Il Covid-19 ha fermato – e tutt’ora sta arrestando – le attività del mondo intero, quasi nessun settore è rimasto escluso dal brusco stop causato da questo nemico invisibile. Anche il calcio, ovviamente, ha dovuto arrestare la propria corsa per diversi mesi, e in molti stati il pallone non ha rivisto il rettangolo verde neppure in allenamento.

Se in Italia, tra centinaia di voci contrastanti, si stanno definendo le ultime linee guida per poter riprendere gli allenamenti di gruppo (previsti per lunedì 18 maggio) e quindi tornare in campo – cosa che dovrebbe avvenire il prossimo 13 giugno -, in altri paesi europei come Germania e Danimarca è iniziato il countdown per giocatori e staff tecnici. Il 16 maggio e il 28 maggio sono le date in cui rispettivamente tedeschi e danesi torneranno in campo.

SAGOME SUGLI SPALTI – Non saranno solo i tifosi a patire questa lontananza, ma anche gli stessi atleti. Per rendere quindi meno pesante la distanza tra giocatori e supporters, il Borussia Monchengladbach ha deciso di installare sui seggiolini del Borussia Park sagome dei tifosi a grandezza naturale, raccogliendo così la proposta lanciata dal gruppo organizzato Fanprojekt Mönchengladbac. Con questa iniziativa la tana dei Die Fohlen sarà lo stesso gremita, anche se non rumorosa come al suo solito. Ma non si tratta della prima iniziativa.

STADIO VIRTUALE E DRIVE IN  – In Danimarca, infatti, l’Aarhus Gymnasticforening ha annunciato che per la partita contro il Randers verrà allestita una vera e propria tribuna virtuale. In collaborazione con la piattaforma digitale Zoom, la società distribuirà 22 schermi giganti in tutto lo stadio con i volti dei tifosi desiderosi di partecipare. Una soluzione decisamente pionieristica che segue quella lanciata in precedenza dal Midtjylland, club che allestirà due maxischermi nel parcheggio del proprio stadio consentendo così agli spettatori di assistere ai match direttamente dalle proprie auto, mantenendo quindi il distanziamento sociale che le nuove norme impongono.

DIDATTICA ALLO STADIO – Sempre dalla Danimarca arriva un’altra – l’ennesima – iniziativa destinata a “far scuola”, in tutti i sensi. Difatti, per consentire ai bambini di poter tornare ad apprendere senza rifugiarsi dietro lo schermo di un dispositivo, la capitale danese ha messo in piedi una serie di soluzioni alternative al problema del distanziamento scolastico. Parco naturale, museo nazionale e tribune del Telia Parken, stadio che ospita le gare casalinghe del Copenaghen, sono diventati delle vere e proprie scuole a cielo aperto. “Siamo contenti di poter aiutare le scuole di Copenaghen e il comune a risolvere una sfida difficile, e allo stesso tempo non vediamo l’ora di vedere molti bambini felici qui ha commentato Lars Bo Jeppesen, il direttore della società che gestisce l’impianto del Copenaghen.

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