Ricca di tematiche, corroborata dalla necessità di confermare il buon punto conquistato a Torino contro la Juventus, la prima gara casalinga dal ritorno di Ivan Juric non sarà semplice contro una Udinese in cerca di punti e a secco da quattro giornate. Alle ore 14,30 è intervenuto proprio il tecnico rossoblu dalla sala stampa di Villa Rostan. Ecco i concetti espressi da Ivan Juric.

Che gara vedremo contro l’Udinese. Più importante e difficile di quella dello Stadium?

“Contro la Juventus è sempre difficile. Domani sarà una gara diversa rispetto a Torino: devi fare bene ciò che che devi fare. Loro fuori casa hanno grande forza fisica, soprattutto in ripartenza. Sarà difficilissimo affrontarli. Faremo noi la partita? Vedremo. Vorrei più che altro una grande partita”.

La sua analisi sull’amichevole di mercoledì contro l’Entella?

“Sono rimasto contento, i tredici che sinora non hanno giocato mai e che mercoledì hanno giocato stanno alzando il livello fisico. Per un’ora hanno fatto bene, poi siamo rimasti in dieci. Mi sono piaciuti: cominciano a fare le cose che mi piacciono. Mi hanno dato un buon segnale: posso contare su di loro”.

Passa da Sandro e dalla sua crescita, quella di uomo davanti alla difesa, la crescita complessiva della squadra?

“Lui da tanto tempo non ha il ritmo partita. A Torino ha giocato meglio il secondo tempo del primo. Altri giocatori però sono ancora da alzare a livello fisico e aumentare per qualità. Davanti alla difesa, per come giochiamo adesso, è un ruolo importantissimo: Sandro sa che sta migliorando e che deve crescere ancora tanto”.

Che Udinese troverà?

“Mi sembra una squadra ben allenata, che ha avuto un calendario difficilissimo – quello che ora attenderà un po’ noi – e che però non ha mai demeritato, pur avendo subito sconfitte. Ora ha cambiato modo di giocare l’ultima gara e vedremo domani come si presenteranno: il calcio italiano non è come quello spagnolo, ma Velázquez sta facendo molto bene”.

Quanto ha pesato in termini di morale la prestazione di Torino?

“Era importante per la fiducia, per l’essere rimasti in campo per novanta minuti senza scomporti, sfruttando tutto ciò che ci si è offerto. Ai ragazzi ha fatto piacere questo punto, e soprattutto il modo in cui l’hanno ottenuto. Domani il mio ritorno al Ferraris? Non penso al mio ritorno al Ferraris. Ho messo da parte tutte le cose che non siano la squadra adesso. Il resto conta poco per me”.

La gara di Torino ha dato l’impressione che sulle fasce si debba ancora migliorare.

“A Torino, sia Lazovic che Pereira avevano davanti giocatori di qualità incredibile: a vederli da vicino ci si rende conto della loro qualità e forza. Potevano attaccare di più e non l’hanno fatto, ma era comunque difficile. Mi è piaciuto molto come hanno interpretato la gara a livello tattico, come hanno chiuso le azioni e fatto le diagonali. Pereira è giovane e ha un grande futuro, Lazovic deve fare ancora l’ultimo salto di qualità”. 

Possibile dare ancora fiducia a Romero?

“Finché si allena così e gioca così avrà la mia fiducia. Consapevole che sia un ragazzo giovane, che ha fatto cose belle ed altre ingenue. I giovani devi farli giocare, come era per Pellegri, altrimenti parli sempre dei talenti ma non li fai giocare e crescere. È l’unico modo per crescere farli giocare, anche se faranno degli errori”.

Veloso come sta?

“Sta crescendo, ma normale che non avendo fatto la preparazione deve recuperare. Insieme, in coppia con Sandro, potrà giocare più avanti forse, per adesso lo vedo solo al posto di Sandro come play. Comincia a stare meglio”.

Romulo come lo vedi?

“Interpreta facilmente più ruoli perché le idee tattiche le assimila bene. Per me può fare sia la mezzala che l’uomo di fascia”.

Assenti domani?

“Spolli, Favilli, Marchetti. Lapadula penso che oggi ci sarà, con grande volontà. Il resto è a posto”.

DI SEGUITO L’AUDIO CON LE PAROLE DI IVAN JURIC


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