In una giornata segnata dalle dimissioni di Gaetano Micciché dal ruolo di presidente della Lega Serie A (clicca qui), questo pomeriggio calciatori, dirigenti ed allenatori delle 20 squadre della massima serie italiana si sono riuniti a Roma, all’interno dell’Hotel Parco dei Principi, per prendere parte ad un incontro chiarificatore promosso da AIA e FIGC. L’obiettivo all’ordine del giorno? Consegnare la nuova edizione del Regolamento di gioco e mostrare 20 video allo scopo di analizzare episodi con “oggettiva imparzialità”. Oltre ai presidenti dell’AIA Marcello Nicchi e della FIGC Gabriele Gravina, a parlare coram populo è stato anche il designatore del CAN A Nicola Rizzoli: “Faccio mea culpa perché saremmo dovuti andare da ogni società per spiegare il regolamento – dichiara Rizzoli – Il Var non nasce per eliminare ogni errore, non li può risolvere tutti. L’obiettivo è di essere il più chiari possibile a fronte delle situazioni giuste e sbagliate che possono capitare. Tutte le persone devono restituire credibilità ad uno sport che è indubbiamente il più seguito e il più bello in Italia. E non solo”. 

Il VAR, che a partire dai playoff entrerà in vigore anche anche in Serie B (clicca qui) e per il quale è in fase di costruzione una stanza centralizzata a Coverciano, è già intervenuto 52 volte dall’inizio del campionato di Serie A, creando più di una discussione quando interpellato in merito a calci di rigore da rivedere, ripetere o falli di mano in area di rigore. “L’obiettivo è quello di limitare le situazioni relative alla ripetizione di un rigore, altrimenti sarebbero tutti da ripetere” ricorda Rizzoli. E quella sui falli di mano? “E’ la regola più difficile da applicare. Non è facile trovare uniformità, molto dipende dalla cultura e della preparazione. Dobbiamo resettare la parola volontarietà, questo non vuol dire che non si debbano interpretare i falli di mano”. Oltre alle discussioni del dopo-gara, non mancano le proteste in campo: “Dobbiamo trovare un punto d’accordo – sostiene Rizzoli – Per evitare il capannello di giocatori che si forma in occasione delle decisioni arbitrali più importanti, se viene solo il capitano a chiedere spiegazioni, il direttore di gara deve confrontarsi con lui sull’accaduto”.

GENOA E SAMP – Presente anche una delegazione delle due squadre genovesi. Al Ferraris, parola di Rizzoli, c’è stato uno dei pochi errori netti: “Sono stati dieci, uno al Ferraris perché non funzionava la telecamera”, presumibilmente con riferimento alla gara Genoa-Atalanta del 15 settembre scorso. Questa invece la spiegazione sull’espulsione a Biraschi contro il Milan: “Fallo di mano punibile, perché nel marcare con il braccio in posizione innaturale leva la palla all’attaccante anche se non vuole intenzionalmente aumentare il volume del corpo”. Dal palcoscenico alla platea. Per la Sampdoria si sono presentati Claudio Ranieri, Andrea Bertolacci e Massimo Ienca, mentre il Genoa ha portato a Roma il portiere Federico Marchetti, il vice-allenatore Roberto Murgita e l’addetto agli arbitri Daniele Greco. Strette di mano e abbracci fra Inzaghi e Fonseca, volti noti nel mondo del pallone (tra cui l’ex direttore generale genoano Perinetti) in una riunione chiesta, ottenuta e consumatasi in un pomeriggio, nella settimana di calma apparente prima del tanto atteso ritorno della Serie A.