Dobbiamo abituarci all’idea che ai più importanti bivi della vita, non c’è segnaleticascriveva Hemingway. E come tutti i grandi scrittori della letteratura, offre assist importanti anche ad altri ambiti e scenari. Come quello calcistico, che macina le ultime giornate di campionato e promette incroci pericolosissimi, dove solo il buon senso, l’orgoglio di mettere una pezza sugli errori fatti in precedenza e la massima attenzione eviteranno incidenti e brutte collisioni.

I prossimi 180 minuti scomoderanno un po’ tutte le squadre della Serie A, con poche eccezioni. Non mancheranno emozioni e paure, sussulti e tensioni. Tutto è ancora aperto in zona Europa e salvezza. Ad arricchire un mosaico già complesso è arrivata la vittoria della finale di Coppa Italia da parte della Lazio. Un successo che, oltre ad infrangere il sogno bergamasco, condannerebbe oggi il Torino a salutare l’Europa League.

Essendo infatti ottava, ma già qualificata alla fase a gironi dell’Europa League, la Lazio imprime un deciso taglio alle formazioni che competono per un piazzamento europeo, salvandole sino alla sesta posizione, attualmente occupata dalla Roma. Un modo per “sbloccare” nuovamente il settimo posto europeo sarebbe quello di vedere la Lazio risalire la classifica e rientrare nelle prime sei posizioni. Uno scenario complicato: quattro punti la dividono oggi dalla Roma e il calendario le propone due sfide non semplici con Bologna (in casa) e Torino (in trasferta).

LA CORSA EUROPEA

Dai calcoli fatti sui biancocelesti matura un dato abbastanza chiaro, salvo colpi di scena: il 37° turno assumerà un rilievo particolarmente importante proprio per il Torino, che lontano da casa affronterà l’Empoli. Una sfida che interseca interessi in ogni angolo dello Stivale. I granata, formazione con meno sconfitte esterne della Serie A (1), si presenteranno al Castellani da migliore difesa esterna del campionato (13 gol subiti), freschi di primato dopo le due reti incassate dalla Juventus contro la Roma nell’ultimo turno. Inoltre, Mazzarri è oggi il tecnico della squadra con più pareggi esterni in Europa (13). Ma che non gli basterà un pareggio, il 16esimo della stagione, è evidente: basta gettare lo sguardo sul calendario di Roma e Milan, le due squadre che il Toro dovrà tenere sotto tiro sino all’ultima di campionato se vorrà ambire a qualcosa di più del settimo posto. Sempre ricordandosi che, in caso di arrivo a pari punti, i granata hanno lo scontro diretto a favore solamente coi rossoneri, mentre è loro sfavorevole il confronto con la Roma.

Nei prossimi due turni, i giallorossi affronteranno prima il Sassuolo, poi il Parma nel giorno dell’addio di Daniele De Rossi. Due sfide abbordabili. I rossoneri, invece, sperano che la Juventus non faccia da sparring partner contro l’Atalanta per agganciarla battendo a domicilio il Frosinone e andando a giocarsi il tutto per tutto a Ferrara contro la Spal, in casa fregiatasi del titolo di “ammazzagrandi”.

Il Diavolo ha ancora un suo piccolo lumicino di speranza nella corsa Champions: lo scontro diretto a favore con l’Atalanta, che in caso di arrivo a pari punti premierebbe gli uomini di Gattuso nel piazzamento. Piatek, ormai tacciato di essere un pistolero dalle polveri bagnate, potrebbe quindi farsi ago della bilancia con quella doppietta valsa la rimonta a Bergamo nell’ultimo Atalanta-Milan.

Il piazzamento nell’Europa che conta, per l’Atalanta, è tutto in mani orobiche. L’ultimo vero scoglio si chiama Juventus, mentre all’ultimo turno la sfida sarà contro un Sassuolo già salvo, in campo solo per la gloria di difendere il decimo posto. In questa volata finale, Gasperini può ancora mettere pressione all’Inter, terza con un solo punto di vantaggio (e scontri diretti a sfavore con la Dea). Il Biscione affronterà prima il Napoli in trasferta, poi accoglierà l’Empoli a San Siro. Bisognerà vedere se lo accoglierà da già condannato oppure da pirata col coltello fra i denti.

LA CORSA SALVEZZA

Le trame di questo campionato annodano i fili fra la testa della classifica e i suoi bassifondi. Sette squadre in cinque punti, dall’Empoli a quota 35 alla triade Cagliari-Bologna-Fiorentina ferma a quaranta, si giocano sul filo del rasoio la loro personale salvezza. Chi arriva da una rincorsa ha il morale alle stelle: l’Empoli ne è consapevole, pur avendo il peggiore dei calendari e una situazione di scontri diretti molto complessa.

Gli uomini di Andreazzoli non hanno scontri diretti a favore con nessuna di queste sei avversarie, ad eccezione del Cagliari. Con Genoa, Fiorentina, Bologna e Parma sono negativi, mentre lo hanno in parità con l’Udinese anche per differenza reti negli scontri diretti. Farebbe fede la differenza reti generale, che in questo momento registra un deciso +5 a vantaggio dei friulani.

Lo scenario che si dipinge, già chiaro da tempo, è che l’Empoli calcoli non può farne e deve in ogni caso fare un punto più delle altre. Saranno poi le dirette concorrenti a dover fare come si deve il loro percorso, senza ulteriori passi falsi. In primo luogo il Genoa, che sa bene di giocarsi tutto nella sfida interna contro il Cagliari. Non regge l’ipotesi che siano una manciata di milioni, tra riscatti obbligatori e migliore posizionamento in classifica, a fare la differenza nella mente dei giocatori. Potrebbero farlo nella testa dei vertici societari, che sono però altrettanto consapevoli che è più importante mantenere la categoria: la torta dei prossimi diritti televisivi, quella che andrà loro in parti uguali, sarà ben maggiore di un paio di milioni, aggirandosi intorno ai 50 milioni di euro.

Sopra il Genoa quartultimo non dormono sonni tranquilli neppure Udinese e Parma. I friulani avrebbero il calendario sulla carta più abbordabile, che li metterà di fronte ad una Spal già salva e, all’ultimo turno, contro il Cagliari alla Sardegna Arena. Abbordabile, ma da non sottovalutare: gli estensi puntano al decimo posto, per storia e portafogli, e sono reduci dalle ultime due trasferte a punteggio pieno e con otto reti segnate all’attivo. E non è da escludere che la trasferta di Cagliari, per Tudor, possa ancora essere decisiva contro un’altra pretendente all’aritmetica salvezza.

Il Parma si è auto-flagellato con una striscia preoccupante di pareggi (5 nelle ultime 6 giornate) e una vittoria che manca da due mesi e coincide, manco farlo apposta, col successo sul Genoa. Con soli due successi nel girone di ritorno, i crociati gravitano pericolosamente tre punti sopra il terzultimo posto e guardano con ansia al calendario. Nel prossimo turno ospiteranno la Fiorentina, decisa a chiudere una volta per tutte la pratica salvezza (le basta un punto, ndr). All’ultimo turno faranno visita alla Roma in un Olimpico che si preannuncia gremito per l’ultimo saluto a Daniele De Rossi.

Il quadro si chiude a quota quaranta. Bologna e Fiorentina sanno di avere bisogno di un solo punto nelle ultime due giornate per salvarsi matematicamente. Meno tranquillo il Cagliari, che nonostante i cinque punti di vantaggio sull’Empoli è l’unica squadra ad avergli regalato lo scontro diretto. Diverse le operazioni di mercato che potrebbero rimpinguare le tasche dei rossoblu in caso di salvezza empolese (Farias e Pajac), ma si concretizzeranno soltanto ad eventuale salvezza acquisita dagli uomini di Andreazzoli.

LA CLASSIFICA A DUE GIORNATE DAL TERMINE DEL CAMPIONATO