Una sconfitta cocente a San Siro rischia di costare la panchina del Genoa a Thiago Motta, che dal suo arrivo lo scorso ottobre ha conquistato solamente 6 punti in 9 partite. L’italo-brasiliano al termine della partita è intervenuto, prima ai microfoni di SkySport e quindi in conferenza stampa, per commentare il risultato contro l’Inter di Antonio Conte. Di seguito le parole ai microfoni della televisione: “Penso che abbiamo iniziato la partita, anche se non riuscivamo ad andare nella loro metà campo, controllando il gioco. Poi dopo il primo gol è stato difficile gestirla, contro una squadra che sta dimostrando perché ora sta giocando per vincere lo scudetto”.

Sul futuro ormai in bilico: “Il mio riferimento sono i miei giocatori e sono orgoglioso di quello che riescono a fare anche in un momento di difficoltà. Orgoglioso per il fatto che provino a dare sempre il 100% in campo. Il risultato è ampio, ma abbiamo cercato di giocare e fare risultato”.

Incontro con Preziosi? “Come detto prima, penso solo ai miei giocatori. Li ho visti tristi, come deve essere per la sconfitta, ma avrò sempre il tempo di incontrare la società”.

Sugli errori tecnici commessi dai giocatori della sua squadra: “Io chiedo di ripartire sempre da dietro e cercare di attaccare palla a terra. Poi abbiamo commesso degli errori tecnici che possono capitare, ma questi errori si possono recuperare stando gli uni vicini agli altri. Oggi abbiamo affrontato una squadra che dopo pochi minuti ci ha messo in difficoltà e contro cui non siamo stati capaci di imporre il nostro gioco”.

La stampa sta accostando da giorni Diego Lopez alla panchina del Genoa: “La stampa uruguagia non la leggo, fatico già a leggere la nostra. Poi ripeto: il riferimento sono i miei giocatori e sono orgoglioso di quello che stanno provando a fare, anche se oggi sembra strano dirlo. Chiaro che qualcosa vada cambiato, io per primo”. In sala stampa aggiungerà: “Non mi interessa. La sola cosa che mi interessa è la squadra”.

Alla radice di questo c’è un ottimo rapporto con Preziosi ma non con il resto della dirigenza? La risposta di Motta è diretta: “Ripeto. Il mio riferimento sono i giocatori”. 


Queste le dichiarazioni integrali nella sala stampa di San Siro: “In questo momento mi aspetto di tornare subito a lavorare e ad allenarci, perchè credo molto in questo gruppo e credo molto in questi giocatori. Sappiamo tutti, io per primo, la difficoltà e tutto quello che c’è in gioco ma noi siamo in grado di cambiare tutto e possiamo farlo solamente proseguendo su una strada. Una sola strada, quella che io avevo chiesto fin dal primo giorno e che i giocatori avevano subito accettato in buon modo. Questa è e sarà sempre la strada”.

Questa mattina un tweet dava già la data di presentazione di Diego Lopez: la prima sensazione? “Non ho social e non ho visto ma non mi interessa. La sola cosa che mi interessa è la squadra. Sono triste per il risultato: non è quello che volevamo e so che possiamo fare di più”.

Sul tipo di gioco richiesto alla squadra e sulle difficoltà in cui è incappato nelle ultime settimane: “Non ho mai chiesto di giocare un calcio champagne. Se voi avete sentito le mie interviste, il mio è un calcio unito e di squadra, in cui quando si difende lo si fa insieme. Questo ho chiesto ai miei giocatori. La compattezza la devono dare anche gli attaccanti: non penso sia la strada giusta mettere dieci difensori e rinunciare ad andare ad attaccare come noi vogliamo fare. Ripeto: anche se giochiamo in avanti o indietro, alla squadra il primo cui chiedo di giocare è il portiere e quindi i primi a cui devo chiedere di difendere sono gli attaccanti. Anche se in questo momento non riusciamo a segnare non mi avete mai visto dire che il problema sono gli attaccanti, perché non lo penso proprio. Penso sia un problema di tutta la squadra: possiamo fare meglio in tutte le situazioni”.

Ci vuole tempo per sistemare le cose: che senso avrebbe interrompere il rapporto? “Io per questa squadra, anche quando ci sono stato da giocatore, ho dato tutto quello che avevo dentro. Anche questa volta ho dato tutto dentro con la sicurezza che possiamo cambiare. Quando ho accettato questa sfida sapevo quale fosse la situazione del Genoa, i suoi problemi, e non mi spaventa nemmeno oggi perché ho tanta fiducia nel gruppo. Nel giudizio da fuori è normale che ci si fermi al risultato, però ci sono state altre partite in cui avremmo meritato molto di più e non abbiamo ottenuto quel che meritavamo di ottenere. Dal primo giorno ho intrapreso una strada che penso sia quella giusta per uscirne tutti insieme. Io anche dopo un risultato come quello di stasera sono orgoglioso dei miei giocatori, che provano a fare quello che domando io perché convinti che questa sia la strada giusta”.

Ora il lavoro più difficile sarà sulla testa dei ragazzi? “Chiaro. Abbiamo visto la classifica, i giocatori la vedono e io la vedo. Però, cambiare adesso per fare che cosa? Difendersi e buttare la palla via? No, assolutamente no. Io sono convinto che per come giochiamo – per come siamo stati vicini a fare risultato – è la strada da seguire per uscire da questa situazione”.

Se Preziosi sfidasse tutti confermandoti, cosa faresti come prima cosa? “Per prima cosa la sfida la amo. Cambiare da dentro? Non cambierei niente. Adesso abbiamo l’opportunità di entrare sul mercato come tutte le altre squadre: possiamo anche noi fare qualcosa, dobbiamo essere intelligenti e fare in modi di rinforzare un gruppo che sta lavorando al 200% e sta cercando di uscire da questa situazione. Dobbiamo avere tanta fiducia in quello che stiamo facendo e nelle certezze che ci hanno dato questi giorni”.


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