Vecchio Balordo sei arrivato a 127 anni. Evviva, ogni anno arricchisci il forziere del calcio e della vita di ogni genoano. Da lassù, sopra la Nord, non lasciare le cose a metà. Tu andrai avanti, per continuare a vivere felici aiuta la tua gente a vedere qualche risultato.

Con l’arrivo di Faggiano e Maran si pensava di essere un altro “paio di maniche” anche tatticamente. Espressione che si usava in senso figurato, a proposito di un cambiamento della situazione, delle circostanze, di un fatto o di un problema visto negli ultimi due campionati. Come dire “sarà tutta un’altra cosa”, convinti anche cambiando poco rispetto alla squadra dello scorso anno.

Andreazzoli chiamato per dare un gioco e una identità, Nicola per levare il Genoa dall’ultimo posto in classifica, hanno dovuto quasi abiurare il loro modulo preferito rifugiandosi nel 3 5 2. Solo Thiago Motta è andato per la sua strada, anche  piacendo, senza risultati. L’intervista di Faggiano della scorsa settimana, in cui affermava che il Genoa avrebbe cominciato il campionato con il 3 5 2 che dopo è un 5 3 2 ci ha spiazzato, avendo negli occhi ancora quanto successo sul piano del risultati con quella strategia tattica. Andreazzoli ha fatto risultato, giocando bene, con il trequartista; le più belle gare di Nicola sono state giocate e vinte con il 4 2 3 1 con Schöne, Pandev  e Cassata dietro l’unica punta  Sanabria o Pinamonti. Meglio con il paraguaiano.

Mister Maran in carriera ha sempre utilizzato il 4 3 1 2 e ultimamente a Cagliari, prima dell’esonero, il 4 3 2 1 confezionando 9 vittorie e 5 pareggi (32 punti) prima di incappare nei risultati negativi. Le formazioni del Chievo, dal 2016 al 2018 (cambiando qualche giocatore) erano: Sorrentino in porta, Tomovic, Dainelli, Gamberini e Cacciatore in difesa, Bastien o Depaoli, Radovanovic, ed Hetemaj a centrocampo, Castro o Birsa dietro le due punte Inglese o Meggiorini e Pelissier o lo stesso Birsa. Il 3 5 2 è stato utilizzato nelle ultime 4 giornate, prima di essere avvicendato sulla panchina da D’Anna nelle ultime 3 della stagione 2017/2018 e in particolare nelle gare con le big del campionato.  Nel Cagliari 2018/2019, con Pavoletti in campo: Cragno in porta, Padoin, Ceppitelli, Pisacane e Pellegrini in difesa, Deiola, Cigarini e Ionita a centrocampo con Barella alle spalle di Pavoletti e Joao Pedro. Senza Pavo, infortunato la scorsa stagione fino a Marzo 2020: Olsen, Cacciatore, Ceppitelli, Pisacane e Pellegrini in difesa, Nandez, Cigarini e Ionita a centrocampo con Nainggolan e Joao Pedro alle spalle di Giovanni Simeone.

La questione del modulo a 12 giorni dall’inizio della stagione è e sarà un tema ricorrente per il Genoa. Probabilmente sarà inutile intestardirsi: Maran per preparare la prossima stagione ha avuto neanche un mese per disporre il lavoro che sarà difficile come per gli altri allenatori trovare la giusta organizzazione. L’abbiamo sempre scritto che i numeri dei moduli non servono a niente, un bravo allenatore li modifica in corsa a seconda della necessità e dell’avversario. Adesso non capiremo, finché non vedremo giocare il Grifone, se Maran abbia plasmato il 3 5 2: da persona di calcio e intelligente avrà capito con il calciomercato in ritardo che i giocatori non sono computer ed è difficile cambiare strategie solo con l’allenamento. Le lezioni dello scorso anno, anche se  i vertici dell’area tecnica sono cambiati, devono contare qualcosa. Bisogna metterle a frutto, se non sarà fatto allora non possiamo altro che temere il peggio e  non sarebbe più ammissibile.

Si può giocare con qualsiasi strategia tattica, l’importante è che i calciatori siano  al posto giusto e nel ruolo giusto, non dimenticandosi che non sono i numeri dei moduli a far vincere le partite ma le combinazioni di gioco tra i reparti. Più che numero di modulo, nel Genoa che verrà bisognerà fare la costituzione della spina dorsale della squadra: portiere, difensore centrale, centrocampista e attaccante, da cui ogni squadra non può e non deve prescindere se vuole formare un team non sempre vincente, ma almeno non perdente.

Anche questo pezzo è stato partorito da un modulo letto da giocare non in sintonia con la campagna acquisti del Vecchio Balordo visti i nomi che circolano, non suggeriti dalla società. Tutto quello scritto conferma che il calcio è materia opinabile”. Non esiste la ricetta giusta per guarire le disfunzioni tecnico-tattiche specie in assenza di risultati, altrimenti tutti la utilizzerebbero. L’unica medicina giusta e universale, che mette tutto a tacere, sono i risultati. Il Vecchio Balordo ne avrà subito bisogno dalla prima giornata di campionato. In casa Genoa, non solo, bisogna mettere anche in preventivo nel prossimo campionato che sta per iniziare e non tanto per il calciomercato che stanno facendo, che potrebbe non esserci la vita dura delle neo-promosse di nome, bocciate di fatto nelle ultime stagioni. Il difficile rapporto tra Benevento e Crotone con la massima serie potrebbe non essere rifiutato se le due società metteranno a frutto gli ultimi campionati giocati in Serie A nel 2017 e 2018. L’unica vera neopromossa è lo Spezia, che proverà a mettere nuovamente in campo il gioco del girone di ritorno dello scorso campionato di Serie B. Tutti sperano che  la marcata identità tattica possa permettere  agli uomini di mister Italiano  di adattarsi meglio alle qualità del massimo campionato.


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