Con un eurogol di Criscito al 93’ il Genoa ha incamerato altri tre punti preziosissimi e prosegue spedito verso l’obiettivo prefisso, la permanenza in Serie A. Gli uomini di Prandelli oggi sono di scena al Bentegodi di Verona per affrontare il Chievo, a sua volta quasi spacciato nella lotta per la salvezza, e  proprio questa posizione di classifica potrebbe risultare  determinante: i clivensi non avranno niente da perdere, potranno giocare con la testa sgombra e non avranno pensieri di nessun tipo.

Uno sguardo d’insieme sul Chievo.

Il Chievo è allenato dall’ex sampdoriano Mimmo Di Carlo: tecnico di sufficiente caratura, che non è mai riuscito a fare il salto di qualità, fa giocare la sua squadra con il 4-3-1-2 e ricalca così il cammino dei suo predecessori. Oggi il Chievo soffrirà di  alcune defezioni.

L’analisi reparto per reparto. Cominciamo dalla difesa.

Sorrentino, portiere datato ma svelto, è reattivo sia tra i pali sia nelle uscite basse, ma in quelle alte non è irreprensibile e con i piedi è sufficiente. Schelotto, Bani, Barba e Jaronszynski formano la linea a quattro, linea che gioca insieme da poco e che non può avere i meccanismi ben rodati, soprattutto nello scalare e nello scappare all’indietro in caso di palla scoperta. Schelotto, rientrato in Italia dopo alcune esperienze non troppo positive all’estero, ha una corsa importante e un discreto piede destro: è un cavallone con buone potenzialità che non ha mai dato il meglio di sé, tatticamente disordinato. Bani, ex primavera del Genoa, nella scorsa stagione si è espresso ad alti livelli. In questa stagione non si è ripetuto, è attento in marcatura e tempista negli interventi: buono nel gioco aereo, manca di rapidità. Barba è l’altro difensore centrale: forte di testa, non eccelso tecnicamente, nell’anno di Empoli si parlava di lui come un prospetto molto interessante. Jaronszynski, esterno di sinistra, ex Cracovia, è in possesso di buona corsa e di un piede sinistro educato, ma non è veloce e difensivamente deve migliorare nei movimenti di reparto.

Il centrocampo.

Leris, Rigoni ed Hetemaj compongono il reparto di mezzo. Leris, interno di destra, è un francese con buone doti tecniche e con spunti degni di nota, ma il suo rendimento è altalenante: è passato anche da Torino, sulla sponda bianconera, senza lasciare traccia. Rigoni, che ha preso il posto del nostro Radovanovic, è un giocatore di rendimento: tecnica discreta e temperamento da vendere, è bravo negli inserimenti al buio. Hetemaj, anche se quest’anno viaggia al di sotto del rendimento abituale, è un trottolino instancabile, buono con il pallone tra i piedi e molto aggressivo nell’attaccare gli avversari. Questo centrocampo non ha una qualità elevata, ma è molto portato alla fase di contenimento.

L’attacco.

Kiyine, il trequartista, prende il posto del giocatore più importante del Chievo, lo squalificato Giaccherini: è un giovane marocchino con notevoli dote tecniche, le sue accelerazioni e le sue incursioni sono pericolose, il Napoli lo ha prenotato per la stagione prossima. Stepinski e Djordjevic sono le due punte. Il primo è il giocatore del Chievo più pericoloso: buono nella protezione della palla e nel duettare coi compagni è pungente dentro i 16 metri. Djordjevic, forte fisicamente e bravo di testa, spesso infortunato, sta trovando ora un po’ di spazio. L’alternativa al serbo potrebbe essere Meggiorini, veterano del Chievo: giocatore dai colpi importanti e improvvisi, può accendersi da un momento all’altro, per lui non esistono palle perse.

Come si comportano sulle palle inattive?

Su quelle a sfavore marcano ad uomo, a volte retrocedono anche i due attaccanti, difficilmente Sorrentino esce dai pali. Nelle situazioni analoghe, in fase offensiva, salgono a colpire i due difensori centrali. Djordjevic, Stepinski, Rigoni compongono la batteria di saltatori. Hetemaj va a caccia delle palle sporche, i corner sono calciati da Kiyine e da Jaronszynski. Per le punizioni dal limite, in assenza di Giaccherini, si alterneranno Kiyne, Leris e Jaronszynski.

In conclusione.

Il Genoa deve dare continuità ai risultati ottenuti sino ad ora. È una partita da prendere con le molle, la disperazione del Chievo sarà un’arma da non sottovalutare. Prandelli, allenatore esperto, avrà catechizzato i suoi uomini sui pericoli a cui si andrà incontro. Una vittoria imprimerebbe veramente una svolta a questo nostro campionato.


LE ULTIME DI FORMAZIONE

Chievo-Genoa, le probabili formazioni. Bessa dall’inizio, Di Carlo fa le prove di 4-4-2

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Mario Ponti
Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.