Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti (LND) e vice presidente vicario (dal 2017, ndr) della FIGC, era presente questo pomeriggio presso l’Ordine degli Avvocati di Genova per presenziare ala chiusura del corso incentrato su “Diritto Sportivo e Penale dello Sport. Giustizia Sportiva: prospettive di riforma”. Sibilia, peraltro, ha ricevuto la delega dalla Federazione per occuparsi della tematica sulla riforma della giustizia sportiva e oggi, a margine dell’evento, si è concesso ai nostri microfoni per alcune battute che riguardano da vicino l’ambito della giustizia, della violenza e della vicenda dell’arbitro Gavillucci.

Di che cosa ha bisogno la giustizia sportiva visto che lei ha la delega in Federazione?

“Ho la delega perché c’è stata una difficoltà enorme all’inizio dell’ultima stagione calcistica, quella del 2018/2019. Noi siamo stati fino ad ottobre senza sapere quale formazione partecipasse alla Serie B e quale alla Serie C. Quindi c’è una necessità di un profondo cambiamento della giustizia sportiva: ecco perché noi, insieme al Presidente Gravina, abbiamo discusso molto su questo punto. Il Presidente ha voluto affidarmi la responsabilità della politica della giustizia sportiva. Deve essere più celere, deve essere una giustizia sportiva che dà la possibilità prima dell’inizio dei campionati di poter dare le società e le squadre partecipanti ai rispettivi campionati, cosa che non è successa fino ad ora”.

La giustizia sportiva deve essere più veloce: si arriverà ad un giudizio unico?

“Non ho avuto la possibilità di completare il pensiero prima, ma devo dire che oltre ad essere celere la giustizia, deve essere una giustizia che ci mette nelle condizioni di avere certezza nel modo più rapido possibile. Io sono per un rafforzamento della giustizia endo federale, poi il collegio di garanzia del CONI deve dare solo un giudizio di legittimità. Quindi significa che nell’ambito federale tutti noi dobbiamo essere convinti che tutto si può fare con una riforma. Una riforma chiara, vera, che porti i risultati a cui facevo riferimento: chi si rivolge alla giustizia sportiva deve avere la certezza che in breve tempo potrà avere una risposta, sia essa negativa che positiva.

C’è anche un’altra questione da approfondire: dopo il primo e il secondo grado, c’è la giustizia del collegio di garanzia del CONI, poi c’è il TAR, c’è il Consiglio di Stato. Insomma, questa è una riforma che ha portato novità: per esempio, a marzo, ci sono provvedimenti che riguardano le società che secondo loro in modo non corretto non sono state iscritte ai campionati, perché i campionati, e soprattutto quello di Serie B, è stato portato da 22 a 19 squadre, ora è stato riportato a venti. Mi riferisco quindi alla Ternana e alle altre squadre. Noi dobbiamo evitare che anche la Federazione possa essere oggetto di richieste di risarcimento danni”.

Sulla vicenda Gavillucci 

“Gavillucci ha avuto la sospensiva della sentenza di secondo grado della Corte d’appello federale e quindi si aspetta l’udienza del merito. È un’altra questione della  quale si stanno interessando i mass media, però quante situazioni riguardano anche il nostro mondo, il mondo del calcio di base, del calcio dilettantistico. Proprio questo è quello che noi dobbiamo cercare di portare avanti, cercando di dare delle risposte che possano dare un risultato in termini temporali.”

Come si contrasta la violenza in ambito dilettantistico? 

“Si contrasta così come noi stiamo facendo con la Lega Dilettanti. Noi disputiamo come Lega Dilettanti circa 600mila partite all’anno, ma ci sono ancora delle sacche di resistenza: si registrano 300/400 episodi di violenza, su 600mila gare. Noi dobbiamo azzerarla completamente. Come si fa? Sensibilizzando le rispettive situazioni calcisitiche sul territorio, i dirigenti di società, i capitani, gli allenatori. Insomma tutto il nostro mondo che deve collaborare. Noi crediamo di svolgere un ruolo, oltre che in ambito sportivo e calcisitico, anche dal punto di vista sociale. Noi siamo coloro i quali rappresentano un migliaio di società nel nostro paese, oltre un milione di tesserati. Questa è l’opera che noi svolgiamo, anche dal punto di vista sociale io sono qui a Genova così come sono stato in Sicilia e nelle altre regioni. Cerco in tutti i modi, con l’impegno e con la presenza sul territorio, di portare dei risultati. La Lega Dilettanti, che compie sessant’anni proprio quest’anno, ho cercato di portarla sul territorio, di avvicinarla al territorio e credo che i risultati importanti stiano avvenendo.”

Perché Lega e FIGC non riescono a fare tutte le cose che si aspettano le persone? 

“Noi dobbiamo riflettere su queste situazioni che sono obiettivamente attuali. Noi partiamo da un presupposto essenziale: quello dall’eliminazione dai Mondiali. Ripartendo dal momento difficile di Milano, abbiamo poi avuto per 7/8 mesi un commissariamento da parte del CONI. Stiamo lentamente ripartendo perché noi pensiamo che la Federcalcio all’interno – e non ha bisogno di fattori esterni – abbia gli anticorpi per superare un momento difficile. Come riportare l’Italia ad essere protagonista in campo internazionale? Ripartendo dal calcio di base, dai giovani, dal settore giovanile, quello che ci ha consentito di vincere i Mondiali, di raggiungere grandi obiettivi.

Quando si parla di stadi e si parla anche di questioni di impiantistica, non può essere solo il mondo del calcio ad essere additato come responsabile di questa non realizzazione, ma c’è un problema che riguarda l’intero paese. Un problema che riguarda la legge sugli stadi, quello che si doveva fare tanto tempo fa e poi si è arenata. Ci vuole la collaborazione. Auspico, sono a Genova e lo dico: attraverso il nostro comitato regionale della Federcalcio noi stiamo avendo un continuo contatto, un rapporto continuo con le istituzioni locali, mi riferisco a Comune e Regione, e il Presidente regionale del comitato Liguria mi informa che anche su questo potremmo avere dei risultati positivi. Noi ce la mettiamo tutta come Lega Dilettanti, ovviamente questo impegno deve essere un impegno che deve essere portato avanti da tutti coloro i quali sono parte integrante e sostanziale della nostra Federazione calcio”.


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