Troppo forte il Diavolo rossonero per questo povero Grifone sempre più alla deriva e che continua a perdere elementi per problemi fisici: Rovella e Sturaro si sono aggiunti alla già lunga lista di infortunati. Il Milan ha messo in evidenza tutti i limiti dell’ attuale Genoa che oggi, in una situazione di assoluta emergenza, fa visita alla Juventus. La squadra bianconera ha finora deluso sia dal punto di vista del gioco sia dal punto di vista dei risultati, la sua rosa è formata da ottimi giocatori che ancora non sono riusciti ad avere una continuità di rendimento.

Uno sguardo d’insieme sulla Juve avversaria di oggi.

L’allenatore è il rientrante Allegri che, dopo un anno sabbatico, siede nuovamente sulla panchina bianconera. Mister intelligente, arguto, istrionico, non è un amante del possesso palla e il risultato è il suo unico obiettivo. In questa stagione i bianconeri hanno giocato con vari moduli lasciando però quasi sempre la difesa a 4. Nella partita di stasera la Juventus scenderà in campo con il 4-2-3-1. La Juventus è squadra camaleontica, cambia spesso identità a seconda degli avversari e a seconda dei momenti della partita stessa. Sicuramente non ama giocare senza avere spazi a disposizione. Restare corti e stretti, togliere loro le linee di passaggio può essere determinante per riuscire almeno ad impensierirli.

L’analisi reparto per reparto. Partiamo dalla difesa.

Tra i pali il polacco Szczesny. Il suo rendimento nelle prime partite di campionato è stato insufficiente, ma ora l’estremo difensore polacco ha riacquistato sicurezza e ha ritrovato lo spirito dei giorni migliori. Szczesny è reattivo e svelto, abile tra i pali e nelle uscite, ma con i piedi non è il massimo della precisione. Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro formano la linea a quattro. Cuadrado a destra ed Alex Sandro a sinistra sono giocatori di gamba e corsa. Il colombiano, che viene utilizzato anche come esterno offensivo, è rapido, ha dribbling, le sue incursioni palla al piede sono un pericolo non da poco per le difese avversarie. Cuadrado però è un simulatore seriale. Alex Sandro, brasiliano dal piede sinistro educato, spinge parecchio sulla fascia sinistra, alterna prestazioni di alto livello ad altre incolori, è forte nel gioco aereo anche se non ha una statura importante. La coppia centrale difensiva Bonucci-De Ligt è arcigna e forte fisicamente. Bonucci, leader in campo e fuori, dotato di grande personalità ha ottime qualità tecniche e grande senso della posizione. I suoi lanci di 40-50 metri sono precisi e possono sorprendere i difensori avversari. De Ligt, sicuramente più marcatore di Bonucci, imperioso nello stacco aereo e bravo negli interventi in scivolata, è un nazionale olandese. È giovane e vanta già parecchia esperienza in campo internazionale

Il centrocampo.

I mediani a sostegno sono Bentancur e Locatelli. Il primo, arrivato giovane in Italia dall’ Uruguay, vanta molte presenze nel campionato italiano. In questo primo scorcio di stagione è stato uno dei bianconeri più deludenti. Bravo nel stringere gli spazi, nel tagliare le linee di passaggio e nell’aggressione sull’ avversario, può e deve fare meglio nella fase di possesso palla. Bentancur non è veloce, ma è un corridore instancabile. Locatelli, ex Sassuolo, uno dei protagonisti degli ultimi Europei che ci hanno visto vincitori, ha piedi buoni, è intelligente tatticamente e bravo nel proporsi ai compagni in difficoltà. Precisi e pericolosi i suoi lanci a tagliare il campo in diagonale e quelli in verticale a pescare i compagni in profondità.

L’attacco.

Gli esterni offensivi sono Bernardeschi e Kulusevski. L’ ex Fiorentina, giocatore dal carattere altalenante, ha un ottimo piede sinistro e buona corsa. Anche Bernardeschi è un azzurro di Mancini, ma non ha ancora compiuto il salto di qualità definitivo. Kulusevky, pure lui munito di un mancino zuccherato, è forte sulle gambe ed è in possesso di un buon dribbling. Durante la partita Bernardeschi e Kulusevski possono scambiarsi di fascia. Dybala, l’ uomo di maggior classe della Juventus, gioca dietro la punta centrale. Ha un baricentro basso. è molto forte sulle gambe, dispensa dribbling, fantasia e colpi geniali. Con il suo sinistro è capace di tutto, sulle punizioni dal limite è spesso letale. Morata, il centravanti, molto mobile e tecnicamente bravo, non è amato dal popolo juventino che gli rimprovera scarso coraggio e il fatto di non essere un super bomber. Morata comunque dentro i 16 metri fa paura, spesso duetta nello stretto con Dybala.

Come si comportano sulle palle inattive?

Su quelle a sfavore si schierano a zona, hanno in Bonucci e De Ligt i due colpitori più bravi. In fase offensiva le palle inattive sono quasi tutte calciate da Dybala, a volte provano ci Kulusevski e Bernardeschi. Ovviamente dalle retrovie salgono Bonucci e De Ligt, mentre Alex Sandro, Bentancur e Locatelli sono gli altri incursori.

In conclusione?

Il Genoa visto contro il Milan ha poche possibilità di fare risultato. Il tifoso rossoblu chiede una prova gagliarda e di carattere, ma soprattutto vuole che la squadra sia pronta sotto il profilo psicofisico per il derby di venerdì sera, match che potrebbe veramente essere determinante per la stagione rossoblu.


Genoa, Shevchenko: “Sapevo delle difficoltà, m non mi aspettavo così tanti infortuni”

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Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.