Lo sport ha chiuso i battenti alzando definitivamente – o quasi – le mani a questo nemico invisibile con cui il mondo sta combattendo già da diversi mesi. Dal calcio di ogni livello (eccetto il campionato bielorusso che, cominciato in piena emergenza Covid-19, sta ancora proseguendo) passando dai motori e dalle corse ciclistiche, fino ad arrivare al tennis. Sono diversi infatti i tornei rinviati e/o cancellati dall’Association of Tennis Professionals (ATP): tra questi, spiccano il Roland Garros, i Masters di Montecarlo, Madrid e Roma, e, infine – notizia di qualche ora fa -, lo storico torneo di Wimbledon, il terzo Grande Slam in ordine cronologico annuale preceduto dall’Australian Open e dagli Open di Francia (Roland Garros, ndr) e seguito dagli US Open. “Le sfide presentate dalla pandemia di Covid-19 al tennis professionistico richiedono una collaborazione più grande che mai da parte di tutti i membri della comunità di tennis affinché lo sport possa avanzare collettivamente nel miglior interesse di giocatori, tornei e tifosi”, aveva dichiarato l’ATP in una nota congiunta con WTA (Women’s Tennis Association, ndr).

RINVII E CANCELLAZIONI – Se in Spagna il Mutua Madrid Open ha già dato appuntamento alla prossima edizione, così come il Monte-Carlo Rolex Masters, diverso è il discorso per gli Internazionali d’Italia per i quali si sta cercando un’altra data rispetto a quella inizialmente fissata: “La FIT (Federazione Italiana Tennis, ndr) e Sport e Salute, assieme impegnate nell’organizzazione del torneo di Roma, stanno collaborando con le suddette organizzazioni al fine di determinare se sia possibile riprogrammare gli Internazionali BNL d’Italia in una nuova data nella seconda parte dell’anno”, si legge in una nota. Scenario ancora differente per il Roland Garros, secondo Grande Slam della stagione rinviato in autunno (dal 20 settembre al 4 ottobre) “grazie alla modernizzazione degli impanti, che consentono di giocare anche in autunno, l’organizzazione ha deciso di preservare il torneo, spostandolo a settembre”.

Ad accodarsi a quanto deciso dagli organizzatori dei Masters di Monte-Carlo e Madrid, anche quelli di Wimbledon: in programma dal 29 giugno, l’edizione numero 134 dei Championships non si terrà per la prima volta dalla fine della seconda Guerra Mondiale. A comunicarlo, con una nota stampa, la stessa All England Lawn Tennis Club: “Fin dall’inizio dell’emergenza coronavirus a gennaio, abbiamo seguito le linee guida del Governo inglese e delle autorità sanitarie in relazione alle nostre operazioni annuali e alla curva del contagio nel Regno Unito. Questo ha permesso di analizzare l’impatto delle restrizioni del Governo sul solito inizio dei preparativi richiesti per i Championships, alla data originaria del 29 giugno o in una data posticipata dell’estate 2020. Queste considerazioni sono correlate particolarmente alle preoccupazioni sollevate dai concentramenti di massa e sulla pressione sui medici e i servizi di sicurezza, così come ai movimenti e alle restrizioni ai viaggi vigenti nel Regno Unito e in tutto il mondo. Notizia che ha scosso tutti gli amanti del tennis, compresi i suoi grandi campioni: “Devastato”, si è detto l’otto volte vincitore del torneo Roger Federer.


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