Un Genoa inguardabile e privo di carattere ha preso una sonante scoppola a San Siro contro l’Inter. Come avevo anticipato, la squadra ha bisogno assoluto di rinforzi, e sembra che in questi ultimi giorni di calciomercato il d.s. Marroccu riesca nell’intento di rafforzare a dovere la rosa rossoblu, in questo momento non all’altezza del campionato di Serie A. Oggi il Grifone è atteso da un altro arduo compito, affronterà a Marassi il Napoli guidato in panchina da Luciano Spalletti, che, dopo aver passato un anno sabbatico, è rientrato in pista, trovando subito una panchina di prestigio. Spalletti, allenatore moderno e con metodologie sempre all’ avanguardia, è uomo di carattere e difficilmente accetta compromessi.

Uno sguardo d’insieme sul Napoli.

La squadra scende in campo con il 4-3-3 e finora la società non ha effettuato movimenti di rilievo sul mercato, infatti gli undici di stasera erano presenti anche nello scorso campionato. Mancheranno il nigeriano Osimhen per squalifica e Demme, Mertens, Zielinski e Ghoulam per infortunio, giocatori importanti. Il Napoli è una squadra che preferisce costruire dal basso, senza Osimhen difficilmente cercheranno la profondità. L’unico che ama essere lanciato è Lozano, certamente i tre giocatori offensivi di Spaletti sprigionano una notevole rapidità e per la nostra difesa questo potrebbe rappresentare un grosso problema.

L’analisi reparto per reparto. Partiamo dalla difesa.

Il portiere Meret, abile e svelto tra i pali e bravo nelle uscite sia alte sia basse, deve e può migliorare con la palla tra i piedi. Nello scorso torneo molte volte mister Gattuso gli preferiva il colombiano Ospina, che sa giocare la sfera con i piedi. Quest’ anno l’ex Udinese sembra aver vinto il ballottaggio. La linea a quattro è formata da Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly e Mario Rui. Di Lorenzo a destra e Mario Rui a sinistra sono gli esterni bassi. Di Lorenzo, protagonista agli ultimi Europei vinti dall’ Italia, è giocatore di gamba, instancabile nella corsa e sempre propenso all’ inserimento in fase offensiva, anche se le sue letture difensive non sono sempre impeccabili. Anche Mario Rui  ha una corsa importante ed è in possesso di un buon piede sinistro, ma alterna prestazioni ottime ad altre insufficienti.  La coppia centrale Manolas- Koulibaly è affiatata e dal rendimento regolare. Manolas, veloce e dalla spiccata personalità, mezzi tecnici sufficienti, ogni tanto incorre in errori clamorosi, è comunque un buon colpitore di testa. Koulibaly, fisico statuario, anche lui veloce e bravo nel gioco aereo, risulta spesso decisivo con le sue incursioni palla al piede, parliamo di uno dei migliori difensori del campionato italiano.

Il centrocampo.

I tre centrocampisti sono Fabian Ruiz, Lobotka ed Elmas. Lo spagnolo Fabian Ruiz, elegante nelle movenze e dal sinistro zuccherato, può essere devastante, pericoloso con i tiri da fuori area. Lobotka è uno slovacco che sostituisce Demme nel ruolo di baricentro basso. Arrivato dalla Spagna,  finora non ha fornito prestazioni esaltanti, gioca un calcio pulito, ma è mono-passo e mostra poca fantasia. Elmas, nazionale macedone, trottolino sempre in movimento, ha una buona tecnica di base, possiede un buon dribbling ed è  pericoloso quando si inserisce.

L’attacco.

I tre giocatori offensivi sono Politano, Insigne e il messicano Lozano, tutti e tre piccolini e rapidissimi. Prevedo che in partita cambieranno spesso posizione.  Politano, tutto sinistro, ama andare all’ uno contro. Insigne, il leader della squadra e il maestro dei tiri a giro, inizierà probabilmente da “falso nueve” per poi trovare altre soluzioni. Lozano dei tre è quello che garantisce più profondità alla manovra: velocissimo e sempre pronto a dettare il passaggio, è però propenso a finire in fuorigioco.

Come si comportano sulle palle inattive?

Sui corner e sulle punizioni laterali o dalla trequarti a sfavore difendono a zona. Sono una squadra con poca fisicità ed è cosa da sfruttare in queste situazioni. In  fase offensiva i corner e le punizioni laterali sono calciate da Insigne e Politano, oppure gli azzurri giocano sul corto per far muovere la difesa avversaria. Certamente non bisognerà difendere come a Milano sul gol di Skriniar, una rete imbarazzante. Dal limite hanno ottimi tiratori, Insigne e Fabian Ruiz in primis, ma bisogna prestare attenzione anche a Mario Rui e Politano, entrambi muniti di un ottimo sinistro.

In conclusione?

Qualche rinforzo di qualità è già arrivato, speriamo che dopo la sosta il Genoa abbia una squadra di spessore e che stasera non si debba assistere ad uno spettacolo deprimente come sabato scorso. Perdere ci sta, ma non reagire ed essere già rassegnati ad una sconfitta non è da grifoni.

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Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.