Il calciomercato di gennaio, iniziato il giorno 3 e terminato il giorno 31, è ormai un lontano miraggio. Oltretutto, complice una pausa di due settimane dopo l’Epifania, è stata una sessione vissuta in maniera particolarmente attiva, con tanti nomi e poche trattative concretizzate. Milan, Juventus e Napoli non hanno acquistato nessuno. Destabilizzata la Roma, pochissimo movimento invece fra Torino, Sampdoria, Atalanta e Lazio, tutte capaci di non farsi “distogliere” dalle voci extra-campo e portare a casa almeno sei punti nelle tre giornate che hanno proceduto in parallelo rispetto al calciomercato. Dall’Udinese in giù, invece, ecco che sono arrivati alcuni innesti in più. Mano pesante di Benevento, Inter, Spal ed Hellas Verona, mercato di ridimensionamento quello di Genoa, Sassuolo e Crotone. Ma quanto hanno inciso i nuovi acquisti sul campionato delle rispettive squadre?

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Prendendo in considerazione le ultime cinque gare di campionato, le tre col calciomercato in corso e le due immediatamente successive alla chiusura, abbiamo provato a tracciare su base statistica e numerica quelle che sono state le prime risultanze dal punto di vista dei risultati (vedi Tabella 2). Andiamo per ordine:

  • Atalanta: la ripresa era già in atto prima del calciomercato, specialmente in trasferta dove la Dea non perde da sei turni consecutivi. Fra 19° e 24° turno sono stati 10 i punti fatti dagli orobici, che lasciato partire Kurtic hanno inserito soltanto l’ex Spal e Sampdoria Rizzo;
  • Benevento: otto acquisti considerato anche lo svincolato Sagna, che ieri ha compiuto 35 anni. Alla vittoria contro la Sampdoria, ultimo successo in campionato, hanno fatto seguito soltanto sconfitte: 10 reti subite, 2 gol fatti e 3 punti messi da parte in una corsa salvezza divenuta ancor più difficile. La dimostrazione che cambiare tanto a gennaio può avere senso, ma servirà sempre del tempo per far ambientare i nuovi innesti;
  • Bologna: la telenovela Verdi, unita a un momento generale di calo, ha distratto Donadoni e la sua truppa e lo dimostrano anche i soli 3 punti fatti nell’ultimo mese e mezzo. Dal calciomercato pochi sussulti, se non il ritorno di un usato sicuro come Dzemaili (già in gol nel 3-0 rifilato al Benevento, ndr);
  • Cagliari: rimpolpati difesa e centrocampo, Lopez ha cercato subito la chiave giusta per inserire Castan, il centravanti Ceter (già sparito dai radar) e Lykogiannis. Lo stanno premiando la tenuta difensiva (non prende gol da oltre 240′) e in parte anche i punti fatti (5) che gli hanno permesso di rosicchiare qualche punto a tante dirette concorrenti per la salvezza;
  • ChievoVerona: il grande colpo è stato quello di Giaccherini, ma per adesso non ha inciso: deve ritrovare il ritmo partita. Alla ricerca di tutti quei “lungodegenti” che hanno fatto mancare qualità e intensità al gioco di Maran, i gialloblu continuano a non vincere e allungano la striscia di partite senza successi a 10. Crisi nera senza benefici reali dal mercato. Sono la squadra su cui tutte le altre diciannove formazioni hanno guadagnato qualcosa, chi più chi meno;
  • Crotone: Capuano, Benali e Ricci le punte di diamante del calciomercato di riparazione. Giunti a tappe in Calabria, hanno già dato il loro minimo contributo con assist e gol: non a caso il Crotone, dopo il Genoa, è la squadra che con maggior vigore, alla luce dei 6 punti fatti, sta cercando di togliersi dalle secche della classifica;
  • Fiorentina: indolore lo scambio Babacar-Falcinelli. La Viola persevera nel suo ritmo altalenante, vince solamente una delle ultime cinque partite (4 punti) e vede allontanarsi drasticamente la zona europea, pur essendo ancora viva la possibilità di rientrarvi;
  • Genoa: fosse partito il 3 gennaio scorso, il campionato vedrebbe il Genoa al settimo posto con 9 punti. Positive sin qui le prestazioni di Pedro Pereira, Bessa e Hiljemark, ma c’è attesa per vedere all’opera anche El Yamiq, Medeiros e Pepito Rossi. Un mercato che ha dato un pizzico di equilibrio in più portando Ballardini ad orchestrare una risalita che adesso non dovrà fermarsi. Rossoblu unica formazione ad aver guadagnato almeno 3 punti a ciascuna delle dirette concorrenti per la salvezza nell’ultimo mese e mezzo (vedi Tabella 1);
  • Hellas Verona: a fine gennaio il tracollo casalingo contro il Crotone (gol dell’ex rossoblu Ricci, ndr) ma anche il poker in casa della Fiorentina imbandito da un gol di testa del neo acquisto Vukovic. Poi altre due sconfitte con Roma e Sampdoria. Qualcosa bolle in pentola con gli arrivi di Vukovic, Petkovic, Matos: starà a Pecchia renderlo abbastanza “saporito” per la salvezza;
  • Juventus: cambiare questa Juventus, che schierando le seconde linee potrebbe giocare un altro campionato competendo anche in quel caso per la vittoria finale, sarebbe stata una pazzia. Infatti a gennaio non è cambiato proprio nulla, né in sede mercato né in ottica risultati: resta accesissima la lotta in cima alla classifica col Napoli. Unico movimento, in uscita, quello di Pjaca, in prestito semestrale, ai tedeschi dello Schalke04;
  • Inter: Spalletti ha visto esaudite le sue richieste in difesa (Lisandro Lopez) e a centrocampo (Rafinha), tuttavia il ritorno ai tre punti ha latitato sino all’ultima giornata. Permane l’idea che in casa nerazzurra regni un po’ di confusione: un solo punto guadagnato ai danni di una Lazio a digiuno di bottino pieno da tre giornate non è segno di piena maturità e consapevolezza;
  • Lazio: forse la più statica e sicura di sé fra le big del campionato, la formazione biancoceleste ha accolto a Formello il già annunciato Caceres, parcheggiato a Verona per sei mesi. Il crollo di risultati di cui patisce Simone Inzaghi è dunque frutto di dinamiche interne, di un calo che la Lazio si portava dietro fisiologicamente da agosto. Calciomercato senza arte né parte;
  • Milan: un bel trattino nero a descrivere che proprio un bel niente si è mosso dalle parti di Milanello. Nessuno tocchi questo Milan in ripresa, capace di vivere in una bolla durante il calciomercato e i suoi postumi: così in ripresa da aver fatto due punti in meno di Napoli e Juventus, soliste del campionato, e averne recuperati 3 sulla Sampdoria, prossima avversaria, e ben 6 a discapito di Inter e Roma;
  • Napoli: De Laurentiis è sicuro che i partenopei non avessero bisogno di nulla a gennaio. Effettivamente da riparare c’era poco in casa azzurra, anche se gli infortuni e una panchina un po’ corta potrebbero frenare i piani scudetto di Sarri. Un occhio – o più di uno? – è sempre diretto al mercato degli svincolati vista l’epopea dello sfortunato Ghoulam: il Napoli si distrae godendo delle sue statistiche da capogiro e cerca di non badare troppo al chiacchiericcio che lo circonda;
  • Roma: è in ripresa dopo il cambio di modulo, vero “innesto” di quest’ultimo mese e mezzo in casa giallorossa. L’unico da sostituire è stato Emerson, accasatosi al Chelsea. Nel blando mercato del binomio Pallotta-Monchi si è inserita la querelle Dzeko: nervosismo entrato sin negli spogliatoi e clima destabilizzato. Calciomercato boomerang per Di Francesco con riflessi sulla classifica;
  • Sampdoria: un po’ come il Napoli, questa Sampdoria aveva poco da ritoccare. L’unico che se ne va è Puggioni, che si trova raddoppiato l’ingaggio in quel di Benevento. Arriva a Bogliasco l’ex sannita Belec. La stagione è tracciata e segue le orme di giocatori chiave come Linetty, Torreira o Quagliarella. E Giampaolo ancora saldo al timone;
  • Sassuolo: persi alcuni veterani, inseriti Babacar e Lemos. Per adesso il mercato di gennaio non ha riparato proprio nulla e Iachini deve far fronte a una difesa incerta e ad un attacco, il peggiore del campionato, che segna col contagocce. Con Spal e Chievo, la squadra meno solida dell’ultimo mese e mezzo;
  • Spal: in estate, fra le neo promosse, aveva orchestrato il migliore mercato: oggi è la squadra col tecnico più in bilico e con le maggiori incertezze. Ceduto un filtro di centrocampo come Mora, è arrivato Kurtic a braccetto coi difensori Dramè, Cionek e Simic e con l’attaccante Everton Luiz (Partizan Belgrado, ndr). I soli 2 punti messi in saccoccia nell’ultimo mese e mezzo parlano però di un equilibrio e di certezze assolutamente da ritrovare. E farlo da virtualmente retrocessi, a -4 dalla salvezza, potrebbe non essere semplice;
  • Torino: il vero colpo di gennaio è Walter Mazzarri, che stufo del traduttore simultaneo al Watford ha deciso di tornare ad insegnare calcio in Italia. Da terzo allenatore italiano in attività per punti fatti in carriera (587) sta guidando il Torino verso una risalita che coinciderebbe con l’Europa. Ha guadagnato su tutti e perso terreno solo sul Milan. Undici punti fatti ma non giocando di sponda col mercato;
  • Udinese: l’unico innesto è il Zampano del Pescara, quello che tanto fece discutere per un tocco di mano sulla linea di porta in un Genoa-Pescara della scorsa stagione. Oddo vive di rendita dopo la straordinaria rincorsa autunnale che coinciderà molto probabilmente con la salvezza e veleggia in tranquillità pur maenggiando una Udinese da soli sei punti nell’ultimo mese e mezzo: mercato che dunque non ha voluto oscurare quello che il convento già passava dalla precedente estate. Di riflesso, pochi sono stati i suoi effetti in ambiente friulano.

Tabella 1. I PUNTI RECUPERATI DAL GENOA DI BALLARDINI ALLE DIRETTE CONCORRENTI NELL’ULTIMO MESE E MEZZO (FRA 19° E 24° GIORNATA)

  • +2 (Inter, Roma)
  • +3 (Udinese, Crotone, Lazio)
  • +4 (Cagliari)
  • +5 (Fiorentina)
  • +6 (Benevento, Verona, Bologna)
  • +7 (Spal, Sassuolo)
  • + 8 (ChievoVerona)

Tabella 2. LA CLASSIFICA DELL’ULTIMO MESE E MEZZO DI CAMPIONATO

 

 

 

 

 

 

 

 

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