Per farci raccontare la sfida tra Torino e Genoa, nella giornata di ieri abbiamo contattato Elena Rossin di TorinoGranata.it, oggi Timothy Ormezzano, firma del Corriere della Sera di Torino e figlio di Gianpaolo Ormezzano, già direttore di Tuttosport nell’anno dell’ultimo scudetto granata nella stagione 1975/76.

Che sfida ti aspetti domani tra un Torino che da oltre due mesi non vince in casa e un Genoa che è macchina da guerra in ambito difensivo quando gioca in trasferta?

Il Torino aspetta un Genoa che ha ritrovato solidità e punti col cambio dell’allenatore. A sentire Mihajlovic, si prepara una battaglia. Soprattutto avrà a che fare con un’emergenza piena. Il Toro non avrà otto pedine, compreso lo squalificato Baselli. Gli ultimi KO, dopo quello di un giocatore fondamentale come Belotti che rientrerà molto probabilmente dopo la sosta, dicono che ieri Mihajlovic ha perso anche due giovani come Edera e Barreca, che sarebbero comunque serviti nelle rotazioni in questo periodo, col un derby di Coppa Italia dietro l’angolo. Mihajlovic ha cercato di evitare l’alibi, pur avendo detto che otto assenze le accuserebbe anche la Juventus, e ha chiesto di ritrovare quella vittoria che allo stadio “Grande Torino” manca da ormai troppo tempo: dal 29 ottobre scorso (Torino-Cagliari 2-1)”.

Il Torino ha il record di pareggi in casa, e più in generale in Serie A. Sintomo di una stagione in cui il Torino ammazza le partite in mezz’ora e poi si concede all’avversario?

Le ammazza anche in dieci minuti a volte, come successo a Ferrara pochi giorni fa. Poi però tira i remi in barca, spegne la luce e si scollega. Si tratta di un problema soprattutto mentale, ma c’è chi parla anche di una condizione rivedibile perché spesso gli avversari corrono più dei granata. Credo che il problema sia soprattutto mentale: sentirsi superiori, sentirsi la squadra che comunque un gol lo riesce a segnare sempre e che con le proprie qualità riesce ad avere la meglio sulle squadre medio-piccole. Proprio quelle medio-piccole che poi diventano le formazioni a togliere i punti cosiddetti “europei” al Torino: lo 0-2 di Ferrara diventato poi un 2-2 assomiglia tremendamente a quel 2-0, poi divenuto 2-2, maturato in quel Torino-Verona in cui si fece male Belotti. Il Torino è una squadra che si gode un po’ il vantaggio e sistematicamente finisce per essere rimontata”.

Quanto influiranno domani l’ambiente e il tifo granata? E se la partita non dovesse andare come sperato, sarebbe un’ultima spiaggia per Mihajlovic o comunque qualcosa di simile?

Direi qualcosa di simile: sicuramente la gara col Genoa è, metaforicamente, uno degli ultimi treni per l’Europa. Lo saranno questa e la successiva gara casalinga col Bologna. La situazione è un po’ in bilico ed è abbastanza tesa: una bomba carta è stata esplosa all’interno del Filadelfia durante l’allenamento di mercoledì. Sembrava quasi un avvertimento, come a dire “i bonus sono finiti ed è ora di darsi una sveglia”. C’è una piazza che sosterrà ancora la squadra, ma che se dovessero maturare un’altra sconfitta, un pareggio o una prestazione molle potrebbe iniziare a girare le spalle a giocatori e tecnico. Vero che i colpacci in casa di Roma e Lazio hanno un po’ stabilizzato la panchina di Mihajlovic: ma un altro risultato negativo contro una squadra che, teoricamente, sulla carta è da battere, potrebbe mettere un po’ in crisi il rapporto fra Cairo e Mihajlovic”.

DI SEGUITO L’AUDIO CON LA NOSTRA INTERVISTA A TIMOTHY ORMEZZANO:

 

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