Nel pomeriggio la vittoria per 4-1 della Lazio contro il Novara aveva aperto gli ottavi di finale di Coppa Italia. Una gara a senso unico, mai in equilibrio, con livelli tecnici sproporzionati e subito messi a nudo. Avversari stesi nel primo tempo dalle reti di Luis Alberto, Immobile (doppietta) e Milinkovic-Savic. Partita macchiata da cori antisemiti, partiti dalla Curva Nord e giunti alle orecchie di molti fra i presenti allo Stadio Olimpico. Al pomeriggio, alle ore 18, si proseguiva invece allo stadio “Ferraris” dove la Sampdoria affrontava il Milan di Gattuso.

Pochi cambi rispetto alle formazioni titolari a cui Giampaolo e Gattuso hanno abituato in campionato. Un segnale di serietà e volontà di portare a casa l’accesso ai quarti di finale.  Le vere novità sono Rafael per Audero, Reina per Donnarumma. Oltre al turnover tra i pali e quello obbligato sulla destra vista la squalifica di Calabria, ecco spuntare l’esordiente Paquetà nel ruolo di mezzala sinistra. Mezzala mai troppo diligente nel mantenere la sua posizione e scivolare piuttosto in avanti, sulla trequarti. Agirà tra una posizione e l’altra per 85′ di gioco, poi sostituito da Borini. Ad affiancare il nuovo numero 39 rossonero ci sarebbero stati Bakayoko e Kessiè. Calhanoglu e Castillejo a sostenere Higuain. I blucerchiati, dal canto loro, sarebbero stati sempre gli stessi. Ramirez alle spalle di Caprari e Quagliarella. Linetty (sostituito al 21′ per infortunio alla caviglia, ndr) e Praet a fare da scudieri ad Ekdal. Jacopo Sala a sostituire Berezszynski sulla destra.

Primo e secondo tempo rispondono sostanzialmente allo stesso copione: la Sampdoria ha un gioco più fluido e consolidato, profondamente sganciato dal pallone lungo. Il Milan invece lo predilige quando non trova spazi, il possesso palla funziona solamente in orizzontale e dalla zona di centrocampo l’unico ad avere lo spunto per creare la più grande occasione del primo tempo rossonero è Kessiè, che imbecca Higuain al 43esimo. La sua conclusione in diagonale termina sul fondo. Prima ci aveva provato due volte un impreciso Castillejo. La Sampdoria è più pericolosa quando sfonda a sinistra, con Caprari, che al 23esimo chiede un rigore per una presunta spinta di Zapata. Il VAR Irrati non è d’accordo, così come l’arbitro Pasqua.

Un grande equilibrio regnerà sui primi novanta minuti di partita e neppure i primi tre cambi non daranno la svolta. Avranno più impatto i quarti subentranti, come Andrea Conti ai supplementari, che al minuto 102′ serve l’assist a Patrick Cutrone, a sua volta entrato al posto di Castillejo.  Un pallone che manda fuori gioco l’intera linea difensiva blucerchiata e permette all’attaccante rossonero di insaccare in volo alle spalle di Rafael. Il secondo tempo, dove Reina si inventa in almeno tre occasioni come saracinesca rossonera, è firmato ancora Cutrone. Ma questa volta con la complicità di Rafael, che fa quello che un portiere non dovrebbe mai fare: latitare nell’uscita e fermarsi a metà strada, a centro area, sul suggerimento alto di Rodriguez per Cutrone. L’attaccante rossonero se ne rende conto e di piatto serve un pallonetto tutt’altro che irresistibile, ma sufficientemente potente e preciso per insaccarsi alle spalle del portiere blucerchiato. Siamo al minuto 108′ e la doppietta di Cutrone spiana la strada al successo rossonero.

Rossoneri che accedono dunque ai quarti dove sfideranno la vincente tra Napoli e Sassuolo. Sampdoria eliminata con qualche recriminazione, facendosi colpire pochi secondi dopo aver creato le maggiori occasioni per andare in vantaggio o pareggiare il match. Gattuso adesso inquadra la Supercoppa, Giampaolo si proietta a Firenze. 


Coppa Italia, cosa ci portano le sfide di sabato 12 gennaio