Il presidente del Genoa Enrico Preziosi è intervenuto nel corso della trasmissione “Gradinata Nord”, in onda su Primocanale, proprio mentre l’assemblea della tifoseria organizzata si svolgeva presso la Sala Chiamata del Porto di Genova. Di seguito le dichiarazioni di Preziosi, che ha chiuso con un emblematico: “Trovatemi un cacchio di compratore”.

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“Non voglio entrare nei meriti della conversazione, perché ognuno credo che decida per come pensa e si ha libero arbitrio per tutto quel che vuole fare. Visto che il parterre parla dei nostri debiti evidentemente qualcuno non sa neanche leggere i bilanci e vorrei darvi qualche indicazione: l’ultimo bilancio con 59 verso l’erario contro i 29 di quest’anno, quindi con 30 milioni utilizzati. Come ho detto che la plusvalenza di Piatek è servita e va in qualche modo anche ad eliminare questo debito, vorrà dire che il Genoa non solo sia una società sana ma che è sanissima. Entro quest’anno non avremo alcun debito verso l’erario, l’ha detto Zarbano e lo sto ribadendo io”. 

Lei pensa che un risultato sportivo come questo possa essere eguagliato da 50 milioni di ingaggi di calciatori e giocatori? 

“No. Se noi analizziamo le rose, senza tirare in ballo società che hanno fatto meglio di noi come Parma e SPAL, se io portassi dentro al Genoa la metà dei giocatori che giocano in queste squadre mi prenderebbero per pazzo. Solo che errori commessi anche dal sottoscritto in primis, per e cambi o scelte di allenatori, hanno creato una situazione di stress. La rosa è adeguata per la salvezza e migliore di tante altre rose, ma questo non vuol dire che la migliore rosa poi vinca, il risultato sportivo è sicuramente deprecabile”.

Sull’articolo di questa mattina pubblicato dal Sole 24 Ore

“Abbiamo presentato un bilancio, ma se uno non lo sa leggere e lo confronta con quello dell’anno prima non posso farci niente. I debiti che ho prodotto credo sempre di averli onorati: in tanti anni non ho mai preso punti di penalizzazioni. I debiti che ho prodotto io me li pago io, questa è la norma. Non il minimo e non il massimo. Questo è solamente un dato di fatto, non una giustificazione o un vanto. Così come lei dice che i presidenti del Genoa sono sempre stati mediocri, voi evidentemente non siete informati: non posso permettere che qualcuno dica che l’imprenditoria a capo del Genoa sia mediocre. 

La colpa è sempre dei tifosi?

“La colpa è dei risultati che non arrivano, poi ci sono evidentemente anche delle responsabilità di cui mi prendo carico. Il fatto che possano decidere di fare una contestazione mi sembra abbastanza legittimo, ciò che non è corretto è che si voglia identificare una tifoseria genoana solamente in quelli che contestano il tutto. Ci sono anche dei delinquenti nella tifoseria. Io mi prendo responsabilità quando parlo, e dico che il Genoa quando non va bene esiste un certo tipo di tifoseria. Credo che nessun tifoso possa essere soddisfatto dei miei risultati negli ultimi due anni e ne sono responsabile, ma da qui a dire che tutto quel che ho fatto sia da buttare mi pare sbagliato. Voglio solo ricordare che il Genoa nel 2007 è stato preso con 700mila euro e 27 milioni di debiti. Se poi uno ha speso 8 milioni per prendere Toni può aver sbagliato”.

Vuole vendere? 

“Il problema è che nelle società di calcio non ci sono le code fuori. Facciamo una bella cosa: la tifoseria più esigente nomini un advisor, gli dò io il mandato. Vengano a vedere quel che noi facciamo durante la nostra gestione. Visto che da questa famiglia sono state messe centinaia di milioni dentro, non lo permetto a nessuno di dire che ci sono affari personali o parlare di debiti. La famiglia ha dovuto ripianare i debiti, giustamente, e poi bisognerebbe capire quale sia lo stato reale del Genoa, che rispetto ad altre società è fra le più sane e ve ne darò prova. Dal 2003 al 2019 quanti soldi ha dovuto coprire la famiglia Preziosi per ripianare i debiti, giustamente. Bisognerebbe capire quale sia lo stato reale del Genoa, che è fra le società più sane e ve ne darò prova. Se vogliamo ragionare sempre in malafede non ne usciamo, perché io ho sentito parlare di 48 milioni di debito con l’erario contro i 58 dell’anno prima. In questo bilancio ci sono 29 milioni di debito senza Piatek. Basterebbe leggerli i bilanci, ma se voi vi ostinate a far così per guadagnarvi gli applausi di certi tifosi non va bene. Tra di voi ci sarà qualcuno capace di leggere il bilancio? L’azienda Genoa oggi è sana, ieri un po’ meno e l’altro ieri un po’ forzata. Non voglio più stare a discutere sui debiti e sul fatto che nessuno compri il Genoa perché ci sono i debiti. Se qualcuno non vuol comprarlo sarà perché non è interessato. Ma guardiamo gli ultimi presidenti, c’è mai stato un presidente di Genova? C’è mai stato qualcuno che fosse un foresto, venuto da fuori? Spinelli? E’ calabrese”.

Questo dei tifosi però è un casino. Lei ha sempre puntato a dividerli

“Sono d’accordo, perché se c’è una spaccatura vuol dire che certe persone la pensano in maniera differente. Io metto la faccia e se non vengo allo stadio è solamente perché in nessuno stadio del mondo ci sono stati striscioni offensivi verso la famiglia. In nessuno stadio del mondo si sono mai visti striscioni offensivi verso le madri. Alla finale di Viareggio c’è stato un gruppo di ultras che ha cantato “la mamma di preziosi è…”. Quando si parla di delinquenti io intendo loro. Compresa mia figlia. Ma di quale tifoseria stiamo parlando? Lei pensa veramente che io abbia il potere di dividere i buoni con i cattivi? I buoni restano buoni e i buoni restano cattivi, io ho solo un comportamento che può essere difeso o criticato. Penso che ogni tifoso oggi non sia soddisfatto del mio operato e decidere di non andare allo stadio, ma sempre in maniera civile. Il fatto che la parte normale della tifoseria contesti e disapprovi io lo accetto. Nell’ultimo anno mi sembra che questa parte di civiltà sia scomparsa. Per venire allo stadio 7-8 persone della Digos dovrebbero controllarmi e allora preferisco stare dove sono”.

Sulla mancata concessione della licenza UEFA

“Quando si parla di licenza, io credo di aver chiesto scusa e mi sono sentito malissimo soprattutto per il fatto che ad andarci sia stata la Sampdoria. Sarò sempre grato a un certo tipo di tifoseria, ma non verso chi offende la mia famiglia.”

Perché a Roma ci sono gli americani e a milano ci sono i cinesi? 

“A Roma ci sono gli americani che non hanno messo una lira ed ora ci sono 400 milioni di debiti. Milan? Costretto ad essere comprato perché qualcuno ha fatto milioni di debito.”

Menomale che ci sono i diritti televisivi a coprire determinati ingaggi

I diritti sono una voce di entrata dei ricavi di una società. Sono importantissimi e senza di loro dovremmo chiudere, soprattutto una società come la nostra. Quelli che arrivano, con tutto il rispetto, dalle biglietterie, non permettono di comprare neanche un calciatore. I diritti televisivi oggi la fanno da padrona. Come avevo già chiesto alla tifoseria, potrebbero venire in azienda per verificare i conti, ovviamente con le capacità di leggere il bilancio. Oggi la Covisoc ci osserva ogni movimento in entrata ed in uscita.” 

Una promessa? 

“Non faccio promesse. Al di là della gestione e dei risultati, che sono drammatici per le aspettative, il tourbillon è stato drammatico di allenatore ed è giusto che i tifosi debbano trovare un responsabile di tutto questo mi spiace essere arrivato a questa situazione ma io ho sempre creduto di aver allestito una squadra in grado di onorare il genoa, in buonafede. Poi il giro dei tecnici e il sottoscritto hanno complicato questa situazione. Oggi stiamo parlando di una spaccatura nella tifoseria che è la cosa peggiore. Oggi i tifosi hanno ragione a contestare, ma non hanno ragione ad offendere”.

Pavoletti, Rincon, Iago Falque, Kucka, Antonelli. La permanenza di giocaori come loro era incompatibile con una sana gestione del bilancio? 

“Il problema è che non riusciamo a spiegare come a Genova, il tifoso è molto più esigente. Da noi gli stipendi sono molto più alti rispetto ad una società media, perché parliamo di una società con un determinato blasone. Per mantenere una squadra in Serie A bisogna sostenere anche altre spese, come per il settore giovanile, motivo per cui ogni anno bisogna ripianare. Evidente come ogni volta che si vende un giocatore importante è una ferita”. 

Piatek lo rivenderebbe? 

“Oggi qualunque cosa dicessi non sarei credibile. Dal punto di vista societario è stata una mossa sanissima, perché ha concesso. La vendita di Piatek e quella di Romero metteranno a posto definitivamente i conti della società. Io vi prometto che l’erario sarà estinto, dopo essere passati dai famosi 80 milioni ai 29. Vi prometto che metterò a posto questa situazione entro la fine dell’anno. Non sfido i tifosi, sto sfidando i commercialisti”. 

Dove va Romero? 

“Sapete che c’è una trattativa avviata e andrà alla Juventus. Molto probabilmente”. 


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