Nascere nel ’59 a San Teodoro faceva sì che diventare genoano fosse una tappa obbligata. Anche perché a quell’epoca la Sampdoria era stata costituita da soli quindici anni. Mio nonno poi era particolarmente genoano”. Mario Tullo, politico, ex consigliere e assessore comunale, nonché parlamentare dal 2008 al 2018, è genoano dalla nascita e ci ha raccontato come nasca il suo sentimento e come abbia vissuto negli anni le vicende di casa Genoa.

LA PRIMA PARTITA – “Ho qualche dubbio, ma credo di aver visto perdere il Genoa in casa col Cesena per 2-1. Era il 68′ o il 69′

LA FOSSA DEI GRIFONI – “Ricordo che in quel periodo c’era il centro di coordinamento giovanile, che in qualche modo ha anticipato anche la Fossa, e nacquero gruppi di tanti quartieri. Si potrà ripetere questa esperienza? Credo che in qualche maniera anche all’epoca c’erano tanti gruppi in gradinata. La Fossa era unificante. Quell’esperienza di tifo non è paragonabile a quella degli anni Novanta e non lo è con la tifoseria organizzata di oggi. Detto questo, credo che continui al giorno d’oggi la tradizione positiva della Gradinata Nord”.

LA VITTORIA INDIMENTICABILE – “La vittoria ad Anfield Road. Gli inglesi riconobbero quella vittoria, la prima di una squadra italiana col Liverpool. Forse il loro destino era proprio quello di perdere col Genoa”.

L’ANEDDOTO – “Ricordo sempre che difendevo Eloi. Raccontava spesso che era un povero, che si allenava coi limoni sulla spiaggia. Sentivo il bisogno di difenderlo. Lui abitava a Zoaglia e una sera arrivai in piazza Sopranis e i miei amici videro che avevo dei limoni. Io risposi loro: andiamo a cercare Eloi”.


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