Una gara a senso unico, mai in equilibrio, con livelli tecnici sproporzionati e subito messi a nudo. Il Novara viene steso dalle reti di Luis Alberto, dalla doppietta ravvicinata firmata da Immobile e dalla punizione sferrata da Milinkovic-Savic in un sontuoso primo tempo biancoceleste. A poco serve il rigore di Eusepi ad inizio ripresa, perché la Lazio passa comodamente e attende la vincente della sfida fra Inter e Benevento.

La partita è stata macchiata da cori antisemiti e discriminatori, partiti da qualche sostenitore in Curva Nord e giunti alle orecchie di molti fra i presenti allo Stadio Olimpico. Insulti agli avversari giallorossi, al continente africano ed alla religione ebraica. Ad esprimersi in merito è stato anche il portavoce della Lazio Arturo Diaconale. Queste le sue parole agli organi di stampa: “Faccio parte del 98% di coloro che questi cori non li ha sentiti. La società condanna qualsiasi coro razzista ed antisemita, ma bisogna valutare le dimensioni del fenomeno. Credo ci sia una forma di psicosi nei confronti di episodi minoritari ed inesistenti. Ho letto di cori nello stadio, come se l’intero stadio avesse partecipato. Non bisogna dare adito a forme di psicosi”.

E ancora: “Roma come l’Africa? Non vorrei che gli africani si indignassero per le condizioni in cui verte Roma in questo periodo: la mia è in questo caso una battuta. Invito a dare la giusta considerazione ad episodi che in casi normali sarebbero marginali, se non addirittura ignorati”.


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