La 21esima giornata va in archivio con le stesse lacune delle giornate precedenti, tra decisioni “bloccate” dai direttori di gara e speculazioni un po’ fantasiose su falli da rosso che avrebbero potuto essere da giallo per un ginocchio leggermente flesso (Mattiello su Cassata in Bologna-Frosinone). Restano grossi dubbi sulle conduzioni di alcuni fischietti, come il padovano Chiffi che il Genoa imparò a conoscere bene in quel di Benevento, ed è ormai palese che l’IFAB debba prendere posizione su determinate regole e interpretazioni, altrimenti il VAR scatenerà di qui a fine stagione maggiore polemiche che una banalissima moviola a freddo. Ma andiamo a vedere gli episodi di questo turno (Empoli-Genoa non viene trattata perché impeccabile è stata la conduzione di La Penna al “Castellani”).

CHIEVO-FIORENTINA – Il disastro servito dall’arbitro Chiffi e dal VAR Serra viene servito caldo, all’ora di pranzo di domenica, quando alla decisione di annullare la rete del pareggio clivense con Giaccherini per un tallone sulla linea dell’area di rigore da parte di Pellissier al momento del rilancio dal fondo di Lafont, seguirà al 25esimo il mancato calcio di rigore a favore dei gialloblu per una spinta su Pellissier da parte di Pezzella (giornata no per il capitano viola che perde il duello aereo con Stepinski e Djordjevic su 2 dei 3 gol del Chievo, ndr). Il rigore è netto, così come annullare la rete del Chievo, per regolamento, risulterà pignolo ma corretto. Non si comprende come il VAR Serra non sia intervenuto per suggerire al fischietto padovano di rivedere la dinamica del contrasto, tanto più che Chiffi si trova lontanissimo dall’azione al momento del contatto , un’aggravante che avrebbe potuto indurre al chiaro ed evidente errore. Giuste invece le assegnazioni dei successivi due rigori a favore dei gialloblu, nel secondo tempo, e il rosso diretto comminato a Benassi per un fallo di mano volontario a pochi passi dalla linea di porta.

SASSUOLO-CAGLIARI – Srna tocca Djuricic in area a fine primo tempo in quello che è un contatto tra scarpini con caduta particolarmente accentuata da parte del calciatore neoverde. A velocità di gioco Irrati non assegna calcio di rigore, in quello che ritiene essere un episodio valutato bene (Irrati è posizionato a una decina di metri, frontale rispetto alla zona dell’episodio e con la Visuale totalmente sgombra per valutare da sé l’episodio). Lo richiama però Fabbri, seduto al VAR, e lo porta al mini schermo. Un mini schermo dal quale Irrati si allontanerà con una decisione differente: calcio di rigore (poi realizzato da Babacar con polemiche finali tra il battitore e Berardi). Il contatto c’è e lo chiariscono anche le immagini, tuttavia è l’ennesima revisione che “un giorno concedi a me, l’altro no”. L’evidenza dell’errore non sembrava esserci. In molti hanno parlato di episodio più da moviola che da VAR.

SAMPDORIA-UDINESE – Il doppio rigore assegnato alla Sampdoria al “Ferraris” nella sfida di sabato pomeriggio è stato in qualche modo criticato da una parte degli opinionisti calcistici, ma in realtà ben poco c’è da eccepire sulle decisioni di Massa. Se non altro perché vanno considerati due aspetti. In primis, Behrami, prima del rigore procurato su Defrel, tutto aveva fatto tranne che ben disporre l’arbitro con alcuni interventi al limite e non sanzionati. In secondo luogo, il fallo di mano di D’Alessandro a inizio ripresa rientra in quel novero di casi che, nelle ultime giornate, hanno quasi sempre procurato l’assegnazione del calcio di rigore. Le decisioni di Massa, peraltro, sono state prese entrambe a velocità di gioco perché il fischietto imperiese era sempre ben posizionato per giudicarle (la prima, a dire il vero, con qualche secondo di tentennamento visto che Defrel cadrà molto più avanti di dove si materializza il contatto con Behrami, ndr). In entrami i casi il VAR (Pasqua) non è intervenuto per sovvertirle. Da segnalare, invece, come Madrangora sia stato graziato dall’arbitro, che anziché estrarre il cartellino rosso per l’intervento su Bereszynski ha preferito sanzionarlo col solo giallo. Ci sono precedenti analoghi, specialmente con Pjanic graziato in un paio di occasioni, così come situazioni che hanno visto modificare la decisione arbitrale da giallo a rosso.

Foto tratta dal blog di Luca Marelli

MILAN-NAPOLI – La conduzione di gara è stata quasi sempre impeccabile da parte di Doveri, eccezion fatta per il secondo giallo rifilato a Fabian Ruiz a fine secondo tempo per un presunto tocco di mano su lancio di Musacchio a centrocampo. Giusto sottolineare subito come il VAR non potesse intervenire su una seconda ammonizione, neppure se – e le immagini parlano chiaro – il tocco di mano non ci fosse stato affatto. Fabian Ruiz, infatti, stoppa il pallone con la pancia e inganna l’arbitro per la posizione delle braccia che tendono a convergere verso la zona dove impatta il pallone. Ma il tocco non c’è mai e con esso l’ammonizione. Inutile quindi mettere in croce il VAR Giacomelli, che ieri sera, a distanza di 3/4 giorni, ha condotto senza particolari patemi e nervosismi il quarto di finale di Coppa Italia che ha visto vincere i padroni di casa del Milan.

ATALANTA-ROMA – Il solo episodio sul banco degli imputati è quello che inquadra Calvarese, direttore di gara, ammonire per simulazione Ilicic sul contatto con Kolarov in area di rigore. L’episodio, una volta rivisto, rappresenta un chiaro ed evidente errore perché la sanzione disciplinare, per quanto la caduta di Ilicic possa ingannare, non è corretta. Ilicic riceve il contatto con la coscia di Kolarov e dunque non è simulazione, bensì calcio di rigore per gli orobici (dagli undici metri sbaglierà Zapata). Nell’ambito di una conduzione senza errori, un episodio che si pone tra i più rivedibili di questa 21° giornata.


Giro d’Italia