Al termine della sconfitta interna all’esordio in campionato contro la Fiorentina, Alberto Gilardino, tecnico del Genoa, ha parlato in conferenza stampa. “Dalle sconfitte bisogna imparare, credo sia determinante – esordisce Gilardino – Stasera credo che abbiamo toccato con mano cosa voglia dire la Serie A. Abbiamo affrontato una squadra forte, come avevo detto ieri, secondo me tra le prime 6/7 del campionato”.

Non è stato sicuramente un inizio positivo, andare sotto di due gol non è mai semplice, soprattutto contro squadre con giocatori di talento e qualità che creano superiorità numerica sugli esterni. Non è mai semplice. Devo dire, nello stesso tempo, bravi ai ragazzi perché hanno dato tutto. In questo momento abbiamo questo, ma sappiamo tutti che dobbiamo fare di più, io in primis, per cercare di trovare le soluzioni migliori a livello tattico e un’identità forte. Non è un alibi, non è semplice: alcuni ragazzi sono arrivati nelle ultime settimane e non li ho avuti disponibili e spero di averli più avanti. Da stasera si capisce che dobbiamo fare un altro tipo di campionato e che questa è la realtà”. 

Serata utile nonostante la sconfitta?

“Dalle sconfitte si possono creare gli spunti necessari per lavorare quotidianamente e per andare avanti. È normale che c’è il dispiacere per l’esordio, per la sconfitta, c’è il dispiacere per uno stadio pieno – e ringrazio anche da parte dei ragazzi tutti i tifosi. Volevamo fare un inizio migliore. Così non è stato, bisogna essere bravi a voltare pagina e tirare su la testa. Non c’è tempo e modo per arrendersi. Mai. Io conosco un’unica cosa, che è il lavoro, è già da martedì ripartiremo”. 

Da Firenze esaltavano la prestazione del loro centrocampo. È un po’ lì, a centrocampo, che la Fiorentina di Italiano ha vinto la partita? Avete fatto un po’ di fatica ad andare a prendere le misure in mezzo al campo

“Arthur, Mandragora, Bonaventura sono tutti giocatori che hanno qualità, velocità e tempi di gioco. Nel primo tempo ci siamo messi con un modulo tattico, nella ripresa siamo entrati con un altro, negli ultimi 20/25 minuti ci siamo messi uno due. Siamo alla ricerca di un’identità forte a livello tattico. Lì loro hanno fatto la differenza, anche sulle corsie laterali, e nonostante tutto devo dire un bravo ai miei ragazzi. Stasera hanno dato veramente tutto”.

Cosa ti ha deluso di più di questa partita, al netto delle assenze e delle difficoltà?

“A fine partita ho detto ai ragazzi negli spogliatoi che puoi andare sotto di uno o due gol, ma non bisogna essere remissivi, mai abbassare la testa, battagliare sempre in casa e fuori. Questo deve diventare il nostro DNA di squadra, dobbiamo lottare su ogni campo. Dobbiamo proporre e trovare soluzioni offensive, ma la prima cosa è quella”.

Cosa ti attendi da qui a fine mercato? Cosa serve a questa squadra?

“La società è alla finestra, anche in base alla partita di stasera ci confronteremo e vedremo cosa ci sarà da fare”. 

Ha sottolineato la prestazione di stasera e torno sulla difesa, dove solo Dragusin stava fisicamente al top. Un suo giudizio su Biraschi, che è anche al suo primo gol in rossoblu?

“Bani e Biraschi sono rientrati dopo due infortuni e si sono allenati con noi solo gli ultimi quattro giorni con noi per giocare stasera. Avevamo De Winter e Vasquez che è entrato dopo. Sì, la prova di Biraschi è stata positiva, come d’altronde tutti i ragazzi hanno dato tutto. Non posso rimproverare loro nulla in termini di impegno”. 

Lei ha giocato in alcune formazioni viola che giocavano la Champions. Può questa squadra immaginare un percorso che possa tornare ai livelli di quando ci giocava lei?

“Sì, assolutamente. Stasera ho visto una squadra molto brava, e si vede la mano dell’allenatore, nella ricerca degli spazi. Quando comunque hai giocatori capaci di trovare spazio, di ricercare le posizioni alle spalle dei centrocampisti, come Arthur o Bonaventura, e quando hai giocatori di qualità nell’uno contro uno sei una squadra che può ambire ai primi 6/7 posti”. 

In questo momento quali sono i punti fermi a livello tecnico in questa squadra?

“Parlo sempre di squadra, di singoli non mi piace parlare. La partecipazione da parte di tutti sia stata eccelsa per sacrificio. Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi. Stasera è stato un esordio difficile, fin dai primi minuti, e non bisogna fare drammi. Bisogna continuare a lavorare, essere lucidi, sapere cosa dobbiamo fare e dove vogliamo arrivare. Questo è importante e fondamentale. Deve entrare bene nella testa dei ragazzi. Da martedì bisogna cambiare registro. Analizzeremo tutto quello che va migliorato, tutto ciò che di più si può fare, ma anche qualcosina di positivo. Se vado a rivedere nella mia testa la partita, abbiamo avuto l’occasione del gol, quella di Gudmundsson alla fine e quella di Thorsby. Pur nel risultato giusto, bisogna trovare anche degli spunti”.

È stata la sua prima partita come allenatore di Serie A: ci racconta il suo percorso di avvicinamento?

“Sì, me la ricorderò bene (ride, ndr). Sono stato sereno, ho cercato di trasmettere consapevolezza e tranquillità alla squadra sapendo di incontrare una squadra forte. Siamo andati ad analizzarla nei minimi particolari. Ho cercato di viverla nel modo migliore, è stata una bella emozione. Peccato per il risultato. 


Genoa 1-4 Fiorentina, Grifone abbattuto dalla Viola. Di Biraschi il gol della bandiera