Gianni Mura, firma di Repubblica, è intervenuto ai nostri microfoni per commentare l’andamento del campionato, andato in pausa per oltre tre settimane proprio in concomitanza con la fine del girone d’andata. Lo avevamo già contattato a fine agosto, quando seppe inquadrare con largo preavviso molte delle dinamiche di questa stagione. Ecco il suo commento dopo diciannove giornate e la sua posizione sul VAR.

Il tuo bilancio sul girone d’andata?

“Novità non ve ne sono state molte. C’è un allargamento di forbice tra Juventus e altre squadre, nel senso che Cristiano Ronaldo, su cui potevano esserci alcuni dubbi di ambientamento o modulo, ha risolto tutto con grandissima semplicità. Ha iniziato a segnare e non la smette mai. Così i discorsi scudetto sono finiti già a dicembre, anche perché il Napoli, come con Sarri, tende a perdere punti in partite dove non serve, come contro il Chievo. Non è uno squadrone irresistibile. La piccola differenza è che Sarri metteva sempre gli stessi, Ancelotti li cambia: ma il rendimento più o meno è lo stesso”. 

“L’Inter è una squadra da pochi squilli e tira alla Champions, da cui è uscita male. Credo che ci riuscirà. Il Milan è nella situazione economica in cui si trova, la Roma è andata giù. Sono venute un po’ ad affievolirsi le squadre fra terzo e sesto posto, molto distanti. Ecco perché quest’anno è di tutto riposo per la Juventus. Infine, in chiave salvezza, le tre squadre più deboli sono Chievo, Frosinone e Bologna, oltre la Spal. Non dovremmo andare oltre queste quattro”. 

“Poche sono le novità sul piano del gioco. L’unica sorpresa positiva, ancora una volta per come riesce a giocare partite da grande, è l’Atalanta. A tratti ha movenze da grande squadra. Per il resto ci portiamo dietro tutti i difetti degli anni passati, dalla violenza al razzismo. Facciamo gli stessi discorsi da vent’anni e sembra che non ci sia niente da fare. E non mi aspetto tanto neppure da questo tanto sventolato incontro tra Salvini e gli ultrà. Gli ultrà “buoni”, come ha precisato Salvini: ma allora se sono buoni, dal mio punto di vista, è anche inutile convocarli”.

E il bilancio sul VAR in queste prime diciannove giornate?

“Gli darei un sei, un sei più come voto. Nel senso che le cose positive superano quelle negative. Ha impedito errori, pur non togliendo molti dubbi negli spettatori. Ho letto che Rizzoli opportunamente ha chiesto a tutti gli arbitri di andare sempre a vedere. Perché se un arbitro va due volte per una squadra e mai per l’altra, chi guida la partita pensa che sia prevenuto. Un po’ quello accaduto a Mazzoleni quando non ha dato retta agli appelli di Ancelotti dalla panchina per i cori razzisti. Se c’è un sospetto di rigore o fuorigioco, conviene andarci sempre. Detto ciò, parliamo di un altro calcio:  si dice sempre che a decidere resta sempre un uomo, ma è pur sempre un uomo influenzato da un mezzo meccanico. Per questo mi restano ancora dubbi su alcuni tocchi di mano, che mi paiono involontari col pallone calciato da mezzo metro, o su certe spinte, che posso essere “spintine” o “spintone”. In certi casi ancora non si capisce se ci siano gli estremi per un rigore o no, ma del resto ci stiamo avviando verso l’impossibilità di toccare un avversario persino con un dito“.


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