Reti, spettacolo e fiato sospeso. La prima finale fra Boca Juniors e River Plate nella storia della Copa Libertadores non spezza gli equilibri, resi tali anche da un volto noto nella città di Genova, che peraltro ha molte cose da spartire con l’Argentina, gli Xeneizes, il calcio sudamericano. 

EL CAMELLO – Si tratta di Lucas Pratto, in arte ribattezzato cammello, che si erge a capopopolo nel bel mezzo della Bombonera, addobbata a festa e piena fino all’ultimo gradone per una sfida senza precedenti. Il numero 27 del River risponde al vantaggio dei padroni di casa con un passante imparabile, strozzando sul nascere il grido di festa dei tifosi del Boca. El Pipa Benedetto, trascinatore argentino classe 1990, riporterà in vantaggio proprio gli Xeneizes in apertura di secondo tempo, ma sarà ancora Pratto a far esaltare l’altra parte della barricata con un colpo di testa, sugli sviluppi di una punizione, deviata in porta dal difensore del Boca Izquierdos. Lo stesso Benedetto, servito da un intramontabile Carlitos Tevez, avrà sui piedi la palla per sancire il 3-2: Armani risponde presente e salva i biancorossi. Sei ammoniti, un solo accenno di rissa in una sfida coriacea ma tutto sommato corretta. Sabato 24 Novembre si cambia arena, si va al “Monumental” per l’ultima battaglia. Quella che sancirà il vincitore della Champions League sudamericana in una sfida secolare. E se il buongiorno si vede dall’andata…


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