Negli scorsi giorni abbiamo fatto visita ai Genoa Camp a Vigo di Fassa, trionfo di divertimento ma anche di organizzazione e coordinamento tra vita in campo e vita fuori dal campo. In parallelo al ritiro della Prima Squadra a Moena, la scuola calcio del Genoa coordinata da Andrea Bianchi e portata avanti da tutti i vari tecnici e preparatori, sempre sotto l’occhio attento del Responsabile Michele Sbravati, ben 125 ragazzi hanno preso parte ai Genoa Camp.

Un’esperienza che quest’anno lo stesso Andrea Bianchi ci ha descritto, con tutte le sue novità e con la descrizione degli staff che ne hanno permesso la riuscita (i due preparatori dei portieri Andrea Bellussi e Davide Capello e i tecnici Domenico Criscito, Leone Cipani, Simone Morasso, Paolo Mazzieri, Giovanni Battista Ferrera e Matteo Rossi).

Ci fai un consuntivo di questo lavoro di Genoa Camp in val di Fassa?

“Abbiamo iniziato tantissimi anni fa con Michele Sbravati a Sassello, negli ultimi tempi anche per il Covid abbiamo dovuto un po’ bloccare questa attività dei Camp, molto ludica ma della quale approfittiamo per fare un po’ di scouting e magari invitare qualche giovane allenatore che può essere formato per diventare allenatore da settore giovanile o da scuola calcio. Ora che la Prima Squadra si è trasferita qui in Val di Fassa e in Trentino si è organizzato per la prima volta in questa bellissima vallata i Genoa Camp. Mentre però gli anni scorsi facevamo una sola settimana, questa volta abbiamo addirittura anticipato l’arrivo della Prima Squadra facendo dodici giorni. La prima settimana sono stati 70 ragazzi iscritti, in questa sono 55. Un bel successo perché i feedback te li danno le famiglie e i ragazzi che partecipano ai Camp, tutti soddisfatti a livello ludico, di socializzazione. È tutto molto divertente e magari i ragazzi se lo ricorderanno per la loro vita. A livello didattico siamo uno staff misto per quanto riguarda le categorie, ma ci uniscono passione e spirito d’appartenenza. I signori che sono qua, non a caso, sono tutti Genoanissimi”. 

Un’organizzazione così ben fatta a livello tecnico e tattico, con tutti gli strumenti per dare questa soddisfazione ai ragazzini, non era facile…

“Vero, ma cerchiamo di ricreare tutte quelle situazioni didattiche che ci servono anche nella nostra attività di base e nel settore giovanile durante l’annata. Per quanto riguarda materiale e staff umano, cerchiamo di riprodurre tutto quello che facciamo da anni coi nostri ragazzi. Alcuni dei ragazzi sono tesserati Genoa, ma in pochi, mentre gli altri sono tesserati in altre società o liguri o di altre regioni italiane. Qui li trattiamo come fossero veri tesserati Genoa: ci sembra giusto che sia così”. 

Ti senti un po’ campione d’Europa? E ci racconti un po’ Lipani quando arrivò da voi a 7 anni: aveva già i numeri fatti vedere ultimamente?

“Lipani entrò sotto la mia gestione della scuola calcio, era già abile da piccolino quando giocava nel San Fruttuoso. Era più attaccante di quello che poi sta diventando. Dopo i primi 2/3 anni  lo abbiamo iniziato ad impostare a centrocampo. È molto abile tecnicamente e, secondo me, rispetto ad altri ragazzi con ottimi potenziali, lui è forte di carattere e gioca con personalità. L’errore gli scivola addosso anziché creargli delle problematiche. Ha tutte le caratteristiche caratteriali, fisiche e tecniche per fare un buon cammino: tocca solo a lui. Penso che nelle giuste proporzioni, la vittoria di Luca è in alta percentuale anche di Michele Sbravati e, nel nostro piccolo, in buona percentuale anche della scuola calcio”. 

Quanti altri campioni sono in A, B o C che abbiate allenato?

“Oltre Luca, c’è Accornero che è stato uno degli ultimi ad esordire. Prima ancora ci sono stati tanti 2001 e parlo di ragazzi della scuola calcio, da Salcedo a Pellegri, per non parlare di Bianchi e Cambiaso. Dal 2000 al 2005 ci sono stati tanti giocatori che stanno facendo strada nel panorama nazionale e internazionale”. 

Chi ha fatto parte, come staff, della prima settimana di allenamenti al Genoa Camp?

“Come dicevo prima, anche nella prima settimana c’è stato un mix di tecnici Genoa. Il preparatore dei portieri, Andrea Bellussi, collabora sia nella scuola calcio che nel settore giovanile ed è un nostro ex allievo. Lui è un 1998 e con Sommariva, classe 1997, li ho cresciuto anch’io per tanti anni. C’erano poi mister Morasso, responsabile dell’Under 9; mister Cipani, responsabile dell’Under 15; come punta di diamante, calandosi bene per atteggiamento e spirito di appartenenza, Mimmo Criscito. Ci ha dato un valore aggiunto”.  

Assieme ai ragazzi vi è anche una giovane giocatrice di Grosseto ai Genoa Camp. Bello anche che abbiate creato questo spirito ai Camp

“Assolutamente. Alla fine deve essere lo sport come strumento di vita un mezzo integrativo. Ben vengano le ragazze che si iscrivono ai Genoa Camp, e chissà mai che un domani non si faccia un Camp esclusivamente femminile”.

Il Genoa Camp, però, è fatto di un coordinatore come Andrea Bianchi e di uno staff ricco di tecnici. Tecnici che era giusto intervistare. “Va ribadita l’importanza di questi Camp e la gioia che ci dà vedere i bambini che si divertono” spiega Davide Capello, preparatore portieri dell’Under 16 e Under 17.

“Sono tanti anni e lo spirito è sempre quello: vedere i ragazzini con la passione che vengono qui ai Camp è il bello, vedere la loro passione nel voler imparare. Da tanti anni questo è il motore di questo movimento” prosegue mister Giovanni Battista Ferrera, tecnico del Genoa Under 11.

Ci alziamo presto, lavoriamo tanto, ma ci divertiamo anche tanto. Cerchiamo di fare passare queste giornate spensierate ai ragazzi lavorando  non solo come tecnici, ma anche come buoni amici” sottolinea Paolo Mazzieri, vice allenatore di mister Ruotolo in Under 18.

Stiamo passando dei momenti da ricordare – chiude Matteo Rossi, tecnico rossoblu e vice di Jacopo Sbravati nell’ultima Under 14 – e un plauso alla scuola calcio e ad Andrea Bianchi perché è un fiore all’occhiello della nostra società“.

A chiudere questa nostra giornata in visita ai Genoa Camp organizzato a Vigo di Fassa non poteva mancare un passaggio assieme a Domenico Caruso della Experience Summer Camp e ai ragazzi che, dentro e fuori dal campo, lavorano al coordinamento delle varie attività extra-calcistiche dei ragazzi. Si tratta di una novità assoluta ai Camp rossoblu che permettere ai tecnici di concentrarsi con ancora maggiore dedizione ai lavori sul campo.

“Siamo felicissimi di questa collaborazione nata proprio quest’anno tra noi e Genoa. Esperienza fantastica dove i ragazzi riescono a crescere da un punto di vista non solo tecnico, ma anche relazionale. Lo sport e le relazioni fuori dallo sport sono un connubio perfetto. È un’intesa fatta e finita quella tra noi e speriamo continui così. Noi fuori dal campo facciamo un lavoro di gestione dei ragazzi con altri 800 ragazzi che sono qui a Canazei. Il direttore generale della struttura, Foti, ha creato questa bellissima iniziativa e i ragazzi vivono grandissimi momenti anche fuori dal calcio”. 


Calciomercato Genoa, si avvicina l’ex Cremonese Meitè. Vicina a sbloccarsi l’operazione Zanoli