Partiamo per Napoli con la valigia piena di motivazioni“. Il Genoa di mister Prandelli è stato presentato questa mattina, a mezzogiorno, nella consueta conferenza stampa della vigilia. Si è parlato poco di formazione, più per scelta del tecnico che ha voluto tenere nascoste le proprie valutazioni anche di fronte alle domande della stampa, e molto più della situazione creatasi intorno alla classifica rossoblu, che ha riportato i rossoblu nella piena lotta salvezza.

Su come arriva la squadra alla gara contro il Napoli:

“Non sono parole di circostanza, ma pensieri veri e sinceri: la squadra è sul pezzo. Poi puoi giocare bene, male o fare degli errori. Importante che tutti abbiano senso di appartenenza e responsabilità. Non dobbiamo creare tensioni ulteriori, tutto l’ambiente deve essere unito: ognuno può contribuire a fare raggiungere a questa squadra il suo obiettivo, che è la salvezza. Come dico da quando sono arrivato. Non facciamo mai più pensieri che vadano oltre il nostro obiettivo. I ragazzi stanno bene: chiaro che quando perdi – e perdi male – tutto diventa complicato. Ma non tutto è da buttare e dobbiamo rendere le cose positive, che sono parecchie, in primo luogo il gruppo unito e solido. Partiremo con la consapevolezza di trovare una sfida complicata, contro una squadra di cui è inutile raccontare le qualità. La nostra squadra ha bisogno di oltrepassare qualche limite, sia tattico sia mentale. Se ho trovato una squadra arrabbiata dopo gli ultimi risultati? Siamo tutti sul pezzo, ma dobbiamo dare qualcosa in più. Tutti. Se lo facciamo diventa un aspetto contagioso per l’ambiente interno ed esterno. Tutto dipende da noi, da come ci proporremo”. 

Su come insidiare il Napoli:

“Macchine perfette non ce ne sono. Ci sono momenti in cui puoi trovare una soluzione inaspettata. Noi dobbiamo lavorare su questo aspetto. Abbiamo giocatori che possono ripartire, giocare osare. Voglio una squadra che osi. Se saremo più compatti dietro la linea del pallone? Ci stiamo lavorando molto. Mi piace una squadra che abbia una mentalità offensiva, anche quando il pallone ce l’hanno gli altri. Ma quando ti rendi conto che i tempi sono sbagliati, devi avere il coraggio e l’umiltà di abbassarti e ripartire con grande veemenza. In alcuni momenti della partita devi farlo, in altri invece devi ragionare diversamente”. 

Sulla formazione che potrebbe giocare domani, in particolare sull’ipotesi di un ritorno a tre in difesa:

“In certi momenti devi pensare di poter mettere i giocatori nei ruoli giusti, senza metterli in difficoltà. Non parole di formazione, ma parlo di attitudine. Possiamo continuare a giocare a quattro e continuare con questi giocatori, ma possiamo anche capire se durante la partita ci potrà essere qualche cambiamento. Veloso dal primo minuto? Sulle scelte che faremo non dirà nulla”.

Su Biraschi e il perché lo abbia tenuto fuori per fare posto a Pereira:

“Avrò mille difetti, ma quando ci sono delle scelte c’è sempre una motivazione. Quando le cose funzionano non ci sono polemiche. Nel momento in cui ho deciso di mettere Pereira in quel ruolo, era perché avevo bisogno che mi desse profondità e spinta. Se hai due esterni che spingono poco, diventa difficile fare la fase offensiva. Dal punto di vista dell’attaccamento alla maglia e dell’aggregazione, Biraschi è un giocatore straordinario e una persona per bene. Le motivazioni sono esclusivamente tecniche. Sono convinto che se trovi un allenatore che ti può cambiare ruolo e, seppur inizialmente disorientato, hai la voglia di superare qualsiasi pregiudizio tattico con allenamento e voglia di migliorarsi, lo puoi fare. Altrimenti diventi un giocatore catalogato solamente in un ruolo. E se si pensa alla Nazionale, là puoi giocare a tre oppure a quattro. Lui credo che possa fare più ruoli”.

Sulle motivazioni che stanno alla base dei molti punti persi che hanno trascinato il Genoa nuovamente nella lotta salvezza:

“Tutte le partite hanno una valenza che sono i punti. Se altre squadre vincono con formazioni inaspettate, è chiaro che ti rosicchiano punti. Adesso entriamo in un momento di massima attenzione, e la massima attenzione dovremo mantenerla sino alla fine. Ci saranno partite dove i punti varranno molto di più, non solo dal punto di vista numerico”.

Sui diffidati Kouamè e Pandev:

“Non posso tenerlo in considerazione. Non sono in gradi di pensare alla prossima. Ad oggi penso alla partita di domani col Napoli”. 

Sulla gestione della macchina Genoa e se se l’attendeva così complicata:

“C’erano altri interpreti quando siamo arrivati e c’era una base differente. Quattro mesi sembrano tanti, ma sono pochissimi per dare alla squadra l’organizzazione che vorrei. Quando arrivi e ci sono già stati 2/3 cambi, vuol dire che qualche problema c’era. Forse quello che non mi aspettavo era un ambiente un po’ troppo negativo, distante, pessimista. Non puoi vivere di grande euforia e grande depressione a distanza di quindici giorni. Questo mi fa riflettere molto su cosa possiamo fare per dare all’ambiente un po’ di tranquillità, anche se nel calcio la tranquillità non c’è mai. C’è piuttosto la consapevolezza che stiamo lavorando, che ci siamo sempre. Apprezzo moltissimo la gradinata che, per novanta minuti, è sempre con te anche sul 3-0. Poi alla fine ti butta addosso tutti i fischi: noi ci mettiamo la maglia e la faccia e non scappiamo. Ho trovato però grande pessimismo e negatività e devo ancora capire come cercare di maneggiarli. La cosa più improntate adesso è domani, perché dobbiamo fare una grande prestazione – e sono convinto che la faremo. Il risultato non possiamo garantirlo a nessuno, ma la prestazione sì”.  

Sulla possibilità di fare riposare alcuni giocatori, per esempio Sturaro che sarebbe alla sua terza partita di fila in 8/9 giorni:

“Sono valutazioni che stiamo facendo. I dati li abbiamo e anche gli strumenti per capire se hanno recuperato. L’allenamento di oggi sarà importante per decidere chi scenderà in campo. e chi lo farà dovrà farlo stando al cento per cento. Non avremo assenti, tutti saranno disponibili. Abbiamo la valigia pronta e piena di motivazioni”. 


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