Il tecnico rossoblu Cesare Prandelli, intervenuto prima ai microfoni di Sky Sport, ha così commentato la sfida del Tardini.

Sulla partita:

“Anche oggi abbiamo avuto le nostre occasioni, ma in area di rigore ci è mancata la determinazione di fare gol. In questo momento stiamo mancando lì. A metà secondo tempo pensavamo anche di vincerla questa partita, avevamo un predominio e la possibilità di andare spesso al cross. Ci è mancata la cattiveria di andare in area di rigore. Ma Quando hai la partita in mano, devi avere maggiore cattiveria. Sconfitta immeritata, dobbiamo fare le nostre riflessioni”

Su quali riflessioni vadano fatte:

“Ad esempio, se vado al cross 16 volte, devo attaccare l’area con più giocatori. Se ci vanno in tre, faccio difficoltà a segnare”.

Sul prossimo ciclo di partite:

“Per me questa è stata una delle migliori prestazioni in trasferta, come equilibrio e come attitudine”.

Sulle motivazioni:

“Per me sono massime, non siamo affatto tranquilli. Non guardo i punti. Questa squadra deve avere il coraggio di fare le cose, senza paura. Avrei preferito prendere quattro contropiedi oggi, ma quando hai possesso del centrocampo devi andare in area di rigore con più giocatori”.

Sul Parma che ha trovato al Tardini:

“Volevamo togliere la profondità a due giocatori forti, ma eravamo troppo bassi. Mi aspettavo un Parma che palleggiasse un po’ di più, che cercasse più situazioni collettive, ma noi siamo stati bravi a chiudere tutte le ripartenze. Sappiamo anche dare un giudizio obiettivo alle gare e oggi, il Parma, non meritava di vincere”

Sul suo ritorno a Parma:

“Parma è una città che mi ha regalato momenti importanti, tecnici e umani. Mi ricordo quegli anni meravigliosi, soprattutto li ultimi 4/5 mesi dell’ultimo anno con una sinergia contagiosa tra la gente e noi, coi ragazzi che si sentivano protetti. E abbiamo fatto mesi straordinari”. 

“Stiamo lavorando per avere un’identità e un concetto nella fase di costruzione e conclusiva, con idee chiare e precise. A volte un tocco in più, un passaggio indietro ti fa sbagliare i tempi di gioco. Nel primo tempo eravamo quei venti metri troppo bassi, ma quando siamo ripartiti abbiamo creato due occasioni importanti. Nel secondo tempo ci siamo riadattati, siamo andati a pressare un po’ più alti, riuscendoci, ma ci manca ancora qualcosa. Questo è sicuro”.  

Sull’angolo che non c’era:

“L’angolo lo avevamo visto tutti che non c’era, fin sa subito, ma purtroppo capita anche questo. Dobbiamo accettarlo, come fatto altre volte. Siamo molto arrabbiati, siamo stati in gara dal primo all’ultimo minuto. Il nostro portiere non ha fatto una parata in una gara importante contro una squadra importante e pericolosa in ripartenza. Brucia perché perdi una partita per un angolo che non c’è”.

Dal VAR non torneremo mai indietro perché è strumento democratico, ma su certe situazioni bisogna avere molta capacità nel leggere certe immagini. Probabilmente si tornerà indietro quando ci sarà il tempo effettivo. Che spiegazioni ci hanno dato gli arbitri? Quando passano secondi, secondi, secondi, allora l’arbitro avrebbe il dovere di andare a rivedere”. 

Sulla terza partita senza gol del Genoa:

“Un problema di caratteristica dei giocatori? Diciamo che l’analisi approfondita la faremo domani e lunedì, ma le sensazioni che provi -a volte quelle giuste – è che devi attaccare l’area con più giocatori. Con Bessa, con Lazovic, con latri giocatori. Ce la ricordiamo la precedente punta? Ecco, dobbiamo redistribuire gli spazi in area con più uomini. Preferirei prendere un contropiede piuttosto che avere paura di andare in area di rigore”. 

A BREVE AUDIO CON PAROLE DI PRANDELLI DALLA SALA STAMPA DEL TARDINI


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