È stata una vittoria di non poco conto quella del Genoa Primavera in casa del Lecce, formazione che schierava ben sei classe 2006 e un classe 2005 (Gorter) in una sfida che era carica di significato. Ai salentini occorreva vincere per rilanciarsi in chiave playoff, ma il Genoa ha fatto bottino pieno grazie alle reti di Odero e Zulevic. E lo ha fatto conciliando gli impegni dei Primavera con la prima squadra e alcuni infortuni che, nell’arco della stagione, non hanno aiutato. A celebrare questo successo è stato anche il Responsabile del Settore giovanile rossoblù, Roberto Trapani.

Sicuramente è una vittoria più che importante. Al di là dei tre punti pesanti fuori casa contro una squadra “più vecchia”, è una vittoria importante perché è maturata attraverso una proposta di gioco, un’identità ben precisa, ben definita – ha dichiarato Roberto Trapani al termine della sfida contro il Lecce – Siamo cresciuti rispetto a inizio anno in questo gioco e io sono molto contento perché è una cosa sulla quale abbiamo chiesto allo staff di lavorare e si stanno vedendo i frutti, tant’è vero che nel primo tempo abbiamo creato tre o quattro palle gol, abbiamo avuto il coraggio di produrre, proporre un gioco dominante sull’avversario. In fase di non possesso siamo stati efficaci su tutti i duelli difensivi, siamo stati alti in fase di non possesso, siamo andati a prendere gli avversari nella loro metà campo con coraggio e tra l’altro questo crediamo sia il modello di gioco che viene richiesto sia dalla nostra prima squadra che nella stragrande maggioranza dei campionati dove poi speriamo che i nostri ragazzi avranno in un futuro la possibilità di poter emergere”. 

Il lavoro di mister Sbravati e del suo staff, in una stagione tortuosa per i motivi scritti sopra, è sotto gli occhi di tutti (e va avanti dall’anno scorso, è bene evidenziarlo), peraltro in un torneo che ha talmente alzato il tasso di competitività che non ci si possono prendere grosse pause dal fare punti e “risultati”, parola che il calcio italiano ha spesso messo davanti al termine “crescita”, ben più importante e ben più redditizia se le si dà tempo.

Ecco che, allora, in una fase cruciale della stagione, sono arrivati otto punti in quattro gare, conciliando – come giusto che sia – i risultati della Primavera col fatto di mandare in Prima Squadra diversi giovani calciatori, che non mancano certo di mettere in mostra le loro caratteristiche e qualità agli occhi di De Rossi. Basti pensare recentemente a Grossi e Ouedraogo convocati per l’ultima trasferta di Torino, ma anche dei vari Celik, Lysionok, Klysis, Carbone o Nuredini, all’esordio in Serie A a Parma nel gennaio scorso prima di uno sfortunato infortunio al ginocchio.

Oggi avevamo più ragazzi che si stavano allenando con la prima squadra e quindi questo ha dato l’opportunità di vedere magari anche altri ragazzi che si sono fatti trovare pronti. Sono stati molto bravi e hanno dimostrato di essere un gruppo e una rosa forti, competitivi. I ragazzi sono cresciuti da inizio anno ad oggi – evidenzia ancora Trapani, Responsabile del Settore giovanile rossoblù – Oggi avevamo praticamente una serie di giocatori che non sono partiti dall’inizio, che sono dei 2008. Avevamo un 2010 (Scaglione, ndr) e questo ci indica come e quale sia la direzione che la società vuole prender. Credo fortemente che, come già ho detto in altre sedi, queste partite siano partite estremamente formative, al di là della vittoria che sicuramente dà merito a quello che si è visto in campo“.

Quello che posso aggiungere è che ci tengo tanto a sottolineare il fatto che oggi noi abbiamo uno staff di livello importante – evidenzia ancora una volta Trapani nell’immediato post gara – Uno staff che ha fatto crescere questi ragazzi individualmente. Uno staff dove abbiamo tre allenatori molto capaci, molto bravi. Abbiamo Sbravati, Cammaroto e Oneto. Abbiamo la fortuna di avere uno staff sull’area atletica con Giglia e Gabbiano che sono due preparatori professionisti di livello alto come il preparatore dei portieri Di Barbaro. Abbiamo un team manager, Natuzzi, che sta dando veramente tutto e con la sua professionalità sta alzando il livello in tutto quello che ruota intorno al campo. Arriviamo al magazziniere Daniele, al nostro match analyst Siska, ai nutrizionisti, ai dottori, a Gerundo e Lapo dell’area medica. Questo fa capire come il Genoa sia dedicato individualmente alla crescita formativa di ogni giocatore, poi queste prestazioni fanno capire, come ho detto oggi ai ragazzi a fine partita, che siamo dedicati a loro ventiquattro ore e quotidianamente“.

In chiusura, ma non per questo meno importante, arriva la sottolineatura per la “partita da dieci” fatta dal capitano Marco Romano, che ha sì sbagliato un rigore, ma ha condotto la squadra. “Ha sbagliato il rigore, ma questo rigore non macchia la sua prestazione. Oggi, chiunque capisca un po’ di calcio, ha visto che c’era un giocatore importante in campo, che c’era un leader in campo. Oggi ha fatto una prestazione da leader, ha alzato il livello della squadra e quello individuale dei compagni. È questo che noi cerchiamo dai ragazzi che hanno un pizzico di esperienza in più: trovare un giusto mix tra ragazzi giovani e chi ha qualche anno in più di esperienza in Primavera può essere davvero formativo”. 


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