Comincia oggi la nuova rubrica curata dall’ex calciatore del Genoa Mario Ponti mirata ad approfondire il gioco dei prossimi avversari del Genoa. Si parte dalla sfida di questa sera contro la Fiorentina: 63 minuti di fuoco contro una formazione pericolosa.

La Fiorentina gioca infatti con il 3-4-2-1 e preferisce uscire dalla propria area con il palleggio. Se effettua il lancio lungo, quest’ultimo lo esegue Astori che cerca sempre la punta centrale. In mezzo al campo cerca invece sempre il palleggio e sviluppa spesso il gioco sulla fascia destra.

In alcune situazioni la Fiorentina è stata disegnata anche con il modulo del 4-2-3-1. In realtà, come prevedibile anche in vista della sfida di questa sera, i Viola partiranno a 3 in difesa e in certi casi il centrale di destra scivolerà sull’esterno. A quel punto Oliveira diventerà esterno basso a sinistra. Di fatto, come già detto, il modulo iniziale sarà un 3-4-2-1 molto adattabile alle caratteristiche dell’avversario e della partita. Sousa è del resto un tecnico molto preparato e i giocatori lo seguono in toto.

In fase di non possesso i tre giocatori avanzati fanno un pressing insistito, soprattutto Kalinic; al contrario in difesa, dove l’unico intoccabile è il capitano Gonzalo Rodriguez, i tre difensori marcano a zona. Gonzalo Rodriguez è peraltro molto bravo di testa, anche in fase offensiva, e Astori dispone di un buon piede sinistro risultando anch’egli pericoloso sulle palle inattive a favore.

Le palle inattive di cui la Fiorentina dispone nel corso delle partite sono calciate soprattutto da Iličić e Bernardeschi con il piede sinistro e da Borja Valero con il piede destro, tutti giocatori dotati di un ottimo piede. Sui corner o sulle punizioni indirette la formazione viola adotta i blocchi soprattutto per liberare i sopracitati Gonzalez e Astori. Le punizioni dal limite vengono calciate direttamente in porta senza schemi particolari e la fascia che viene utilizzata maggiormente è la destra. Il tutto dipende comunque dai giocatori che Sousa sceglie, avendo a disposizione validissime alternative soprattutto nel reparto offensivo.

In tal senso, il reparto più forte è senza dubbio quello offensivo dove i giocatori di maggior rilievo sono Kalinic, Iličić, Borja Valero, Badelj e Bernardeschi. Il Genoa dovrà comunque stare attento anche alla velocità di Chiesa, figlio di Enrico, ex giocatore della Samp, e Tello.

I giocatori che invece potrebbero andare più in difficoltà sono Salcedo, Oliveira e Rodriguez, quest’ultimo soprattutto nell’uno contro uno. Astori, essendo tutto mancino, andrà invece attaccato alla sua destra.

E per quanto riguarda proprio la fase difensiva, sulle palle inattive si marca prevalentemente a zona sebbene in alcuni casi vengano eseguite marcature prestabilite. Molto buono il fraseggio a centrocampo che viene utilizzato come arma per fare uscire gli avversari dalla loro area: se si sbagliano i tempi e le zone del pressing sono guai grossi.

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Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.