Una brutta prova, condita da una grave sconfitta, quella di domenica scorsa contro l’Udinese: il Genoa di Thiago Motta, dopo due prestazioni positive, aveva illuso la tifoseria genoana di essere riuscito a risolvere i problemi che lo attanagliano. A mio avviso tanti errori sono stati commessi, speriamo servano a far capire a TUTTI che bisogna evitare voli pindarici. Si deve lottare per la salvezza e anche il punticino conta. Il Genoa oggi affronta al San Paolo un Napoli in pieno subbuglio: gli ultimi risultati non esaltanti hanno creato una situazione pesante e di difficile gestione. Le voci parlano di rapporti tesi tra giocatori e società, tra società e staff tecnico, tra staff tecnico e giocatori, tra tifoseria, giocatori e società, insomma, tutti contro tutti, ma il Genoa non dovrà farsi condizionare da questa surreale situazione.

Uno sguardo d’insieme sul Napoli.

Il ciuccio napoletano è guidato in panchina da Carlo Ancelotti, tecnico che ha vinto campionati sia in Italia sia in altri campionati europei. Un allenatore esperto, saggio e carismatico. La sua squadra scende in campo con un 4-4-2 che in alcune occasioni si trasforma in 4-2-3-1. Il tasso tecnico è molto elevato, soprattutto dal centrocampo in avanti. Quest’anno il reparto arretrato ha avuto qualche problema: Koulibaly, il suo difensore migliore, non ha ancora garantito il solito alto standard di rendimento. Vista la situazione attuale in casa partenopea, è difficile individuare l’11 iniziale di stasera. Probabile ci siano sorprese che conosceremo solo all’ingresso in campo, comunque parliamo di una rosa composta tutta da elementi di alto profilo. Il Napoli sciorina un palleggio e un fraseggio di alto livello, gli azzurri avanzano sempre palla al piede concentrando il gioco su una fascia, per poi improvvisamente cambiare dalla parte opposta.

L’analisi reparto per reparto. Partiamo dalla difesa.

Proviamo ad azzardare Ospina tra i  pali: parliamo di un portiere esperto, non sempre stilisticamente perfetto, ma dal rendimento sicuro, bravo con i piedi e reattivo. La linea a quattro vede schierati, da destra a sinistra, Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly e Luperto. Di Lorenzo, forte sulle gambe e dalla spinta incessante sulla fascia, è arrivato tardi in una grande squadra, ma si sta imponendo come un giocatore importante nello scacchiere di Ancelotti: pericolosi i suoi inserimenti. L’altro esterno Luperto, giovane prodotto del vivaio napoletano, agisce prevalentemente come difensore centrale, ma oggi verrà impiegato sulla fascia sinistra: non eccelso in fase di spinta, anche se possiede un buon piede sinistro. Maksimovic e Koulibaly formano la coppia centrale. Il primo, bravo in marcatura e nel colpo di testa, soffre se deve affrontare avversari rapidi. Koulibaly, il leader della retroguardia, è veloce, fisicamente forte e dotato di buona tecnica, e le sue proiezioni possono creare grossi problemi.

Il centrocampo.

Callejon, Zielinski, Elmas e Insigne compongono un reparto con molta qualità e tecnica. Callejon è giocatore eccelso tatticamente e i suoi tagli verso la porta sono pericolosi e spesso determinanti. Insigne, esterno sinistro ma destro di piede, è molto rapido e ha un dribbling velenoso, quando calcia a rientrare difficilmente sbaglia. Ad entrambi non piace correre all’indietro. I centrali sono Zielinski ed Elmas. Il primo usa i due piedi, è abile nell’uno contro uno e nelle conclusioni dalla distanza. Elmas, compagno in nazionale del nostro Pandev, è al primo anno a Napoli, ma ha già messo in mostra notevoli qualità, capacità di inserimento e ottima tecnica le più evidenti. A questo centrocampo  forse manca un po’ di forza fisica.

L’attacco.

Le due punte sono Milik e il messicano Lozano. Milik, attaccante centrale di buona prestanza fisica,  ha un piede sinistro di primordine e un spiccato senso del gol. Lozano, esterno veloce e sgusciante dal dribbling imprevedibile, ama essere lanciato in profondità. In panchina, pronti subentrare o addirittura a giocare dall’inizio, ci sono giocatori importanti come Fabian Rui, centrocampista dalla tecnica raffinata, la punta Llorente, attaccante di peso e d esperienza molto forte nel gioco aereo, e il bomber della squadra, il belga Mertens, capace d inventare gol anche in situazioni di difficoltà assoluta e in possesso di dribbling e di tiro da cecchino infallibile.

Come si comportano sulle palle inattive?

Sui corner e sulle punizioni laterali a sfavore difendono a zona. Ospina non è portiere incollato alla riga di porta. In fase offensiva i due centrali difensivi salgono e sono entrambi pericolosi, mentre Milik e Lozano si affiancano a loro. Non sono una squadra fisica, quindi molte volte gli azzurri non calciano direttamente, ma cercano altre soluzioni. I piazzati dal limite sono tirati da Milik con il  sinistro e da Insigne o Zielinski.

In conclusione?

Sarà un match ad altissimo tasso di difficoltà, sia per l’alta qualità del Napoli sia per tutto ciò che ruota oggi intorno alla squadra partenopea. Ci vorrà il Genoa visto contro la Juventus o addirittura un Genoa migliore. Senz’altro noi genoani vogliamo vedere un Genoa diverso da quello di domenica scorsa.


Rassegna Stampa del 9 Novembre: il Napoli deve vincere. Genoa-Piatek: ritorno di fiamma?