Rolando Maran è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della prima partita di campionato del suo Genoa, atteso domani pomeriggio al Ferraris dalla sfida contro la neo-promossa Crotone. Di seguito, in sintesi, le dichiarazioni del tecnico rossoblu (domande in grassetto):

Inizia il campionato e la preparazione è stata atipica. Qual è stata la difficoltà di creare un gruppo?

“La difficoltà è stata data dal tempo. Ce n’è stato poco per fare assimilare determinate cose. Solo negli ultimi sette giorni abbiamo aggiunto sette giocatori. Diventa un lavoro quotidiano il ripasso delle cose che abbiamo fatto. Per noi non deve essere un alibi: il percorso è un po’ più tortuoso degli anni precedenti, ma ho trovato disponibilità dal punto di vista del lavoro. Cosa mi aspetto domani? Mi aspetto che diano il massimo. In un momento in cui non saremo, per il poco tempo e per la squadra in continua evoluzione, se magari determinati sincronismi devono essere affinati e bisogna sapersi conoscere, dal punto di vista del sacrificio, dell’impegno, della mentalità voglio già vedere le prime cose e vedere una squadra che ha voglia del risultato. A prescindere dalle difficoltà dobbiamo puntare al risultato e questo vogliamo vederlo già domani”.

Alcuni nuovi però non saranno a disposizione?

“Abbiamo lavorato molto sul creare un’identità precisa. I nuovi arrivati hanno trovato una squadra che andava ad un certo ritmo e più facile sarà l’inserimento. Affermare questo non deve essere un alibi, ma deve fare trovare nuovi stimoli, nuovi aspetti motivazionale che devono venire fuori”. 

Danno il Genoa in queste griglie laggiù in fondo, ma la squadra costruita sino adesso, alla ricerca del centravanti, può togliersi delle soddisfazioni. Se Schöne torna ai tempi dell’Ajax e Zajc ai tempi dell’Empoli, mi sembra una squadra di qualità.

“Vederci in queste griglie ci deve servire da stimolo. L’ambiente deve riscattare qualcosa, ma tutti i giocatori arrivati sono arrivati con entusiasmo e voglia di rilancio per trovare la piazza giusta per fare qualcosa di importante. Credo che sia inutile in questo momento cercare di identificarci in qualsiasi tipo di posizione in un campionato, ma dobbiamo conquistare la fiducia dei tifosi, conquistarla sul campo e concentrarci sull’obiettivo. Quello che metteremo in campo non farà altro che dare maggiore slancio a tutto questo: noi dobbiamo essere considerati su questo, rendendo il fatto di essere considerati così poco uno stimolo. Dovrà servirci soltanto da stimolo”. 

Oggi, da 1 a 10, quando è soddisfatto?

“Si sta lavorando bene, la società sta lavorando nel modo gusto per poter allestire una squadra che sia capace di non far soffrire o toglierci delle soddisfazioni. La strada tracciata, se continueremo a percorrerla, ci porterà a divertirci o comunque a non soffrire”.

Saranno giorni difficili questi: la lista dei 25 e la prima lista dei convocati?

“Non ho questo pensiero fortunatamente. La lista la abbiamo pronta. I non convocati sono solo quelli infortunati o indisponibili. Sturaro e Criscito? Non saranno fra i convocati”. 

Che Crotone si aspetta domani?

Sembra che lo dica perché giochiamo contro una neopromossa, ma sono quelle squadre che trovi con una identità ben precisa, con una mentalità positiva perché vogliono dare continuità a un campionato da protagonista in B. Le difficoltà di affrontare una neopromossa sono queste. Troveremo una squadra ben rodata e ben allenata e tutto ciò dovrà servirci come stimolo. Domani contiamo solo noi e deve servirci come stimolo. Anche magari essere meno belli ma cercando di portare a casa un risultato – con carattere e determinazione – che potrà darci uno slancio giusto. Troveremo una delle squadre che probabilmente al debutto possono dare qualcosa più di quello che è il normale per altre squadre. Domani Genoa simile nel modulo alle amichevoli? Ho lavorato sul modulo e su qualche accorgimento da poter adottare nel caso in cui ci dovessero essere cose diverse e aspetti della gara che ci possano servire in qualunque momento. Al di là del filone che stiamo seguendo, sicuramente si è lavorato poi su accorgimenti che ci possano essere utili, perché cambiando così tanto in questi giorni devo stare attento a qualsiasi interprete e metterlo nelle giuste condizioni”. 

Pjaca e Zappacosta possono già giocare domani dal primo minuto? E Czyborra subito sulla sinistra è una soluzione?

“I primi due arrivano da un percorso differente perché si sono allenati, hanno fatto partite nelle rispettive squadre e ho trovato due giocatori che hanno un po’ di gamba in più. Mi prenderò qualche momento per parlare con loro della loro condizione e per capire l’eventualità di adottarli anche dall’inizio o a partita in corso. Per Czyborra l’inattività è un po’ più lunga. Sicuramente sarà convocato ma cercherò di capire come utilizzarlo”. 

Domani potrà essere un’occasione per Destro di rilancio?

“Dobbiamo essere proiettati, Mattia compreso, a lasciarci indietro quello che è stato. Ogni giorno possono aprirsi opportunità per questo: questo momento può essere l’opportunità per tutti. Vedo lavorare Mattia in maniera esemplare. Ho trovato una squadra inizialmente non brillantissima dal punto di vista morale, ma via via che siamo stati insieme siamo migliorati e oggi la squadra la trovo migliore”.

Radovanovic può fare il difensore come visto in alcune amichevoli?

“È stato provato per necessità perché non abbiamo difensori. Con me lo aveva già fatto. La squadra comunque non sa ancora chi giocherà e voglio tenere tutti pronti. Credo che Rado abbia già il passo per poter giocare”. 

Schöne e Badelj sono compatibili?

“Ora dobbiamo crescere tutti di condizione cercando di trovare quella quadratura per fare poi tutti gli accostamenti che vogliamo. È un percorso che si può sicuramente intraprendere. Va contestualizzato il momento. Il momento è quello in cui dobbiamo far tornare i conti in fretta per dare grande sostanza. Per il resto, poi, sono convinto che i giocatori forti possano sempre giocare assieme”. 

Si sente di dire qualcosa ai tifosi?

“Quel che mi sento di dire è che siamo chiamati a guadagnarci la fiducia e conquistarci sul campo l’amore che i tifosi hanno per la loro squadra. Dobbiamo lavorare affinché al Ferraris ci siano i nostri tifosi e arrivino già innamorati di noi. Questo passa solo dalle nostre prestazione, non dal loro amore che è grande e lo sapete meglio di me. Noi dobbiamo conquistarcelo con grande impegno, sapendo che poi tutto viene ripagato nel momento in cui torneranno allo stadio. E spero sia presto: quando venivo qua da avversario avevo i brividi, figuriamoci adesso. In Emilia riaprono gli stadi a mille tifosi? È quanto auspico che i tifosi tornino allo stadio e se può essere un inizio, ben venga che sia un inizio. Anche se con pochi tifosi, se è il viatico per ripartire, ben venga. Devo capire bene le modalità, ma ricominciare ad aprire è il primo segnale che il calcio possa tornare ad essere quello che era”. 


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