Soltanto un pareggio per il Genoa contro il Benevento, un pari in rimonta e dopo una prestazione incolore. La squadra di Ballardini ha faticato a produrre gioco, ha sfruttato principalmente il lavoro di Zappacosta sulla fascia sinistra, mentre dall’ altra parte Biraschi non è sembrato adeguato a ricoprire il ruolo di esterno a tutta corsia. Oggi, nell’altro scontro salvezza contro lo Spezia, è  doveroso un altro tipo di prestazione e di atteggiamento.

Uno sguardo sullo Spezia.

Vincenzo Italiano, sogno estivo di Preziosi, si sta rivelando un allenatore preparato, scrupoloso, meticoloso e fautore di un gioco sempre propositivo e mai speculativo. I punti in classifica dello Spezia sono stati sempre ottenuti al termine di buone prestazioni. Gli aquilotti spezzini giocano con il 4-3-3,  nel limite del possibile iniziano l’ azione dal basso e tengono la linea difensiva molto alta. Quando usano il lancio lungo, lo fanno per la punta centrale e per gli esterni o per  i centrocampisti che vanno a caccia delle seconde palle. In genere prediligono il gioco rasoterra fatto di triangoli, tagli e sovrapposizioni.

L’analisi reparto per reparto. Partiamo dalla difesa

Provedel, il portiere, dotato di un fisico importante, svelto tra i pali e presente nelle uscite alte, viene coinvolto spesso dai compagni per il gioco da dietro, essendo bravo con i piedi: a volte però esagera.  Vignola, Ismajili, Erlic e Simone Bastoni sono i 4 difensori in linea. Vignali, prodotto del vivaio bianconero, è un cursore di fascia, resistente nella corsa, ha una tecnica discreta ed è attento tatticamente. Ismajli è un difensore kosovaro naturalizzato albanese, motivo pe cui gioca nell’Albania: è bravo nell’anticipo e nell’ uscire palla al piede dalla propria area, eccelle nel gioco aereo. Erlic, croato, è un difensore vecchio stampo, arcigno e duro in marcatura, con Italiano sta affinando la sua tecnica; anche lui è abile di testa in virtù di un fisico ragguardevole, ma non è molto veloce. Simone Bastoni,  esterno basso di sinistra, forte fisicamente e dotato di un potente tiro di sinistra, si distingue per le proiezioni offensive.

Il centrocampo.

Il reparto è formato da Maggiore, Leo Sena e Pobega. Maggiore, altro prodotto del vivaio, è uno dei giovani italiani più promettenti, ha facilità di corsa e mezzi tecnici importanti, sa inserirsi bene negli spazi con e senza palla. Leo Sena è il regista e agisce come frangiflutti davanti alla difesa; ha buona tecnica ed è bravo nel recupero palla. Come centrocampista centrale ha giocato quasi sempre Ricci, che si è rivelato come uno degli spezzini più continui e dal più alto rendimento: ha piedi buoni e facilità nel giocare sul corto e sul lungo, oggi dovrebbe riposare per via delle tre gare in una settimana. Pobega, la mezzala sinistra, di proprietà Milan, giunto in Liguria dopo un’ottima stagione a Pordenone, si sta confermando su buoni livelli: è dotato di buona fisica, è bravo in interdizione, ha facilità di corsa e di inserimento, è abile nel gioco aereo.

L’attacco.

Verde, Nzola e Gyasi compongono il tridente offensivo. Verde, mancino che gioca sulla fascia destra, ha nel dribbling e nella rapidità le sue qualità migliori. Cresciuto nelle giovanili della Roma è in prestito dall Aek Atene, ed è pericoloso nei tiri da fuori e negli inserimenti. Nzola, nazionale angolano, forte fisicamente, ottimo nella difesa della palla e nell’ appoggio di testa, è sempre pericoloso dentro i 16 metri. Gyasi agisce sulla fascia sinistra, è infaticabile nella corsa,  è bravo con la palla tra i piedi; al primo anno nella massima serie, è un nazionale del Ghana.

Come si comportano sulle palle inattive?

Sui corner a sfavore marcano ad uomo, soltanto la punta centrale si posiziona a zona nelle vicinanze del primo palo. Ivece sulle punizioni laterali e dalla trequarti difendono tutti a zona. I corner in fase offensiva sono calciati da Verde, a volte giocano corto per muovere la difesa, Erlic ed  Ismaili salgono per colpire di testa, e a loro si aggiungono Nzola, Pobega, Maggiore e a volte anche Bastoni. Sulle punizioni esterne le disposizioni sono identiche.

Concludendo?

Quella di oggi è una partita FONDAMENTALE per il Grifone, da vincere senza se e senza ma. Le inseguitrici lo incalzano e il calendario non aiuta di certo i rossoblu. Penso che le tre partite in una settimana e il primo caldo che ci sarà oggi pomeriggio a Marassi influiranno molto sul risultato, ma più di tutto ci vorrà una prestazione da veri Grifoni! Serviranno le famose tre “C”: coraggio, concentrazione e cazzimma.

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Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.