Per la carica di direttore sportivo del Genoa prende quota il nome di Johannes Spors, dirigente degli olandesi del Vitesse, 39 anni e di nazionalità tedesca. Se i social non fanno una prova, però il ds del Vitesse (la società giallonera per il momento non commenta, come raccolto direttamente dall’Olanda, ndr) ha iniziato a seguire proprio oggi su Twitter il profilo ufficiale Genoa.

La pista è diventata quella più calda nelle ultime ore, una volta tramontata quella Sabatini, ma si attendono le ufficialità del caso da entrambe le società. La storia di Spors come direttore sportivo? Attualmente, per la precisione, è technical director del club giallonero dall’aprile 2020, squadra che da qualche anno è diventata “satellite” del Chelsea, negli ultimi mesi aveva ricevuto qualche critica per il mercato fatto in estate, malgrado il Vitesse sia quinto in campionato e in Conference League ancora in corsa per provare a giocarsi il playoff per accedere agli ottavi. 

In precedenza Johannes Spors aveva lavorato con ruoli dirigenziali anche all’Amburgo (dal 2018 al settembre 2019) e al RedBull Lipsia come capo scouting. In casa RedBull ha lavorato dal dicembre 2015 al gennaio 2018, non solo con Ralf Rangnick allenatore: a Lipsia portò, fra gli altri, giocatori come Timo Werner, ceduto poi al Chelsea per 53 milioni di euro, il portoghese Bruma (andato al PSV per 12 milioni) e il forte centrale difensivo francese Dayot Upamecano, acquistato la scorsa estate dal Bayern Monaco per oltre 40 milioni di euro con l’obiettivo di sostituire Alaba.

La prima tappa della sua carriera è stata però all’Hoffenheim, suo primo ruolo nel mondo del calcio. In questo lungo percorso durato otto anni e mezzo, partire dalla stagione 2004/05, ha incontrato anche Hansi Flick, poi divenuto allenatore del Bayern Monaco. Lì avrebbe lavorato otto anni e mezzo partendo come match analyst e arrivando sino ad occupare il ruolo di capo dell’area osservatori.

Rispetto a cinque o sei anni fa, ci sono sempre più dati disponibili – aveva dichiarato Spors in una intervista dell’anno scorso al giornale NOS.nl relativamente al crescere dei numeri e dei dati  per analizzare, anche a distanza, i calciatori da seguire – Sono innovativo e cerco di usarli, ma questo non può mai sostituire la visione delle partite nella vita reale o in televisione. Non sono quel tipo di persona che passa tutto il giorno fissando i numeri sul proprio computer“.


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