Il tredicesimo allenatore da quando il Genoa è tornato in Serie A, l’ultimo in ordine di tempo in una stagione che ne ha già visti esonerare due, il 67° della storia ultracentenaria del Grifone. In questa sua prima settimana rossoblu Davide Nicola è stato l’uomo dei numeri, prima ancora di essere raccontato come tecnico e uomo di campo.

Davide Nicola, che nella storia del Genoa è il 23° giocatore per presenze in rossoblu (183) preceduto dal ceco Skhuravy (188), non è solo coi propri numeri che va presentato: deve essere raffrontato con quelli che descrivono la società alla luce dei fatti. Evidente che per inseguire una complessa salvezza l’impatto sui giocatori di mister Nicola sarà importantissimo, ma vitali dovranno essere anche le mosse di calciomercato. Un calciomercato che sinora ha ricondotto tre ex come Perin, Behrami e Destro.

Fino ad ora mister Nicola è stato descritto da vero Genoano e, del resto, ben conosce Genova e il Genoa: qui è cresciuto e qui può rimettersi in gioco dopo le parentesi nella massima serie con Livorno, Crotone e Udinese. L’avventura non è certamente delle più semplici: il Genoa e i suoi allenatori scontano oggi gli svariati errori della gestione Preziosi, raccontati anche dai numeri CIES che vi abbiamo riportato la scorsa settimana.

Plusvalenze record che più crescono e più diminuiscono i risultati sportivi e un briciolo di continuità; pochi incentivi – malgrado strutture che migliorano giorno dopo giorno – nel puntare sul fare esordire elementi del settore giovanile; un via vai continuo di giocatori (205 negli ultimi dieci anni) e dirigenti (6 negli ultimi quindici) che pregiudica in partenza ogni possibile programma a medio-lungo termine.

Piemontese di nascita e genovese d’adozione, all’età di 46 anni l’ex tecnico di Udinese, Crotone e Livorno si è preso sulle spalle l’onere di risollevare le sorti di un Genoa ultimo in classifica a quattro punti dalla zona salvezza. Non lo avrebbero fatto tutti. Non chi però, cresciuto nelle giovanili rossoblu e cresciuto a pane e senso d’appartenenza, conosce l’unica garanzia a cui il calcio si vota (il lavoro) e altrettanto bene lo spirito dei Genoani.

I tifosi rossoblu il sostegno non te lo faranno mai mancare, soprattutto se ti riconosceranno di lavorare duramente in settimana e sudare la maglia fino all’ultima goccia in campionato. In pratica il riassunto del breve saluto – spontaneo – che Nicola ha rivolto ai tifosi del Genoa all’ingresso sul terreno del “Signorini” al primo giorno di allenamento. Da lì in avanti una lunga serie di doppi allenamenti e nessuna giornata di pausa, neppure il primo dell’anno. Troppo importante la sfida col Sassuolo.

Da giocatore, Davide Nicola vanta 183 presenze, tutte in Serie B, con la casacca del Grifone. Tutte a cavallo tra 1992 e 2002. Se ne sarebbe andato un anno prima dell’arrivo di Enrico Preziosi alla presidenza del Grifone, nel 2003. Ha poi proseguito la sua carriera prima alla Ternana, poi al Siena, squadra con cui ha fatto l’esordio in Serie A nel settembre 2004. Successivamente è arrivata l’esperienza col Torino, segnando una rete decisiva per la promozione granata in Serie A. La sua carrira si è conclusa con le maglie di Spezia, Ravenna e Lumezzane.

Ma l’imprinting da allenatore c’era già in Davide Nicola, che infatti compie i primi passi da allenatore nel 2008, quando ancora gioca nel Lumezzane. E nel 2010, una volta appesi gli scarpini al chiodo, ha cominciato ad allenare proprio dal club lombardo. Successivamente avrebbe intrapreso esperienze con Livorno (promozione in Serie A nel 2013), Bari, Crotone (salvezza all’ultima giornata nella stagione 2016/17) e Udinese (subentra a novembre 2018 all’esonerato Velazquez, ma viene esonerato a marzo 2019).

Il dato generale sul rendimento in panchina racconta che in dieci anni di carriera da allenatore Davide Nicola ha all’attivo 268 panchine (92 vittorie, 65 pareggi, 111 sconfitte). In Serie A ha diretto 91 gare da tecnico (18 vittorie, 19 pareggi, 54 sconfitte), registra 37 gare a punti e viaggia alla media di 0,82 punti a partita.

Nelle precedenti parentesi da allenatore, Nicola ha sfruttato con maggiore frequenza il 3-5-2 (poi 5-3-2 in fase difensiva). I dati molto accurati di Football Lineups e Transfermarkt, se confrontati e rapportati alla sola Serie A, parlano di 33 partite su 91 giocate con questo modulo: parliamo del 36%, quindi di oltre un terzo delle partite. Non sono però mancate le situazioni in cui ha adottato la difesa a quattro.

Infatti è ancora maggiore la percentuale di partite, quasi tutte riconducibili all’esperienza di Crotone, giocate col 4-4-2. Si parla di 41 sfide su 91, l’equivalente del 45%. Quasi la metà delle partite. Per chiudere in chiave percentuale, cinque volte è partito col 3-4-2-1 oppure 4-3-3 (5%), tre volte col 3-4-3 (3%). Sporadico utilizzo di 5-4-1 oppure 4-1-4-1.


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