima e Andrea Stramaccioni poi, quindi nuovamente al servizio dell’attuale allenatore genoano. “Aurelio è un maestro. Io allenavo nel settore giovanile della Roma, lui era collaboratore di Spalletti e andava in giro tra i campi per vedere gli allenamenti quando ci siamo conosciuti. Poi l’hanno chiamato in panchina al posto di Zeman e mi chiese di fare il secondo”. Dalla capitale d’Italia a quelle di Grecia e Repubblica Ceca, da vice-allenatore del Panathinaikos e dello Sparta Praga: “Esperienze importanti da cui ho imparato molto” ribadisce l’ex punta di Roma, Pisa, Cagliari, Udinese, Lazio, Torino e Padova. “Ad Empoli sono tornato a lavorare con Aurelio – ricorda – E lì abbiamo conosciuto persone preparate, vogliose di fare grandi cose insieme”. 

Al Genoa arriva con un solo, altrettanto grande obiettivo: “Far crescere i nostri attaccanti. Le sensazioni sono ottime, anche se c’è tanto da lavorare”. Da Pinamonti a Sanabria, l’attacco rossoblu è già folto e potrebbe subire cambiamenti nel corso del calciomercato: “Andrea ha grande fisicità, fa a sportellate con tutti e vede bene la porta: è freddo. Favilli è forte fisicamente, assomiglia un po’ al giovane Bobo Vieri. Kouamé attacca molto bene gli spazi, ha grande corsa e agilità”. E poi c’è il veterano Pandev, incrociato in Serie A e apprezzato da avversario. Tutti uniti, dritti alla meta.


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