Ritorna il campionato in casa Genoa con la sfida interna contro il Bologna di mister Pippo Inzaghi, tornato in Serie A dopo l’esperienza sulla panchina del Milan nella stagione 2013/2014. Il Grifone non vince col Bologna, al Ferraris, dal 2013: proverà a ritrovare il successo in quella che sarà la 50esima sfida tra Serie A e Serie B contro i felsinei, unica squadra assieme al Frosinone a non aver ancora segnato. Si tratterà anche del primo scontro diretto fra i due tecnici. Arbitro della sfida sarà Banti di Livorno.


LE FORMAZIONI UFFICIALI

Genoa-Bologna, le formazioni ufficiali


NOTIZIARIO

Sono 26 i gradi che fanno da cornice alla sfida di questo pomeriggio. Molta umidità, cielo nuvoloso ma senza accennare a piovere. Si prepara una coreografia nei Distinti, mentre compaiono diversi striscioni inediti (“Salviamo i dipendenti del gruppo Qui, non lasciateci soli” oppure “Giustizia per lo Scudetto 24/25“). In tribuna Oscar Damiani, Maifredi, Gilardino, Pernat, Bortolazzi, Di VaioAdailton e il procuratore capo Cozzi, che segue le indagini relative al crollo di Ponte Morandi. Con loro, nella zona centrale, il presidente Preziosi e tutta la dirigenza rossoblu al gran completo.Terreno di gioco in condizioni ottimali, spalti con una buona cornice di pubblico rossoblu. Un Grifone a presidiare dalla maglia a quarti rossi e blu a presidiare e difendere la Lanterna di Genova: questa la coreografia del settore Distinti. Sono 16951 gli accessi al Ferraris in termini di abbonati.


PRIMO TEMPO

Le squadre stanno per fare il loro ingresso in campo: sono le 14:56. “Invecchia solo chi smette di sognare, tanti auguri Grifone” lo striscione esposto dalla Gradinata Nord, che già aveva dato prova nel festeggiare i 125 anni anni la sera del 7 settembre scorso. Il Genoa toccherà da sinistra verso destra. Il Bologna schiera De Maio a sinistra, Gonzalez a destra. Per il Genoa un 3-4-1-2 con Bessa alle spalle di Pandev e Piatek. 

Al primo minuto ammonito Destro per un fallo da dietro su Bessa. La formazione rossoblu allenata da mister Ballardini si schiera con Mazzitelli e Hiljemark centrali di centrocampo, Romulo a destra e Criscito a sinistra. Gunter è il centrale di sinistra.

Meglio il Bologna, pur nella confusione di questi primi cinque minuti. Bessa gioca su Pulgar in marcatura. Di Mazzitelli e Hiljemark la competenza sulle due mezze ali felsinee Poli e Dzemaili. Al minuto 7′ primo corner per il Genoa: chiusura di De Maio su Piatek dopo l’ottimo suggerimento di Pandev. Dalla battuta non scaturisce nessun pericolo: allontanerà Destro.

Fina ad ora si vede anche il lavoro di Mazzitelli che spesso si defila sugli esterni per andare a coprire su Dijks, in questi primi dieci minuti di gioco uno dei più ispirati della formazione allenata da mister Inzaghi. Spesso in fase offensiva gioca quasi sulla stessa linea di Okwonkwo e Destro, arretrando molto in fase difensiva.

Al quarto d’ora buona incursione sulla destra di Pandev che serve a centro area Piatek, che cerca di liberarsi per il tiro ma viene bloccato dalla difesa felsinea. Un minuto dopo Dijks, dacentrocampista aggiunto, strappa un pallone sanguinoso a Mazzitelli e lancia nello spazio Okwonkwo, che in velocità supera Spolli, che di mestiere lo sbilancia con un leggero tocco dell’anca. L’attaccante nigeriano va a terra con troppa facilità e Banti non concede rigore né prima né dopo la revisione al VAR.

Al 17′ ci prova di testa Piatek su cross di Romulo: stacca piano in alto di tutti il centravanti polacco ma il pallone va sul fondo. Ballardini nel frattempo ha scambiato Bessa con Hiljemark e ridisegnato la squadra secondo un 3-5-2 in fase difensiva, con Mazzitelli che farà da schermo davanti alla difesa, Bessa e Romulo mezze ali. Hiljemark a fare il centrocampista box to box, difendendo e attaccando. Al 19′ secondo corner senza pericoli per Skorupski da parte del Genoa.

Al 24esimo ripartenza del Bologna dopo che Gonzalez, con un fallo sulla caviglia destra di Pandev, aveva dato a Banti solamente l’impressione che il pallone fosse stato toccato senza nessun incrocio o contatto fra le gambe. Impressione sbagliata perché il fallo c’era e sarebbe stata punizione dai 35 metri per il Genoa con giallo per il difensore costaricense. Invece sarebbe stata innescata una ripartenza pericolosa, con Marchetti decisivo in uscita su Okwonkwo.

Al 29′ punizione dalla trequarti per il Grifone: pallone scodellato in area ma senza risultati. Alla mezz’ora manca il giallo per Dijks che volontariamente si allunga il pallone con la mano sinistra ai danni di Romulo, che era in sua marcatura.

Al minuto 32′ Genoa vicino al gol con Gunter, chiuso di testa da Gonzalez. Sarà il terzo angolo della partita guadagnato dal Genoa, questa volta su sviluppi da calcio piazzato.

Al 36′ Ballardini rimescola ancora il centrocampo abbassando Bessa, adesso centrale di centrocampo affiancato da Mazzitelli e Hiljemark. Al 38′ ammonito anche Dijks per un fa che divenllo da dietro su Piatek, poco prima graziato per un tocco di mano. Per il Genoa sarà un’altra chance da calcio di punizione. Sugli sviluppi dell’azione arriverà un tiro dal limite dell’area da parte di Hiljemark che finirà tra le braccia di Skorupski.

Al 40esimo primo angolo per il Bologna. Sul ribaltamento di fronte Piatek impegna Skorupski dopo essere stato lanciato – prima del centrocampo e quindi non in fuorigioco – da Mazzitelli. Partita che scorre verso il duplice fischio di fine primo tempo. Al 44′ ci proverà  di testa Destro dal dischetto del rigore, servito da Pulgar su calcio piazzato: pallone alto sulla traversa. Ci sarà un minuto di recupero durante il quale maturerà solamente un cross dalla destra di Mazzitelli all’indirizzo di Piatek, anticipato da Gonzalez. Sarà l’azione che decreterà la fine del primo tempo.


SECONDO TEMPO

Si riparte senza cambi né per il Genoa né per il Bologna. I rossoblu di mister Ballardini attaccheranno sotto la Nord. Al 46′ subito provvidenziale Romulo nel contrastare all’interno dell’area un tiro di Dijks che si sarebbe diretto in porta.

Non parte su ritmi elevatissimi questa seconda frazione: lo spartito segue esattamente quello del primo tempo, con due schieramenti bloccati e poche idee. Ci prova dalla distanza Mattiello al 49esimo ma senza creare apprensioni a Marchetti. Prima c’era un contatto Gunter-Pulgar che poteva procurare punizione a favore del Bologna. Per Banti non c’è nulla.

Al 55′ Lazovic sveste la pettorina ed è pronto a fare il suo ingresso in campo al posto di Hiljemark. Nel frattempo, il Genoa può sfruttare un calcio piazzato da cui si innesca l’immediato contropiede felsineo stoppato da un’ottima diagonale di Biraschi su Okwonkwo, che si ripeterà due minuti più tardi rimediando a un errore maldestro in appoggio di Romulo, che diventa per qualche minuto il mediano – come accaduto con l’Empoli – dopo l’uscita di Hiljemark e l’ingresso di Lazovic, collocatosi sulla destra. Presto in quella posizione si ritroverà Bessa, in particolare dopo l’ingresso di Kouamè. Ballardini, non soddisfatto dai troppi errori, è pronto ad inserirlo al 60′ di gioco al posto di Pandev.

La gara prosegue senza particolari sussulti, eccezion fatta per il giallo sventolato a Gonzalez per un’entrata da dietro ai danni di Pandev poco prima dell’uscita. L’ingresso di Lazovic ha permesso al Genoa di sfruttare maggiormente la corsia di destra e fare girare maggiormente il pallone gioco dalle retrovie.

Al 64′ primo giallo per un calciatore del Genoa: si tratta di Bessa. Lo stesso Bessa è il primo ad orchestrare la ripartenza che al 66′ farà guadagnare il quinto calcio d’angolo per il Genoa, conquistato da Lazovic su un tentativo di cross. Nello stesso minuto, prima sostituzione per Inzaghi: fuori Poli, dentro Svanberg (centrocampista classe ’99 che proviene dal Malmö, ndr).

Al 68′ arriva la marcatura che sblocca il risultato e, neppure farlo apposta, recita il nome di Piatek. Servito da Criscito, il centravanti polacco si libera sul destro e conclude alle spalle di Skorupski. Quarto gol in campionato per il centravanti del Genoa. Terzo assist di Mimmo Criscito. Inzaghi corre ai ripari inserendo Orsolini e togliendo un difneosire già ammonito (Gonzalez).

Al 73esimo Marchetti respinge a centro area un potente sinistro su punizione, dal vertice basso dell’area di rigore, e il conseguente tentativo di Svanberg finisce sulla schiena di un compagno prima di terminare in angolo.

Al 77′ è il Bologna ad insistere su angolo e si rende pericolosissimo prima con un colpo di testa, poi con un tiro di Orsolini che passa poco sopra la traversa. Inzaghi inserisce Santander al posto di Destro. Ballardini risponde con Pedro Pereira al posto di Mazzitelli. Lazovic gli cede la posizione e si sposta più internamente, ma nella zona di sinistra, inventandosi di fatto come mezzala.

Mancano dieci minuti alla fine della gara. All’81esimo di gioco, Spolli riceve una sbracciata gratuita da parte di Santander in un contrasto e rimane a terra, rialzandosi dopo un giro di lancette. Episodio al limite: l’attaccante paraguaiano ha rischiato una possibile revisione al VAR.

All’88esimo Lazovic recupera un pallone a centrocampo e poi cerca l’azione personale, vedendola spegnere di un metro sul fondo rispetto al palo difeso da Skorupski. Nel frattempo, l’assistente di linea Vivenzi si è infortunato alla caviglia destra davanti alla panchina del Bologna. Il gioco è fermo ma si recupererà. Il guardalinee non viene portato fuori in barella: sarà il quarto uomo a terminare la gara con la bandierina in mano. A fine gara esplode anche il nervosismo: Pulgar viene espulso per un’entrata ai danni di Romulo. Marchetti e Skorupski ammoniti.

Termina così, sull’uno a zero a favore del Genoa, la scorbutica sfida contro il Bologna, che resta ancora a secco di gol. Gara per larghi tratti in equilibrio, con Ballardini che ha passato in rassegna quasi tutto il materiale a centrocampo e Inzaghi che, analogamente, lo ha fatto coi giocatori del suo reparto d’attacco. Partita decisa dai cambi nel secondo tempo da Lazovic e dagli ingressi di Kouamè, andato a prendersi più di un pallone in avanti, e Pereira, che ha assicurato maggiore copertura per difendere il risultato. E poi c’è l’asse Piatek-Criscito, che in casa ha già assicurato due marcature. Piatek, assieme al “cugino” Defrel, capocannonieri di questa Serie A.