Gorin, Sartori, Giovannelli, Genzano, Roselli. L’ordine è quello dei marcatori nel derby vinto per 3-2 dalla Sampdoria il 16 marzo 1980. Le due genovesi sono in Serie B, è il primo anno di presidenza Mantovani per la Sampdoria. Il Genoa chiuderà al nono posto guidato in panchina da Giovanni “Gianni” Di Marzio, prima calciatore che allenatore e dirigente. Fra campionato e coppe, oltre a due derby disputati (uno pareggiato, l’altro perso), metterà assieme 42 panchine in rossoblu (13 vittorie, 17 pareggi, 12 sconfitte). Lo abbiamo contattato per farci raccontare cosa sia il Derby di Genova vissuto dalla panchina.

Che derby sarà?

“Sarà un derby, uno dei pochi, in cui entrambe le squadre avranno necessità di vincere arrivando da tre sconfitte consecutive. La Sampdoria sta giocando un buon calcio, e purtroppo devo dire che il Genoa, da quando è andato via Ballardini, ha Piatek che non fa più gol, una squadra che non vince ed è in difficoltà di gioco. La Sampdoria, al contrario, è più in difficoltà di risultato, ma sino a qualche settimana fa aveva la migliore difesa del campionato assieme all’Inter e mostrava un bel calcio. Mi auguro che sia un bel derby e non posso dire che vinca il migliore: oggi anche un pari potrebbe andare bene ad entrambe. Il Genoa ha molto più da perdere che non la Sampdoria”.

Come si prepara questo derby?

“Ci sono passato da questo derby molto sentito e passionale, dove le due curve cercano di esaltare le squadre come più possono. Derby ne ho fatti tanti: Catanzaro-Cosenza è un derby che si gioca alla morte. Ma anche Catania-Palermo, Napoli-Roma, Juve Stabia-Nocerina con tifoserie impazzite. Quello di Genova ti affascina e va al di sopra di tutti. Si parla di un derby della tifoseria, bello da vedere e da vivere. Dà emozioni che nessun’altra partita dà”.

Juric, dovendo giocare con Giampaolo che ha sempre giocato con lo stesso modulo, potrebbe essere leggermente favorito?

“Fino a questo momento Juric non è stato molto fortunato, questa è la verità. I giocatori ci sono, come tasso tecnico hanno una loro statura tecnica e d’esperienza. E ci sono giovani attaccanti molto interessanti come Piatek e Kouamè. Dall’altra parte c’è un Quagliarella che con un tiro improvviso e la sua fantasia classica partenopea può decidere la partita. Juric può preparare qualcosa di differente, ma soprattutto bisognerà cercare di non prendere gol. Perché il derby esalta chi segna e si cominciano a stringere le linee. Ma giocando in verticale e in profondità può essere che Juric possa mettere in difficoltà Giampaolo”.



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