Intervenuto intorno all’una e mezza per presentare la sfida contro il Frosinone, il tecnico rossoblu Cesare Prandelli ha affrontato le varie tematiche relative alla sfida contro i ciociari, presentata ieri dal collega Baroni. Con una premessa doverosa nel ricordo di Davide Astori“Domani al 13′ minuto ci sarà una riflessione importante ed emozionante. Ricorderemo un giocatore e un uomo che ha dato tutto, soprattutto a me. Lo portammo in Nazionale, spesso lo incontravo a Firenze con sua moglie e la sua bambina. Ci manca sempre di più”.

Sulla prossima avversaria e sulla settimana di allenamenti:

“Abbiamo accettato con entusiasmo l’inaugurazione di Begato, un centro sportivo ristrutturato con campi perfetti, tante famiglie e tanti bambini. C’era grande entusiasmo. C’era grande voglia di stare vicino alla squadra. Ci siamo allenati bene, con la giusta preoccupazione e paura perché domani sarà una gara dove dovremo avere la massima attenzione. Il Frosinone è squadra viva, ci farà soffrire avendo capacità di ribaltare le azioni, giocando e non solo in contropiede. Mi auguro di trovare uno stadio carico a mille. Abbiamo bisogno di un grande supporto”.

Su una eventuale vittoria che potrebbe togliere il Genoa definitivamente dalla lotta salvezza:

“Come tutti gli scontri diretti sono determinanti i tre punti. Ma ci sono tante insidie e situazioni che non sono affatto scontate. Loro stessi avranno in testa la volontà di portare a casa tre punti, come accaduto quindici giorni fa contro la Sampdoria. Siamo consapevoli delle difficoltà, ma ci serve una sana preoccupazione. Dovremo avere coraggio di scalare in avanti e attaccare la profondità con più giocatori. Perché il Frosinone va meglio fuori che in casa? Non lo so, ho già i miei problemi e non posso pensare a quelli di altri. In trasferta esprimono un gioco molto più arioso, veloce, chiudendo gli spazi e creando problemi a tutte le squadre”.

Su cosa ha lasciato nello spogliatoio la partita di Verona:

“Le partite tante volte le prepari in un modo, poi durante la gara ci sono molti falli, il ritmo di gara non è fluido e l’intensità viene meno. Erano due squadre molto preoccupate per tanti motivi. Quello che è mancato è stata la condizione, in ripartenza in superiorità numerica, di chiudere le azioni con determinazione. Ciò che non dovrà succedere domani”.

Sulla continuità di risultati e la sicurezza che dà:

“Stiamo ragionando su una compattezza difensiva, non solo coi 4 difensori ma anche col centrocampo. Sono segreti di Pulcinella: quando una squadra è corta e compatta, puoi redistribuire le forze in ogni momento della gara. Quando non chiudi bene, sei aperto e gli spazi sono ampi, ogni squadra è attaccabile. Stiamo cercando di essere ordinati per subire meno, ma il calcio è talmente imprevedibile e straordinario nel capovolgere tutte le situazione che dobbiamo essere pronti anche sulle palle inattive, spesso determinanti. Ho una preoccupazione e una paura sane, e ugualmente sono molto ottimista. Sono certo di trovare uno stadio che vorrà stare vicino alla squadra. Prima di tutto, però, saremo noi a dovere essere generosi nei loro confronti”.

Sulle ultime cinque partite e la sensazione che la squadra faccia meno fatica a trovare la via del gol, addirittura più che quando c’era Piatek: 

“Le partite sono troppo poche per dare un giudizio. Mi piace una squadra che mentalmente abbia la predisposizione ad attaccare con più giocatori, che ti dà l’opportunità di dare meno riferimenti. Trovare i tempi giusti per attaccare la profondità è quello su cui stiamo lavorando. Per me coraggio significa che in area di rigore vanno più giocatori”.

Su Sturaro e la sua eventuale convocazione:

“Tutti i test che sta superando sono positivi, partita dopo partita capiremo quando avrà ritrovato la condizione giusta per essere aggregato nuovamente al gruppo”. 

Sulla posizione di Bessa da mezzala vista giovedì, su quella di Lazovic propositivo nell’accentrarsi e la possibilità di rivederli così anche domani contro il Frosinone:

Amo le partite del giovedì perché danno segnali forti alla gente, che vogliamo avvicinare alla squadra con entusiasmo, e perché, anche se le categorie sono molto inferiori, le situazioni di gioco sono simili. La voglia di provare certe cose e farle con la giusta convinzione ci fa provare un tema tattico diverso ogni partita del giovedì”.

Su Sanabria e i progressi nel suo inserimento tattico in squadra:

“Settimana scorsa ha avuto un piccolo problemino che non gli ha permesso di fare due allenamenti importanti. Arriva alla partita con qualche problema, ma ha grandi motivazioni, è un giocatore con doti straordinarie e molto solare. Sa trovare la posizione giusta per far giocare bene la squadra. Piuttosto dobbiamo rivedere un po’ i movimenti di chi gli gira intorn e già da domani mi auguro di vedere i movimenti giusti nella fase offensiva”.

Sulla partita di Rovella di giovedì, in campo per mezz’ora, e sull’inserimento di giovani nella prima squadra:

Mi piace confrontarmi e parlare con Carlo (Sabatini, ndr) e Sbravati, che stanno facendo un lavoro importante. Per noi diventa quasi indispensabile capire i giocatori che possono avere delle prospettive e mi piace metterli con noi per capire l’aspetto caratteriale e temperamentale. Serve anche a premiare un settore che sta lavorando molto bene , nell’ottica di una società che vuole investire nel futuro”.

Su Kouame e la sua posizione “inedita”:

“Mi fa sorridere questa cosa. Non è lontano dalla porta: questo è un falso problema questo. Quando trova i tempi giusti riesce ad attaccare la porta senza dare punti di riferimento. Dobbiamo trovare i movimenti giusti e tutto dipende se siamo compatti e corti. Lui ha corsa e qualità e, alla fine, è considerata una punta. Quando è lontano dall’area di rigore vuol dire comunque che qualcosa non va”.

Sugli indisponibili:

“Veloso ha avuto l’influenza e ha la febbre alta da due giorni. Si aggiunge agli infortunati della scorsa settimana, per i quali vale lo stesso discorso di Sturaro. Dare tempi di recupero è sempre un problema”.


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