HalloThiagoween! Magia e terrore del nuovo tecnico genoano, un mostro in agguato all’Allianz Stadium per Sarri e la Signora del calcio italiano. Nessuna alchimia tattica: senza eccesso di tatticismo da autobus davanti all’area e falli tattici ha permesso al Genoa di fare un figurone anche in inferiorità numerica. Vittoria bianconera che è arrivata un’ora prima della mezzanotte del giorno di Halloween per un scherzetto di Sanabria e un dolcetto alla padrona del campionato da 8 anni del poco giudice di gara Giua di Olbia. Da cronista sportivo non affetto da voglie moralistiche bisogna stare subito ai fatti: il riferirne subito significa dimenticarli presto. È un trucco psicologico che ha fatto fatica a prendere sonno ma di efficacia collaudata. Tanto a chi avventarsi, al direttore di gara o al designatore Rizzoli? Così stanno le cose, così vanno e andranno se non si prenderanno provvedimenti. Sul rigore di Sanabria su Cristiano Ronaldo c’è il tocco ma anche la voglia di riceverlo, cercarlo e buttarsi del Re che aveva sbadigliato, intrappolato per tutta la gara. Rizzoli dopo aver messo alla gogna Kouamé in una lezione a Sky sul VAR alcune  settimane fa per le presunte cadute, secondo lui, cosà dirà su quella di CR7?

L’errore di Rizzoli? Designare il sardo, promosso in A dopo 11 gare in Serie B e dopo due giornate ai box rientrato al VAR per aver diretto malissimo sotto gli occhi di Rizzoli in Udinese-Bologna con falli di mano, piedi a martello, cartellini gialli e rossi non uniformi, mandarlo in una gara per il designatore non impegnativa. Questa volta Giua ha utilizzato i cartellini ancora in modo più difforme e non congruo. Quello doppiato a Cassata è un insulto al Regolamento e quello rosso non dato a Rugani per fallo da ultimo uomo, rimasto in tutte le moviole e taccuini dei cronisti nazionali, lo è ancor di più. Così come il mancato doppiaggio a Bentancur e Rugani per falli più importanti rispetto a quello di Cassata.

Nessuno si aspettava che il Genoa facesse la sua partita e mettesse in soggezione in alcuni momenti una Signora condotta per mano da Sarri, tuttavia ancora con il bastone per non cadere. Il Grifone quando attaccava faceva paura ed oltre al pressing, i raddoppi di marcatura, la qualità, anche il possesso è stato eccellente. Tutto orchestrato con movimenti senza pallone, tanti e variegati e mai un giocatore rossoblu fermo in attesa degli eventi. Poco gioco della Juventus, che però continua a primeggiare in classifica, buon e bel Genoa che anche in inferiorità numerica ha retto bene la scena.

Thiago Motta bravo non solo a chiudere i varchi della manovra bianconera ma a riaprire quelli dei rossoblu a quarti. La Signora ha provato a giocare come sa,  il  Grifone con le mosse tattiche del suo allenatore ha tagliato tutti i rifornimenti agli avanti bianconeri, ha palleggiato davanti a Radu ed è ripartito non in contropiede ma con il gioco. Per qualche esperto di calcio presente allo Stadium ha annichilito il “sarrismo” che orfano di Pjanic e Higuain non ha fatto nulla, facendo capire perché fanno fatica in Europa e contro allenatori alla Thiago Motta. Il Vecchio Balordo dal gioco europeo è andato a giocarsela e la Juve ha dimostrato in questo momento di non avere la forza e la fantasia di saper venire a capo, come in Champions League, di partite come quella giocata ieri sera allo Stadium. Finalmente Schöne, uomo partita, come l’allenatore quando giocava: due tocchi al massimo in fase difensiva e offensiva sorretto da due mediani di gamba: Cassata, ma soprattutto “Toto” Agudelo e il ritornato CR17 (Romero).

Non solo i moviolisti di professione ma anche i montatori degli Hl sono bianconeri, considerato che hanno fatto vedere solamente le conclusioni e le parate di Radu. Peccato, perché se avessero tenuto conto delle statistiche subito pubblicate avrebbero capito di aver sbagliato considerato il possesso pallone, il recupero palloni, il numero di giocate positive e altro, tutto a favore del Genoa. Thiago Motta in ogni intervista ripete la stessa frase come una cantilena: “Dobbiamo sempre giocare da squadra”. Se potesse canterebbe al popolo genoano la canzone di Ligabue, già cantata in tanti altri pezzi, contro l’Udinese. Canta Ligabue: “Il patto è stringerci di più prima di perderci. Forse ci sentono lassù. È un po’ come sputare via il veleno. Urlando contro il cielo”.


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