Duvan Zapata, Sanchez, Medel, Tomyiasu, Chiesa, D’Ambrosio, Chiriches e Ramsey. Sono otto dei giocatori che, militanti in Serie A, hanno subito infortuni durante questa seconda pausa per le nazionali.

Che gli allenatori temano queste parentesi in giro per il mondo, in cui un’intera formazione abbandona i centri sportivi per arruolarsi in nazionale, non è più un segreto. Basta guardare il numero di giocatori arruolati nelle nazionali maggiori e prestati dai club di Serie A (142): si viaggia ad una media di 7 giocatori per squadra, con picchi altissimi per le big del campionato e formazioni come il Genoa che ne portano addirittura undici, quinto club di Serie A per numero di giocatori convocati in nazionale. Alla luce di questi numeri spesso non bastano gli scongiuri perché l’infortunio è dietro l’angolo. E le gare con posta in palio, come le qualificazioni ad EURO 2020, non fanno grande differenza rispetto alle amichevoli.

Lo dicono gli ultimi impegni nazionali, che si concluderanno stasera con nove partite tra cui Danimarca-Lussemburgo (amichevole) e Romania-Norvegia. Dopo la pausa non sorrideranno Conte, Mihajlovic, Montella, De Zerbi, Sarri e Gasperini. Già prima, comunque, non sorridevano neppure tecnici come Andreazzoli e D’Aversa, avversari al “Tardini”, che tra infortuni e squalifiche dovranno appellarsi a molti dei giocatori appena rientrati dalle nazionali, essendo entrambi in emergenza difensiva.

L’Inter ha perso Sanchez e D’Ambrosio per due infortuni di natura traumatica. Il Bologna, invece, attende qualche delucidazione in più sulle condizioni di Medel: sebbene squalificato alla ripresa del campionato (era stato espulso contro la Lazio, ndr), il centrocampista cileno ha rimediato un sospetto stiramento. Per Tomyiasu, intanto, si teme un altro stop di natura muscolare. E il giapponese risulta una pedina fondamentale nello scacchiere felsineo per attitudini difensive e buone doti d’impostazione dopo aver rubato il posto a Dijks.

Cattive notizie anche per Montella e Gasperini. Non serio, ma fastidioso, l’affaticamento che ha colpito Chiesa nella sfida contro la Grecia. Assolutamente di rilievo lo stop che riguarderà Duvan Zapata, attaccante onnipresente nel 3-4-1-2 dell’Atalanta: per il colombiano è stata rilevata una lesione all’adduttore che lo terrà lontano dai campi per almeno tre settimane. Praticamente l’intera parentesi di Serie A che dividerà l’Atalanta, sette impegni in 22 giorni, dalla terza e ultima pausa per le nazionali del 2019.

Non possono sorridere neppure Sarri, che dovrà verificare le condizioni di Aaron Ramsey tenuto fuori dalle due sfide del Galles, e De Zerbi, che potrebbe doversi privare di Chiriches, il difensore centrale romeno acquisito in estate dal Napoli per farne un titolare fisso del Sassuolo.

La Serie A osserverà con attenzione la prognosi dei suoi infortunati e, se lo riterrà opportuno, probabilmente sarà uno dei campionati che più batterà cassa con la FIFA, che da ormai sette anni ha varato il cosiddetto “FIFA Club Protection Program“. Si tratta di un processo assicurativo nei confronti dei club e di quei giocatori che vengono convocati in una nazionale aderente alla FIFA. In caso di infortunio durante un match con la propria nazionale maggiore (non giovanili), la FIFA concede un periodo di latenza di 28 giorni, salvo poi coprire al posto del club i costi di cure mediche e contratto del calciatore per tutta la durata dell’infortunio, fino ad un massimo di 365 giorni e 7,5 milioni all’anno (a giocatore).


IL PROGRAMMA DELL’OTTAVA GIORNATA DI SERIE A


IL TESTO DEL FIFA CLUB PROTECTION PROGRAM

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