L’ennesima partita double face del Genoa, ancora terzultimo, ha chiuso il girone d’andata rossoblu. Il Grifone vinceva a fine primo tempo, ma puntuale come un orologio svizzero è arrivata la sconfitta al novantesimo. Un teatro dell’assurdo tra cali fisici, assoluta assenza di un undici titolare consolidato per tutto il girone d’andata (e non è un dettaglio da poco: lo approfondiremo su Buoncalcioatutti) e visite presidenziali in albergo, senza quasi mai bissarle negli stadi.

E così ieri hanno assistito addetti ai lavori e tifosi all’ennesima rimonta, il tutto per la quinta volta in stagione dopo le gare con Atalanta, Milan, Udinese e Lecce: da queste partite, al 45′ di gioco, il Genoa sarebbe uscito con nove punti in più. Al triplice fischio ne sarebbe uscito con zero. E la classifica, va da sé, si presenta drammatica anche per questo motivo. Un discorso mentale? Fisico? Scarsa tranquillità? Errori nella lettura delle partite?

Sono domande ricorrenti, ma intanto le evidenze restano sotto gli occhi di tutti: i numeri del Genoa sono da retrocessione (8 gare a punti, 11 sconfitte, sole 2 partite su 19 a porta inviolata); errori reiterati e decisivi dei singoli in campo; ingenuità clamorose nell’area di rigore; squadra che sconta sul campo gli errori di una società che ha dimostrato – e continua a farlo – di aver imparato ben poco dalle lezioni passate. Neppure tanto lontane.

In ultimo – ma non in ultimo! – un calciomercato senza iniezioni di denaro che non ha portato sin qui, eccezion fatta per Perin, giocatori pronti e arruolabili da subito in una rincorsa salvezza difficilissima. “Siamo questi? Allora pensiamo di essere questi e con questi uomini dobbiamo tirarcene fuori” è stato il commento, molto deciso e senza giri di parole, proprio di Mattia Perin, che ha svicolato le domande sul calciomercato, ma ha sfoderato un sorriso da combattente – e, permettetemi, da genoano – alla domanda se quella attuale sia la sfida calcistica più grande nella quale si sia calato. Una sfida difficile ma ancora fantastica, come confermato peraltro dallo stesso Davide Nicola, che parla da settimane di giocatori da integrare quanto più in fretta possibile, comunque non titolari almeno da settembre scorso.

La gara contro l’Hellas Verona ha solo confermato un trend pericolosissimo e preoccupante in casa Genoa. Chi segue il Grifone in giro per l’Italia ormai ne sa qualcosa, poi cerca di scrivere e si ritrova davanti alle stesse, identiche realtà. I rossoblu a fine primo tempo sarebbero dodicesimi, ma al termine della gara sono ultimi in Serie A per punti fatti. E non può essere soltanto una questione di allenatori – lo abbiamo già scritto ripetutamente – perché le cadute (e poi le diffusissime ricadute) sono sistematiche e ricorrenti. È anche una questione di voler colmare con giocatori funzionali, di carattere e personalità oltre che di qualità, le lacune che si evidenziano.

Le ricadute nei secondi tempi erano un’abitudine già l’anno scorso e in questa stagione con Andreazzoli (Atalanta e Milan) e Thiago Motta (Udinese e Lecce). Lo sono da ieri sera anche con mister Nicola. Lasciano numerosi interrogativi specialmente le gare double face in trasferta, dove il Genoa ancora non ha vinto, unica squadra in Serie A. In Europa solo in quattro “eguagliano” i rossoblu: Leganes e Mallorca in Spagna, Nimes e Tolosa in Francia. E inevitabilmente sono tutte negli ultimi posti della classifica.

Senza dubbio la gara di Coppa Italia portata sino al 120′ di gioco ha influito, così come aver avuto meno di 72 ore per recuperare. Uscire però mentalmente dalla gara in quella maniera, pur contro un Verona arrembante e sicuro del proprio modo di giocare, è difficile da motivare. Rilevati prima Schöne e poi Pandev, il Genoa è letteralmente scomparso dal campo perdendo ogni genere di controllo del gioco, faticando a mettere in sequenza due o tre passaggi e soccombendo nella gestione del gioco (482 passaggi riusciti per l’Hellas, 200 per il Genoa e possesso palla 62% contro 38%).

Rrahmani ha annullato Favilli, di Günter ci si è resi conto soltanto per l’anticipo mancato su Sanabria in occasione del gol, Faraoni e Lazovic hanno arato le corsie riducendo a un dieci per cento scarso le offensive per vie centrali dell’Hellas Verona. Significativa, poi, la scelta di Juric di fare tre cambi negli ultimi 10′ di partita. Un dettaglio passato inosservato, ma certo non una peculiarità del tecnico di Spalato in corso di gara. A mandare in trionfo una squadra farcita di ex rossoblu, dimostrandone contemporaneamente la brillantezza fisica e atletica rispetto al Genoa.

Ci sono poi altri dati da analizzare dopo Verona. Dati che si vanno ad accumulare, come quello sulle reti fatte, che sono esattamente la metà di quelle subite. Ne consegue che, perso Kouamè dal novembre scorso, i difetti della fase offensiva siano emersi tutti. E proprio da quell’infortunio è diventato urgentissimo l’innesto di un attaccante che assicuri presenza in area di rigore, ma anche un paio di rinforzi sicuri in mezzo al campo aiuterebbero ad attaccare e, soprattutto, a schermare la difesa. Per adesso è arrivato Destro, ma siamo ancora lontani da un suo impiego a pieno regime.

Aver tolto Schöne al 52′, forse per la paura che doppiasse il giallo ricevuto nel primo tempo (poco prima aveva spintonato Rrahmani e Mariani lo aveva graziato), ha privato il Genoa del centrocampista che sino a quel momento aveva prodotto le migliori cose in fase d’interdizione. Nove recuperi lo hanno fatto diventare il secondo giocatore rossoblu ad aver recuperato più palloni dopo Criscito (17).

Cassata, nelle ultime due partite più decentrato a lavorare alto a sinistra (posizione che ricoprì con profitto nell’Ascoli diverse stagioni fa), è maggiormente distolto da compiti di filtro a centrocampo (zero palloni recuperati ieri), ma ha toccato decisamente più volte la sfera, permettendosi ieri come giovedì scorso di essere un fattore nella creazione delle azioni da gol del Genoa. Fallosa e poco lucida, invece, la gara di Sturaro, che non ha certo giovato dell’ingresso di Behrami.

Sono spunti da una gara che ha avuto un primo tempo, non un secondo, e la cui analisi è difficile da portare avanti per 90′ di quasi totale dominio gialloblu (senza punte di ruolo). Le poche gocce di un bicchiere ormai costantemente mezzo vuoto. L’appello a investire seriamente su 3/4 giocatori di livello per la Serie A senza aspettare oltre. Senza scommesse, insomma, cercando magari qualcuno che punti ancora a giocarsi in extremis una chance per l’Europeo 2020. Un po’ come Perin, le cui due prestazioni al ritorno in rossoblu sono state importanti e, in parte, già decisive. Si faccia sul serio, senza fronzoli, per capire se davvero si vuole rimanere nel massimo campionato cercando quel colpo di coda che più passa il tempo, più rischia di essere inutile.


LE STATISTICHE DEI GIOCATORI ROSSOBLU 


LE STATISTICHE DI HELLAS VERONA-GENOA

VERGEN

I NUMERI DEL GENOA 2019/2020 (aggiornati alla 19° giornata)

  • PARTITE GIOCATE: 19
  • VITTORIE: 3 (16%)
  • PAREGGI: 5 (26%)
  • SCONFITTE: 11 (58%)
  • GOL FATTI: 20
  • GOL FATTI/partita: 1,05
  • GOL SUBITI: 38
  • GOL SUBITI/partita: 2
  • GOL FATTI IN CASA: 10
  • GOL FATTI IN TRASFERTA: 10
  • GOL SUBITI IN CASA: 12
  • GOL SUBITI IN TRASFERTA: 21
  • GARE A PORTA INVIOLATA: 2
  • PERCENTUALE GARE A PORTA INVIOLATA: 2 su 19 (10,5%)
  • PUNTI CONQUISTATI: 14
  • MEDIA PUNTI: 0,73 (a partita)
  • VITTORIE IN CASA: 3
  • PAREGGI IN CASA: 1
  • SCONFITTE IN CASA: 5
  • PUNTI IN CASA: 10
  • VITTORIE IN TRASFERTA: 0
  • PAREGGI IN TRASFERTA: 4
  • SCONFITTE IN TRASFERTA: 5
  • PUNTI IN TRASFERTA: 4

I NUMERI DI DAVIDE NICOLA DA TECNICO DEL GENOA IN SERIE A

  • PARTITE TOTALI: 2
  • VITTORIE: 1 (50%)
  • PAREGGI: 0 (0%)
  • SCONFITTE: 1 (50%)
  • GARE A PUNTI: 1
  • % GARE A PUNTI: 50%
  • GOL FATTI: 3
  • GOL FATTI/partita: 1,5
  • GOL SUBITI: 3
  • GOL SUBITI/partita: 1,5
  • GARE A PORTA INVIOLATA: 0
  • PERCENTUALE GARE A PORTA INVIOLATA: su 2 (0%)
  • PUNTI CONQUISTATI: 3
  • MEDIA PUNTI A PARTITA: 3 (a partita)
  • VITTORIE IN CASA: 1
  • PAREGGI IN CASA: 0
  • SCONFITTE IN CASA: 0
  • VITTORIE IN TRASFERTA: 0
  • PAREGGI IN TRASFERTA: 0
  • SCONFITTE IN TRASFERTA: 1